L`Albania ha lanciato di fronte all`Assemblea generale delle Nazioni Unite la richiesta che la provincia del Kosovo, a maggioranza albanese, possa scegliere l`indipendenza condizionata dalla Serbia-Montenegro, ottenendo immediatamente il rifiuto di Belgrado.

    Il ministro degli Esteri albanese Besnik Mustafaj ha detto ieri all`Assemblea generale dell`Onu che lo status finale del Kosovo “dovrebbe essere basato sulla libera volontà del popolo kosovaro espresso attraverso mezzi democratici”, garantendo allo stesso tempo i diritti delle minoranze etniche.

    “In questo contesto, un`indipendenza condizionata potrebbe consentire alla comunità internazionale di osservare per un certo periodo di tempo il pieno sviluppo delle istituzioni e della società kosovara, che saranno di garanzia per i serbi e le altre minoranze”, ha detto Mustafaj.

    L`Onu amministra il Kosovo dalla campagna di bombardamenti della Nato nel 1999, per porre fine alla repressione da parte delle autorità serbe della comunità albanese.

    La maggioranza albanese del Kosovo – che rappresenta il 90% della popolazione – chiede con sempre maggior insistenza l`indipendenza, ma la Serbia è contraria.

    Fonti diplomatiche hanno detto che gli Usa, l`Unione europea e l`Onu stanno valutando alcune forme d`indipendenza condizionata per il controllo sotto la supervisione Ue, nel corso dei negoziati condotti dall`Onu che dovrebbero partire entro la fine dell`anno.

    Usando il proprio diritto di replica all`Assemblea generale Onu, il rappresentante della Serbia ha detto di essere sorpreso dal cambiamento di politica dell`Albania, chiedendo l`indipendenza per il Kosovo.

    “Questa richiesta pregiudica il futuro status del Kosovo prima che i colloqui su questa questione siano partiti. Non contribuisce alla necessaria cooperazione tra Belgrado e Tirana, né alla stabilità della regione”, ha detto il vice ministro degli Esteri serbo Miomir Udovicki. “Vorremmo ricordare che il Kosovo è parte della Serbia e che i colloqui sul futuro status della provincia saranno condotti tra Belgrado, Pristina e la comunità internazionale”.

    Reuters Italia, 22.09.2005

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