Sarebbero almeno 100.000 ogni anno – secondo un’inchiesta giornalistica del quotidiano ‘Prensa Libre’ – le persone prive di documenti che transitano illegalmente attraverso il Guatemala per raggiungere il Messico, porta d’ingresso per gli Stati Uniti.

    La mancanza di adeguati controlli di polizia e il clima di sostanziale impunità rende queste persone facili prede dei clan mafiosi che si fanno pagare profumatamente ‘passaggi’ per trasportare i clandestini in Messico.

    Sarebbero alcune località costiere o di frontiera le ‘porte d’ingresso’ dal Guatemala per il Messico: Tecún Umán, Malacatán, Tacaná, Sibinal e Ocós, tutte nel dipartimento occidentale di San Marcos.

    Secondo le stesse autorità guatemalteche, che pure non riescono a porre un freno al fenomeno, sarebbe proprio la località di Ocós il “punto strategico e geografico” maggiormente utilizzato dai gruppi mafiosi. “È uno dei luoghi di rifornimento di combustibile per il trasporto dei clandestini” ha ammesso il ministro dell’Interno, Carlos Vielmann.

    Oltre ai centroamericani e ai sudamericani provenienti da paesi particolarmente poveri come l’Ecuador, tra le principali vittime del traffico figurerebbero gli asiatici, soprattutto i cinesi.

    [LL] – GUATEMALA 20/9/2005

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