Con le ultime quattro persone morte ieri a Kingston in seguito agli scontri tra polizia e manifestanti, sono saliti a 1.157 i morti provocati nell’ex-paradiso del turismo internazionale dall’inizio dell’anno.

     

Una sorta di triste record assoluto, superiore ai 1.048 morti provocati nei primi dieci mesi dell’anno scorso (tra gennaio e ottobre) dalla violenza tra bande su una popolazione di poco più di 2,7 milioni di persone.

Le violenze sono cominciate alla fine dell’incontro dei capi di Stato del Petrocaribe, per protestare contro il continuo peggioramento del livello della vita nel paese caraibico (il reddito medio annuo è inferiore ai 4.000 dollari Usa e la disoccupazione supera il 10%); la situazione è precipitata quando sono stati fatti esplodere ordigni artigianali, dando alle fiamme alcune case. L’intervento della polizia ha suscitato la reazione dei manifestanti con spranghe e bastoni.

L`ondata di violenza che dal 2001 colpisce il Paese è spiegata dalle autorità con lo scontro tra gang rivali per il controllo della criminalità organizzata, soprattutto nei quartieri più malfamati; ormai la conflittualità sociale è sempre più grave a causa della povertà e della mancanza di lavoro e molti sono i giovani che preferiscono farsi reclutare dalle bande criminali.

A causa della violenza, la Giamaica sta diventando una tappa periferica nelle rotte del turismo internazionale che invece, fino al 2001, garantiva importanti introiti in valuta pregiata e costituiva la principale fonte d’impiego per la popolazione (il 60% è impegnata nei servizi).

[LL] – GIAMAICA 13/9/2005

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