Le donne hanno sempre più un ruolo centrale nella macchina politica e burocratica dell’Avana, tanto da rendere Cuba il settimo Paese al mondo con più deputate in Parlamento. I dati sono stati diffusi dal governo cubano e ripresi con enfasi dalla stampa nazionale.

     

Con le elezioni del 2004, le donne nel Parlamento cubano sono passate dal 30 al 36% dei delegati complessivi. Nel governo, sono sei le donne ministro mentre sono addirittura una trentina tra i vice-ministri, senza contare le dirigenti a capo di uffici pubblici o enti.

La parte del leone, però, il genere femminile la svolge nel settore della giustizia: il 71% dei procuratori cubani sono donne, così come il 60% dei dirigenti nel settore giudiziario e dei giudici. La metà delle donne giudice, inoltre, siede sui banchi del Tribunale supremo.

Una rivoluzione al femminile, insomma, che si fonda sulla ratifica (25 anni fa) della Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione della donna.

Anche tra gli studenti le percentuali si mantengono, sempre secondo i dati del governo, su livelli di eccellenza: sono in generale donne il 63% dei laureati e, in particolare, il 41,5% dei laureati nei settori tecnici e professionali. Come conseguenza dell’esito degli studi universitari, la maggior parte dei posti più prestigiosi e di responsabilità nell’amministrazione pubblica finisce o sta sempre più finendo ad appannaggio delle donne, nel tentativo di rendere sempre meno ingiusta la società, a differenza di quanto accade in altri Paesi più ricchi e non sottoposti a embargo decennali.

[LL] – CUBA 17/9/2005

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