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HRW: stop al traffico di lavoro minorile in Africa Occidentale

È dovere dei governi dell`Africa Occidentale fermare il dilagante traffico di lavoro minorile che sta diffondendosi sempre di più nell’area, afferma Human Rights Watch nel suo rapporto sul traffico di bambini in Togo del 2003.

     

I governi dell`Africa Occidentale non stanno facendo abbastanza per fermare il dilagante traffico di lavoro minorile che sta diffondendosi sempre di più a causa della crisi sociale legata all`AIDS. Questa è l`accusa lanciata da Human Rights Watch nel suo rapporto sul traffico di bambini in Togo.

HRW sostiene che bambini di 3 anni sono sfruttati come lavoratori domestici o in campo agricolo in diversi paesi della regione. I trafficanti adescano i bambini con la promessa di un`istruzione di alto livello e di un addestramento professionale. Molti di questi minori sono orfani, costretti a diventare lavoratori in seguito alla morte di un genitore sieropositivo. Le condizioni di trasporto tra un paese e l`altro sono pessime, una bambina di 13 anni ha raccontato che la nave su cui era stata trasportata era affollata, non c`erano bagni, le ragazze defecavano su se stesse e sulle ragazze vicine, e si vomitava sulla nave, altrimenti si cadeva in mare.

Lo scandalo del problema del lavoro minorile nell`Africa Occidentale è venuto fuori nel 2002 quando fu denunciato che metà del cioccolato prodotto negli USA era legato ai chicchi di cacao coltivati da lavoratori minorenni in Costa D`Avorio. Molti di questi bambini erano stati “venduti” dai paesi circostanti come il Mali o il Burkina Faso. Secondo HRW, la coltivazione di cacao è solo la punta dell`iceberg. Il traffico di lavoro minorile passa per numerose strade e i governi non fanno abbastanza per fermarlo. Molte delle ragazze vendute lavorano di giorno e di notte nei mercati o come baby sitter. Gran parte di esse subisce abusi psicologici e violenze fisiche, come minacce di morte.

In particolare il rapporto lega il traffico di bambini alla povertà presente in Togo, causata anche dal congelamento degli aiuti per lo sviluppo dai paesi ricchi. L`Unione Europea ha sospeso gli aiuti bilaterali al Togo nel 1993 dopo che le prime elezioni del paese erano state precedute da intimidazioni contro i partiti di opposizione da parte del Presidente Gnassingbé Eyadema il quale si rifiuta di tenere libere elezioni.

I ragazzi provenienti dal Togo hanno detto a HRW di non potersi permettere di pagare le tasse d`iscrizione per la scuola e per questo motivo hanno accettato di lavorare nel settore agricolo in Nigeria. Essi piantano semi ed arano il terreno per 13 ore al giorno, e sono picchiati se mostrano fatica. Alcuni usano attrezzi pericolosi che spesso li feriscono in modo grave. Dopo 8 mesi – 2 anni di lavoro gli viene data una bici e gli si comanda di pedalare fino a casa in Togo. Lungo il tragitto, i ragazzi vengono derubati da banditi, costretti a pagare i soldati e privati di cibo e acqua. Alcuni muoiono e sono sepolti ai lati delle strade.

Una bozza di legge in Togo proibisce il traffico e impone pene da 1,500 a 15,000 dollari per chiunque adeschi, trasporti, trasferisca, nasconda o riceva un minore al fine di sfruttarlo per lavoro. Nel 2001, il Togo arrestò o tenne in detenzione 10 trafficanti. Ma pochi casi sono stati perseguiti fino alla fine.

Il governo del Togo non fornisce neanche una protezione minima ai minori che riescono a scappare. Le ragazze che scappano passano le notti sulle strade, bussando alle porte e accettando gli inviti a dormire nelle case di sconosciuti. Alcune sono state spinte alla prostituzione in un distretto di Lomè (la capitale del Togo) chiamato il “mercato della piccola vagina”. In quei luoghi esse corrono il rischio di contrarre l`HIV e altre malattie trasmesse sessualmente. In questo modo alcuni minori sono due volte vittime dell`AIDS: prima quando i loro genitori sieropositivi muoiono, e poi quando dopo essere stati venduti contraggono l`HIV. È dovere del governo rompere questo circolo vizioso, sostiene HRW.

Human Rights Watch ha chiesto al governo del Togo di ratificare i trattati internazionali che proibiscono il traffico di bambini, e ha fatto raccomandazioni dettagliate ai governi di Togo, Gabon, Nigeria, Benin, Niger, Costa D`Avorio e Ghana sulla prevenzione e la punizione del traffico, cosi` come sulla protezione dei minori trafficati. HRW ha chiesto anche all`ONU e ai donatori che finanziano questi governi di raccogliere le loro risorse finanziarie, tecniche e diplomatiche per appoggiare questi sforzi.

Di: Fabio Quattrocchi (fabiocchi@inwind.it), 02.04.2003. Per consultare il rapporto completo, vedi: “Togo. Borderline slavery. Child Trafficking in Togo”, April 2003, in http://hrw.org/reports/2003/togo0403/.

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