Si è aperto il processo a carico di dodici soldati congolesi accusati di stupri contro almeno un centinaio di donne perpetrati nella località settentrionale di Songo-Mboyo nel dicembre 2003, anno in cui si è concluso, almeno sulla carta, il sanguinoso conflitto scoppiato in ex-Zaire nel 1998.

     

Scritto da Francesca Belloni

Reclutati originariamente nelle file degli ex-ribelli del Movimento per la liberazione del Congo (Mlc), guidato all’epoca da Jean-Pierre Bemba – oggi vice-presidente del Paese – poi integrati nelle forze armate nazionali, i militari devono rispondere di “violenza sessuale intesa come crimine contro l’umanità, saccheggi e distruzioni di proprietà” hanno precisato fonti giudiziarie di Kinshasa.

Rachel Eklou, portavoce della Missione Onu nella Repubblica democratica del Congo (Monuc) ha espresso soddisfazione per la convocazione del processo, ospitato presso una corte di Mbandaka, 460 chilometri a nord della capitale. “Secondo le nostre indagini, almeno 119 donne, incluse ragazze sotto i 18 anni, sono state stuprate dai miliziani dell’Mlc.

Durante la guerra, le diverse fazioni applicavano la giustizia militare nelle aree che controllavano basandosi sulle loro leggi. Finalmente stiamo progredendo e questo caso sarà trattato in conformità con gli standard giuridici internazionali” ha aggiunto Eklou.

[FB] – REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO 7/10/2005

Sull'autore