Il decreto legislativo N. 9 del 10 gennaio scorso parla chiaro. Sulla base di questa integrazione alla legge 190, l`attuazione della legge obiettivo, oggi non ci sarebbe nessun vincitore nella gara per il general contractor del Ponte sullo Stretto di Messina. Anzi non ci sarebbe stato neppure un concorrente.

     

Scritto da Daniele De Joannon

Già perché a decretare la “morte” della gara d`appalto è la norma inserita nel decreto legislativo che serve a regolare ed a qualificare i contraenti generali che concorrano alla realizzazione di opere strategiche e di preminente interesse nazionale.

L`articolo 7 del decreto legislativo è chiaro, quindi: «Non possono concorrere alla medesima gara imprese collegate ai sensi dell`articolo 3 della direttiva 93/97/Cee del Consiglio del 14 giugno 1993. E` fatto divieto ai partecipanti di concorrere alla gara in più di un`associazione temporanea o consorzio, ovvero di concorrere alla gara anche in forma individuale qualora abbiano partecipato alla gara medesima in associazione o consorzio, anche stabile”. Giusto il caso delle due cordate che fino a mercoledì 12 ottobre hanno concorso alla gara per il general contractor del Ponte, Astaldi e Impregilo.

La denuncia, proprio mentre già circolavano le prime indiscrezioni sull`aggiudicazione dell`appalto, è arrivata a palazzo Zanca pronunciata da Gaetano Giunta, già presidente della commissione speciale sulla responsabilità sociale die territori interessati all`appalto, e da Carmelo Briguglio, capogruppo di Vince Messina oltre che legale dei 107 ricorrenti messinesi che si sono opposti davanti al Tar e al consiglio di Stato al progetto del Ponte.

La compartecipazione fra le due cordate, secondo la denuncia di Briguglio e Giunta, è garantita dalla presenza del consorzio cooperative costruzioni nel raggruppamento Astaldi. In quello di Impregilo figura invece la Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna che è socia del consorzio cooperativa costruzione. Una commistione di interessi che in fase di gara ha inquinato l`intera procedura se si considera che i due raggruppamenti attraverso la Cmc hanno potuto in qualche modo controllare vicendevolmente progetti, offerte e programmi.

Una denuncia che anche la senatrice dei Verdi, Anna Donati aveva messo per iscritto in una interrogazione parlamentare. Non solo: Briguglio e Giunta puntano il dito contro l`atteggiamento ambiguo della Stretto di Messina spa che nel settembre scorso, dopo la pubblicazione di uno studio del Wwf che denunciava il caso, negli slide di presentazione della gara al consiglio comunale di Reggio Calabria ha omesso la presenza del Consorzio cooperative Costruzioni dal raggruppamento Astaldi.

Centonove, 14 ottobre 2005.

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