La siccità in 17 distretti del Kenya sta provocando una carestia che minaccia 1,2 milioni di persone tra cui 200.000 bambini; lo ha detto il ministro dei programmi speciali di Nairobi Njenga Karume in un’intervista alla televisione keniana in cui ha fatto appello alla comunità internazionale.

     

Il ministro ha spiegato che sebbene in alcune parti del paese le piogge abbiano garantito la riuscita dei raccolti, in altre l’anticipo delle precipitazioni a maggio, poi interrottesi, o la completa siccità hanno determinato una drastica riduzione dei prodotti agricoli. L’impatto della siccità, dice Karume, è reso più grave dalla povertà che priva le popolazioni degli strumenti necessari per reagire alle variazioni meteorologiche.

I distretti più colpiti sono quelli sudorientali e nordorientali, in particolare Kitui, Mingi, Ijara, Wajir, Garissa, Turkana, Mandera e Ukambani, località questa dove la situazione è resa più grave da un’epidemia micotica (Aflatoxin, causato dal fungo Aspergillus) che ha compromesso le piantagioni di mais.

All’appello del ministro si sono uniti Programma alimentare mondiale e l’Unicef che hanno chiesto finanziamenti per 26 milioni di euro da destinare all’acquisto di derrate alimentari di emergenza che per i prossimi sei mesi dovranno garantire il sostentamento alle popolazioni colpite.

[BF] – KENIA 14/9/2005

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