Chi inquina, paga. E’ una lezione che la Exxon Mobil non dimenticherà tanto facilmente. Alla compagnia petrolifera americana, infatti, è stato presentato nei giorni scorsi il conto salatissimo di anni e anni di emissioni inquinanti nell’atmosfera.

     

Scritto da Francesco Nicoletti

Ammonta, per la precisione, a circa 571 milioni di dollari, di cui la gran parte sarà spesa in apparecchiature tecnologiche per ridurre le sostanze dannose alla salute umana e la quantità di particolato nei gas emessi, altri 8,7 milioni in multe e 9,7 in progetti di recupero e salvaguardia ambientale per le comunità nelle vicinanze delle sette raffinerie della compagnia situate in cinque stati: California, Illinois, Louisiana, Montana e Texas.

E’ il risultato di un patteggiamento nell’ambito di un processo per inquinamento atmosferico – che ha visto come parte civile anche gli stati dell’Illinois, Louisiana e Montana – raggiunto tra la compagnia petrolifera, l’Agenzia per la protezione ambientale (Epa) e il dipartimento della Giustizia Usa.

Se verrà rispettato, porterà a una riduzione delle emissioni Usa di 57 mila tonnellate l’anno, di cui 11.000 di ossidi d’azoto e 42.000 di anidride solforosa. Un taglio notevole, in quanto nelle sette raffinerie della Exxon confluisce l’11 per cento del petrolio raffinato. A cui potrebbe aggiungersene uno ancora più consistente.

Il patteggiamento rientra infatti in un’iniziativa congiunta del dipartimento della Giustizia e dell’Epa per ridurre l’inquinamento atmosferico prodotto dalle raffinerie del Paese ed è il diciassettesimo di una serie di accordi che i due enti hanno raggiunto con i giganti petroliferi Usa – i vari Koch, BP Amoco, Motiva-Equilon-Shell Deer Park, Marathon Ashland, Conoco, Navajo-MRC, Lion Oil, Ergon, Cenex, Coastal, Chevron, Giant, Citgo, ConocoPhillips, Sunoco and Valero Eagle.

Considerato che essi insieme controllano più di tre quarti del mercato petrolifero americano, se questo risultato andrà a buon fine, produrrà un taglio totale delle emissioni pari a 335 mila tonnellate di gas inquinanti.

L’iniziativa nasce nell’ambito del Clean Air Act (Caa), la legge federale base di tutti i programmi per limitare l’inquinamento atmosferico. Da un lato essa obbliga le compagnie a effettuare interventi tecnologici per ridurre le sostanze inquinanti nelle emissioni e a varare dei programmi ambientali per le comunità in prossimità dei loro impianti. Dall’altro, favorisce l’incremento dell’attività di raffinazione in regola con le leggi ambientali.

E’ per questa ragione che le compagnie si piegano agli accordi: la via del patteggiamento conviene di più. Anche a costo di sborsare ingenti somme. Sia l’Epa che il dipartimento di Giustizia americano hanno espresso grande soddisfazione per l’intesa raggiunta con la Exxon.

Notizie Verdi, 19 ottobre 2005.

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