Ancora incerto il bilancio delle vittime degli scontri registratisi ad Addis Abeba in occasione della manifestazione studentesca contro i risultati parziali del voto del 15 maggio scorso. Si intensificano le voci di ersecuzioni sommarie di civili.

     

Sono almeno 19 le vittime degli scontri tra manifestanti e polizia accertate finora da un’organizzazione per i diritti umani di Addis Abeba, mentre il governo in mattinata aveva confermato 8 morti.

“Undici salme si trovano all’ospedale ‘Black Lion’ e altre 9 al St. Pauls” ha detto all`Agenzia MISNA Birhanu Ksigu – responsabile dipartimento monitoraggio Consiglio etiopico per i diritti umani (Ethiopian Human rights council, Ehrco), aggiungendo: “A questo bilancio va aggiunto un numero imprecisato di feriti e quindi potrebbe aggravarsi ulteriormente. Abbiamo notizie di esecuzioni sommarie contro i civili da parte delle forze dell’ordine e continuiamo a ricevere telefonate da diverse zone della città, con segnalazioni analoghe di uccisioni, ma non abbiamo ancora un quadro completo della situazione”.

Dopo due giorni di tensioni soprattutto tra gli studenti, stamani la protesta contro i risultati parziali del voto del 15 maggio – che assegnerebbero la maggioranza assoluta al partito di governo del premier e uomo forte Meles Zenawi – si sono trasformate in protesta di strada, a partire dalla zone del ‘Merkato’, un grande e affollato quartiere di Addis Abeba dove ci sono negozi e bancarelle. Lì sarebbero intervenuti agenti della polizia federale in assetto anti-sommossa, che avrebbero poi aperto il fuoco sulla folla.

“Altri scontri sono avvenuti anche vicino a Mexico Square e non lontano dalla sede dell’Unione Africana” ha aggiunto Ksigu, raggiunto per telefono nella capitale. Testimoni contattati dalla MISNA riferiscono che in tutta la città c’è tensione: centinaia di agenti e militari presidiano incroci ed edifici delle isitutizioni, mentre lo sciopero dei taxi e dei popolari minibus ha praticamente paralizzato Addis Abeba, considerata la ‘capitale diplomatica’ dell’Africa Orientale e sede della stessa Unione Africana.

Secondo il Consiglio etiopico per i diritti umani, intanto, il malcontento si sta estendendo anche ad altre città, dove già ieri c’erano state manifestazioni studentesche: oggi ci sono notizie di proteste a Gondar, nel nord, a Jimma, ovest della capitale, e ad Awasa, capoluogo della regione meridionale del Sidamo.

[EB] – ETIOPIA 8/6/2005

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