Verità numero uno: Pietro Ciucci, alla vigilia della conclusione della gara per la scelta del general contractor, lo ha confessato in un`intervista. La fattibilità finanziaria del ponte sullo Stretto «si basa su un aumento di capitale della Stretto di Messina di 2,5 miliardi, pari a circa il 40% del fabbisogno complessivo da erogarsi progressivamente in relazione all`avanzamento delle attività di costruzione».

     

Scritto da Daniele De Joannon

«Le residue occorrenze finanziarie, circa il 60% dei fabbisogni – prosegue Ciucci nell`intervista a Milano Finanza Sicilia – saranno coperte attraverso finanziamenti di tipo project finance che saranno rimborsati con i flussi finanziari della gestione».

Una dichiarazione verità per l`amministratore delegato della Stretto di Messina che così dà corpo alle obiezioni poste dal movimento antipontista che ha sempre contestato i dati economici e le previsioni di finanziamento privato del progetto, sostenendo al contrario che a pagare per la costruzione del Ponte sarà lo Stato attraverso la capitalizzazione della Stretto di Messina spa, direttamente discendente dalla liquidazione di Iri e Fintecna. Una ricapitalizzazione decretata il 28 aprile del 2003 dall`assemblea degli azionisti della Stretto spa e perfezionata fra il 10 e il 22 dicembre dello stesso anno, quando però Regione Calabria e Regione Sicilia, pur confermando l`attenzione al progetto, lasciano cortesemente il passo alle altre socie della spa e non sottoscrivono l`aumento di capitale passando quindi ad una quota del 2,6% ciascuno. Poca, pochissima cosa rispetto al 68% di Fintecna, e al 13% a testa di Rfi e Anas. Una dichiarazione verità, quella di Ciucci che prende a pugni le risultanze della gara per la scelta del general contractor, assegnata mercoledì 12 settembre alla Impregilo, capocordata di una variegata formazione composta da Vinci Construction Grands Project, Società italiana per condotte d`acqua spa, Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna, Sacyr Sau, Ishikawajima – Harima Heavy Industries co ltd, Consorzio stabile Aci scpa. Nel senso che la commissione giudicatrice presieduta da Renato Laschena, ha affidato l`incarico della progettazione esecutiva e della realizzazione ad una cordata che ha offerto un ribasso del 16% sulla base d`asta di 4,4 miliardi di euro, una cifra stratosferica che cala così a 3,8 miliardi di euro. Ovvero un risparmio nei costi di investimento che rispetto alle dichiarazioni di Ciucci circa il capitale di rischio garantito da Fintecna, Anas e Rfi, riscrive interamente tutti i costi. E comunque, un risparmio di 600 milioni di euro, tre mila miliardi di vecchie lire non è una passeggiata. Dove risparmierà la Impregilo se si pensa che pure, rispetto al progetto preliminare la cordata italiana ha garantito la costruzione in 70 mesi, tre in meno rispetto ai poco credibili sei anni di costruzione?

Verità numero due: a pronunciarla stavolta è Andrea Monorchio, l`ex segretario generale dello Stato che con Messina ha legami personali. Ma che soprattutto al progetto del Ponte è interessato per ruolo. Presidente della Ipsa, la società pubblica delle infrastrutture, Monorchio non ha atteso nemmeno i commenti ufficiali all`aggiudicazione della gara ed ha parlato per tutto lo schieramento dei pontisti istituzionali. A scanso di equivoci, visto che la trasversalità di idee sul progetto del manufatto stabile è cosa dichiarata, Monorchio ha tentato di mettere le mani avanti: a questo punto, è il senso delle sue parole, il ponte sullo Stretto di Messina sarà realizzato certamente, anche perché, «al punto in cui siamo, se non si facesse, lo Stato dovrebbe pagare per danni una cifra pari a quella necessaria per costruire il ponte». E quindi, non vi azzardate a fare marcia indietro. Soprattutto in una città dove il centrodestra sta facendo carte false per cercare di vincere le elezioni amministrative che dopo lo sfacelo, di due anni e mezzo di commissariamento, sembrano quasi sicuramente in mano al centrosinistra.

Verità numero tre: un dato colpisce l`immaginario di un ingegnere componente della commissione Ponte dell`Ordine di Messina. Direttamente “offerto” dall`ufficio speciale Ponte, l`informazione riguarda la realizzazione di 40.000 alloggiamenti da destinare agli operai che saranno impegnati nei cantieri del Ponte. Se ne deduce che nessuno dei lavoratori impegnati sarà messinese. O al più, saranno tutti di quelle zone in cui le case verranno spazzate via dalla costruzione. Ma la battuta non fa ridere. Nemmeno un po`.

Verità numero quattro: il tempo della lotta non è finito per gli antipontisti che hanno fatto della crociata contro la costruzione una ragione essenziale per ribadire la propria idea di sviluppo e di sottosviluppo di Messina. Però è vero anche un altro fatto. Che il gioco si è fatto duro e quando tutte le porte sembrano chiuse, quando due gradi di giudizio amministrativo hanno mandato a casa le aspettative di 107 cittadini che abitano nelle zone dove, secondo progetto, sorgeranno i piloni del Ponte, la speranza sembra vacillare. E così notizie come quella che il Motel Faro, geometrica costruzione al centro del pilone di Messina, ha chiuso i battenti, sono un colpo al cuore del movimento. Che, nel giorno dell`assegnazione della gara, condensano emozioni, commenti e sensazioni nelle parole vergate sulla rete da Antonio Mazzeo, puntualissimo autore di inchieste sugli interessi occulti e manifesti che girano attorno al Ponte (e non solo): «A volte i fantasmi del passato tornano, avevo scritto quattro anni fa circa un`inchiesta sui crimini socio-ambientali in tutto il pianeta dell`impresa di costruzioni che ha messo le mani sull`affare del Ponte. Integralmente può essere letta ancora su www.terrelibere.it/impregilo. Iniziai a lavorare su Impregilo perché fui avvicinato a Medellin (Colombia) da un leader campesino che si opponeva con alcune comunità ad un megatunnel stradale che stava portando danni enormi alle attività produttive locali e alle strutture abitative di alcuni villaggi. Ci accompagnò in un lungo giro in una delle aree più pericolose della Colombia, a causa della forte presenza paramilitare, che coincidenza vuole, si era sviluppata parallelamente alla grande opera. Un paio di mesi dopo quella visita e dopo la pubblicazione dell`inchiesta, mi giunse la notizia dell`omicidio di quel leader campesino. Una persona semplice, un idealista semplice, un contandino semplice. E` anche nella sua memoria che ci opporremo all`ennesimo crimine contro il territorio, l`uomo e l`ambiente».

Centonove, 14 ottobre 2005.

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