Oltre mille poliziotti sono stati inviati a sud di Jaipur, capitale dello Stato del Rajastan in India nordoccidentale, per prevenire altri disordini dopo che 5 contadini sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco sparati dagli agenti durante una manifestazione di protesta per la mancanza di acqua.

     

Mentre si svolgono i funerali delle vittime, il clima in città e dintorni resta teso e molti negozianti hanno preferito non aprire i propri esercizi commerciali.

È la seconda volta in meno di un anno che manifestazioni di contadini finiscono in tragedia: il 27 ottobre dello scorso anno altri 4 agricoltori sono periti nelle stesse circostanze. Come allora anche per gli incidenti di ieri i poliziotti sostengono di aver sparato per difendersi mentre la folla gli lanciava contro una sassaiola, ma i dimostranti negano di avere iniziato loro i disordini.

Quello della disponibilità dell’acqua per la coltivazione dei campi è uno dei problemi sociali più seri per questo Stato indiano dove la maggioranza dei suoi 56 milioni di abitanti vive dei frutti della terra.

Oltre alla siccità che contraddistingue queste zone, la mancanza d’acqua è imputata anche alla cattiva gestione di mega-strutture come il canale ‘Indira Gandhi’, colossale opera idraulica lunga 2000 chilometri, la cui portata d’acqua è spesso compromessa da perdite e falle.

[BF] – INDIA 14/6/2005

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