Resta alto il clima di insicurezza che caratterizza alcune zone del Burundi e in particolare l’area di Bujumbura Rural (provincia alle porte della capitale Bujumbura), la zona di Kanyosha e quella di Muramvya, tutte teatro nel fine settimana di episodi violenti che sono costati la vita a circa trenta persone.

     

Scritto da Agenzia Misna

L’esercito burundese ha riferito stamani di aver ucciso almeno 17 ribelli delle Forze di liberazione nazionali (Fnl), l’ultimo gruppo anti-governativo ancora in attività, in un attacco lanciato contro alcune postazioni del gruppo nella zona di Kanyosha. Tra venerdi e sabato, invece, sempre secondo la versione delle forze armate burundesi, gli uomini delle Fnl avrebbero ucciso 9 civili in un bar di Muramvya e altri due nel villaggio di Muhuta, sulle colline di Buhanda nella provincia di Bujumbura Rural.

In tutti questi casi, l’esercito ha sempre puntato il dito contro i ribelli delle Fnl, ma fonti dell`agenzia MISNA contattate questa mattina a Bujumbura forniscono anche un’altra chiave di lettura. “In alcune zone del paese, ormai, si aggirano gruppi di veri banditi composti principalmente da ex-soldati o ex-ribelli costretti a smobilitare dopo gli accordi di pace. Dopo aver vissuto oltre dieci anni combattendo e spartendosi i bottini delle loro operazioni, molti di questi uomini hanno deciso di tenere i propri fucili e uniformi e continuare a fare l’unica cosa che sapevano: trasformandosi in delinquenti comuni” spiega la fonte.

“Il problema è – aggiunge – che in molti casi vengono riconosciuti dalla popolazione e per non lasciare testimoni uccidono chi ha assistito ai loro furti o saccheggi”. “Se a questo aggiungiamo le azioni delle Fnl si capisce come in realtà sia estremamente difficile riuscire a risalire ai responsabili di queste violenze” conclude la fonte della MISNA.

[MZ] – BURUNDI 3/10/2005

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