Almeno 15 soldati sono stati uccisi, 20 feriti e due dispersi in un’imboscata contro l’esercito in una zona desertica nel nord della Mauritania, non lontano dal confine con il Mali e l’Algeria.

     

Lo hanno detto fonti militari nella capitale Nouakchott, aggiungendo che l’attacco è stato compiuto nella notte tra sabato e domenica da circa 150 uomini armati.

Secondo il ministro della Difesa Baba Ould Sidi gli assalitori appartengono al ‘Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento’ (Gspc), un movimento islamico integralista con base in Algeria.

L’aggressione è avvenuta nei pressi del villaggio di Limgheiti, dove gli armati – 5 dei quali sarebbero stati uccisi – sono riusciti anche a sottrarre sei mezzi militari all’esercito mauritano, che intanto ha inviato rinforzi sul posto.

Negli ultimi mesi il governo del presidente Maaoya Ould Sid Ahmed Taya – alla guida di questa repubblica islamica dal 1984, quando prese il potere con un golpe – ha fatto arrestare almeno una cinquantina di presunti terroristi collegati ai Salafiti algerini; tra loro anche numerosi esponenti dell’opposizione anti-governativa, che accusano il governo di impedire loro ogni possibilità di organizzazione politica.

Dal 2003 si sono registrati almeno tre tentativi di colpi di Stato; è uno dei tre Paesi della Lega Araba che ha relazioni diplomatiche con Israele.

[EB] – MAURITANIA 6/6/2005

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