Sarebbero non meno di 20.000 i minori, compresi tra i 10 e i 18 anni, venduti ogni anno in Etiopia per poco più di 1 euro a trafficanti di esseri umani dalle loro famiglie.

     

Scritto da Agenzia Misna

La denuncia è della Organizzazione internazionale per le migrazioni (Iom), che ieri in una conferenza stampa, ha presentato i dati di uno studio sul fenomeno.

Secondo la Iom due terzi di questo ‘commercio’ è gestito direttamente da trafficanti organizzati che strappano i minori alle famiglie povere delle zone rurali garantendo ai genitori l’impegno a far lavorare o studiare i figli. I bimbi, invece, finiscono regolarmente nel giro della prostituzione, dell’accattonaggio, o, nella migliore delle ipotesi, impiegati in qualche abitazione a svolgere lavori domestici in condizioni di semi-schiavitù. In un terzo dei casi sono membri della stessa famiglia a essere coinvolti nei traffici.

Alem Brook, dell’ufficio dell’Iom in Etiopia, ha evidenziato come sia in costante aumento il numero di donne etiope che finiscono sul mercato della prostituzione nei paesi del Golfo. Il prezzo per una giovane etiope ‘venduta’ nei paesi arabi è di circa 800 euro.

L’85% dei 71 milioni di etiopi sopravvive con un’agricoltura di sussistenza, mentre il 45% di questi vive in condizioni di estrema povertà. Il reddito medio annuo nel paese è di soli 100 dollari.

[MZ] – ETIOPIA 20/10/2005

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