Fra pochi giorni – il 19 giugno – sarà il 60esimo compleanno di Daw Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace birmana agli arresti domiciliari dal 2003. Un`occasione per ridare forza alla campagna internazionale per la sua liberazione.

     

DAW AUNG SAN SUU KYI (si pronuncia dau aung san su cii) è una delle più celebri combattenti per la libertà e sostenitrice della non violenza avendo combattuto a favore della democrazia in Birmania dal 1988 (50 milioni di persone circa ora chiamata Myanmar).

Nata il 19 giugno 1945 e figlia dell’eroe nazionale birmano Aung San (tuttora considerato tale e immortalato in tutte le piazze del Paese come l’artefice della liberazione del Paese dagli inglesi), Aung San Suu Kyi è stata educata in Birmania e poi a seguito della madre nominata ambasciatrice del suo Paese, ha continuato i suoi studi superiori e l’Università prima in India e poi nel Regno Unito. Suo padre è stato assassinato quando la piccola aveva solo due anni.

Stabilitasi nel Regno Unito, dove aveva sposato un professore tibetologo dal quale ha avuto due figli, nel 1988 decise di rientrare in Birmania per assistere alla madre morente. Proprio in quell’ anno scoppiarono in Birmania movimenti studenteschi che richiedevano democrazia e che furono repressi in modo cruente dalla giunta militare al potere da quasi 40 anni. Furono uccisi moltissimi dimostranti fra cui donne e bambini.

Aung San Suu Kyi, nominata alla testa del partito Lega Nazionale per la Democrazia -NLD- forte sia della sua preparazione politica che del carisma derivatogli dal fatto di essere la figlia dell’eroe nazionale Aung San, iniziò a tenere discorsi a favore della democrazia e della libertà. Con molti altri suoi sostenitori fu arrestata.

Il regime illudendosi della propria forza tenne elezioni democratiche nel 1990 e, nonostante la vittoria schiacciante del partito di Aung San Suu Kyi NLD (82%), rimase aggrappato al potere disconoscendo la volontà popolare e a tutt’oggi, a 15 anni di distanza, non ha mai riconosciuto la sconfitta ed è considerato uno dei regimi più repressivi esistenti.

Dal 1988 è stata rilasciata solo per brevissimi periodi durante i quali ogni suo movimento è stato sotto stretto controllo della giunta.

Aung San Suu Kyi è stata accusata di essere stata l’ispiratrice delle nuove sommosse studentesche scoppiate nel 2003 durante le quali almeno 100 suoi sostenitori furono arrestati e massacrati dal regime. Da quella data è agli stretti arresti domiciliari e non può vedere nessuno. Nel frattempo il marito è deceduto e nonostante la salute precaria e gli inviti del regime a lasciare il paese in quanto in possesso anche di cittadinanza inglese, non ha mai voluto abbandonare Rangoon. Preferisce essere vicina alla sua gente come unico simbolo di democrazia, alla vita familiare e borghese che le sarebbe consentita in Inghilterra Viene considerata il Mandela asiatico e stretta seguace della filosofia Ghandiana non violenta.

E’ stata insignita di numerosi premi internazionali: premio Nobel per la Pace , il Premio Sakharov dal Parlamento Europeo, il Premio Marisa Bellisario dall’Italia, la medaglia della Libertà dagli Stati Uniti e il Jawahartal Nehru dall’India. Ha scritto libri fra i quali il più famoso “Liberi dalla Paura” e non perde occasione di lanciare messaggi al mondo perché l’aiutino nella battaglia per l’ottenimento della libertà nel suo Paese dicendo “per favore usate la vostra liberà per promuovere la nostra”.

CAMPAGNA INTERNAZIONALE PER LA LIBERAZIONE DI DAW AUNG SAN SUU KYI

Da anni è in atto una campagna internazionale a sostegno delle sua forza e del suo coraggio e l`avvicinarsi del suo compleanno rappresenta un`occasione per tornare a chiederne la liberazione. Chiunque voglia aderire alla campagna puo` inviare una e-mail all`associazione “Burma”, che si occupa in Europa della campagna (burma@euro-burma.be) e/o all`Ambasciata italiana a Rangoon (ambitaly@ambitaly.net.mm).

Fonti: la scheda biografica e l`invito a dare visibilità alla campagna ci sono pervenuti da Sofia Del Curto

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