Ad appena tre mesi e mezzo dal suo insediamento, Mireille Roccatti, capo della procura speciale che indaga sugli omicidi di giovani donne a Ciudad Juárez, città dello stato settentrionale messicano di Cihuahua, al confine con il Texas, ha annunciato le sue dimissioni.

     

Mireille Roccatti assumerà un non meglio precisato incarico di prestigio nel gabinetto del nuovo governatore dello stato di Mexico, Enrique Peña Nieto.

Roccatti ha tracciato un bilancio positivo delle indagini sugli efferati omicidi che negli ultimi 12 anni (dal 1993) hanno visto morire quasi 400 giovani ragazze (alle quali vanno aggiunte almeno un centinaio di sparizioni): il 70% dei casi sarebbe stato risolto o sarebbe in via di risoluzione; in particolare, sarebbero state arrestate 340 persone collegate ad almeno 365 omicidi e 242 dei fermati sarebbero stati rinviati a giudizio (al momento sono in corso 56 processi).

L’ex-procuratrice ha aggiunto inoltre che gran parte delle morti non sarebbero collegate a delitti connessi al mondo della criminalità ma, più semplicemente, il risultato diretto o indiretto di casi di violenza familiare.

Proprio durante la sua conferenza stampa, tuttavia, è stato dato l’annuncio del ritrovamento di un ennesimo cadavere di una donna a Ciudad Juárez, il secondo in due giorni.

Meno di un mese fa, in aperto contrasto con quanto asserito oggi dall’ex-capo della procura speciale, la Commissione nazionale per i diritti umani (Cndh) del Messico aveva denunciato 36 nuovi omicidi tra l’inizio del 2004 e l’estate del 2005 e aveva protestato proprio per l’estrema lentezza con cui le indagini venivano condotte dalla Procura speciale, che fino alla seconda metà del mese scorso risultava avesse registrato solo 263 casi di omicidio e ne avesse risolti o archiviati 120, lasciando irrisolti gli altri.

[LL] – MESSICO 15/9/2005

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