I ribelli maoisti hanno liberato una sessantina di soldati catturati il 7 agosto scorso nell’attacco all’accampamento di Pili, nel distretto di Kalicot, uno degli episodi più cruenti del conflitto nepalese scoppiato nove anni fa.

     

Il rilascio è avvenuto nei pressi di Jajarkot (Nepal occidentale), dove i prigionieri sono stati consegnati a un gruppo di negoziatori della Croce Rossa Internazionale (4 francesi, 2 svizzeri e due tedeschi) giunti pochi giorni fa nella zona per negoziare con i ribelli il rilascio.

Secondo un’inchiesta della Commissione nazionale per i diritti umani resa pubblica ieri, l’attacco alla base temporanea di Pili ha provocato 96 vittime, tra cui 55 soldati.

Intanto prosegue la visita in Nepal del maggior esperto in tortura delle Nazioni Unite, Manfred Nowak, giunto nel Paese sabato scorso; al termine del suo viaggio il funzionario presenterà un rapporto al Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Secondo l’organizzazione non governativa `Centro per le vittime della tortura`, i cui rappresentanti hanno incontrato Nowak, solo nel 2004 si sono verificati 5.000 casi di tortura fisica e psicologica, mentre è andato sempre più crescendo il numero delle persone arrestate dalle forze dell’ordine di cui si perdono le tracce.

Il 3 settembre scorso i maoisti hanno dichiarato una tregua unilaterale di tre mesi a cui il governo non ha ancora risposto.

[BF] – NEPAL 15/9/2005

Sull'autore