Sono almeno 30 le persone morte negli scontri tra i clan rivali dei Galjeyil e degli Jajolo che da lunedì si contendono il controllo di alcuni appezzamenti di terra nella zona orientale della città di Beletweyne, circa 300 chilometri a nord della capitale Mogadiscio.

     

Lo riferisce il network informativo delle Nazioni Unite per l’Africa, ‘Irin’, precisando che gli scontri sono ripresi con nuova intensità ieri dopo che la mediazione di alcuni anziani delle due parti aveva messo fine alla prima ondata di violenza.

Non sono ancora chiare le ragioni che hanno fatto saltare l’accordo raggiunto mercoledì, ma fonti locali sottolineano che un nuovo tentativo di mediazione è già stato avviato e prevede l’interposizione di una forza neutrale tra quelle dei due clan rivali.

Nel frattempo i quartieri ad est di Beletweyne si sono completamente svuotati, visto che gli abitanti hanno preferito lasciare le proprie abitazioni in attesa che la situazione si stabilizzasse. Secondo una fonte locale, tra le 30 vittime e i circa 70 feriti degli scontri si troverebbero numerosi feriti.

Dal 1991 la Somalia è contesa da decine di clan armati; in attesa che il nuovo governo di transizione – il primo dopo 13 anni di anarchia – rientri in patria dal Kenya, dove si trova in esilio – il Paese del Corno d’Africa resta nelle mani dei ‘signori della guerra’; è atteso a breve l’arrivo di truppe africane da Uganda e Sudan per garantire sicurezza alla popolazioni e alle nuove istituzioni.

[MZ] – SOMALIA 10/6/2005

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