Sarebbe di almeno 5 vittime il bilancio degli `assalti` alle reti di recinzione che dividono le enclave spagnole di Ceuta y Melilla dal Marocco e che in queste ultime ore hanno visto diverse centinaia di disperati tentare di superare le barriere di reti metalliche e filo spinato alte sei metri per cercare asilo politico nel territorio soggetto a sovranitá spagnola.

     

Scritto da Agenzia Misna

Un centinaio, complessivamente, sono i feriti.

Il governo spagnolo e quello marocchino hanno deciso di aumentare il controllo lungo il confine, cosí da ridurre il pericolo che cittadini marocchini e sub-sahariani ritentino di saltare la barriera.

Mentre il delegato del governo a Ceuta ha chiesto all`esecutivo di stanziare fondi per rendere piú sicura la frontiera di 8,2 chilometri che divide la cittá dal Marocco, da Madrid hanno fatto sapere che le forze che si occupano del controllo saranno rafforzate da subito con una quarantina di nuovi agenti.

Solo ieri, nell`altra enclave spagnola in territorio marocchino (Melilla), in seguito a un paio di assalti duramente respinti dalla polizia (con 18 feriti, seppure lievi), circa 300 immigrati erano riusciti a superare le reti divisorie e, dopo essere entrati in cittá si erano riversati in massa nel Centro di permanenza temporanea per immigranti (Centro de Estancia Temporal de Inmigrantes – Ceti), dove hanno chiesto asilo politico.

Secondo un rapporto dell`organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere (Msf), che dal 2003 lavora in Marocco su un progetto legato all`immigrazione, negli ultimi due anni almeno un quarto dei clandestini che cercano di raggiungere l`enclave spagnola ha riportato ferite da arma da fuoco o percosse. Violenze a cui, in base alle testimonianze raccolte dal personale medico dell`organizzazione, concorrono sia le forze di sicurezza, sia la delinquenza comune, sia i mercanti di uomini che gestiscono le tratte.

[LL] – SPAGNA 30/9/2005

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