Almeno 200 dissidenti in esilio da diversi anni, tutti fuggiti quando era al potere il presidente Maaouiya Ould Taya, torneranno a Nouakchott, capitale della Mauritania, grazie all’amnistia annunciata tre giorni fa dal colonnello Ely Ould Mohamed Vall, capo della giunta militare che ha preso il potere con un golpe bianco il 3 agosto scorso.

     

Lo ha detto a fonti internazionali di stampa un oppositore politico responsabile dell’organizzazione ‘Coscienza e resistenza’, Abdel-Nasser Ould Yessa, spiegando che i circa 200 mauritani beneficiari dell’amnistia saranno riuniti in una non meglio specificata capitale dell’Africa occidentale per poi essere imbarcati su un volo che li riporterà al paese d’origine.

Meno di un mese dopo aver rovesciato il regime di Ould Taya, il ‘Consiglio militare per la democrazia e la giustizia’ (Cmdj) ha deciso di rimettere in libertà tutti i condannati per ragioni politiche, come i mauritani imprigionati per il presunto coinvolgimento in tentativi di colpo di Stato dal 2003 al 2004, o gli accusati di sedizione.

Nelle scorse settimane una trentina di militari e civili sono già usciti di prigione mentre 44 presunti estremisti islamici hanno beneficiato della libertà provvisoria. Il ministro della Giustizia, Mahfoudh Ould Bettah, ha precisato sabato scorso che, per gli estremisti islamici ancora detenuti, la procedura giudiziaria farà il suo normale corso in nome di una giustizia “imparziale e giusta”.

Nonostante queste rassicurazioni, le famiglie di 21 islamici ancora reclusi nella capitale hanno organizzato un sit-in davanti al penitenziario e denunciato “la segregazione di cui sarebbero vittime alcuni detenuti”, sollecitandone la libertà immediata.

[LM] – MAURITANIA 6/9/2005

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