La Procura di palermo ha rinviato a giudizio Totò Riina per la sparizione e l`omicidio del giornalista de `L`Ora` Mauro De Mauro. La fine del giornalista fu decisa perché De Mauro aveva scoperto il progetto del golpe Borghese del 7 dicembre `70 che prevedeva la complicità tra Cosa nostra e personaggi della destra eversiva capitanati dal `principe nero` Junio Valerio Borghese.

     

I sostituti procuratori Gioacchino Natoli e Antonino Ingroia hanno chiesto il rinvio a giudizio del boss mafioso Totò Riina, accusato dell`omicidio del giornalista del quotidiano palermitano “L` Ora” Mauro De Mauro rapito sotto casa in viale delle Magnolie, il 16 settembre `70, e ucciso col metodo della “lupara bianca”.

I pm hanno invece chiesto l`archiviazione per l`altro padrino corleonese latitante, Bernardo Provenzano, in quanto non avrebbero trovato riscontri concreti per portarlo, almeno nominalmente, dietro al banco degli imputati.

Secondo i magistrati, la fine del giornalista venne decisa perché De Mauro aveva scoperto il progetto del golpe Borghese (fallito il 7 dicembre `70) che prevedeva la complicità tra Cosa nostra e personaggi della destra eversiva capitanati dal `principe nero` Junio Valerio Borghese.

L`eventuale pubblicazione di articoli di De Mauro avrebbe fatto fallire il progetto golpistico e per questo qualcuno chiese alla mafia di eliminare il giornalista. Questa la tesi dei pm.

All`indagine hanno contribuito, come scrive il Giornale di Sicilia, i collaboratori Gaetano Grado, Gaspare Mutolo, Francesco Marino Mannoia e Franco Di Carlo. Secondo questi ex mafiosi, i “picciotti” che parteciparono al delitto sono tutti morti: Mimmo Teresi, Emanuele D`Agostino e Stefano Giaconia, appartenenti alla cosca del boss Stefano Bontade.

Ansa.it, 31 agosto 2005.

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