Perché tra i circa 18.000 minori detenuti nelle carceri sudafricane non vi sono bianchi? È la domanda che, al termine di una visita che ha toccato tutti i penitenziari del Paese, la commissione parlamentare per i servizi di correzione ha fatto al dipartimento di giustizia del governo sudafricano.

     

“Non abbiamo trovato un solo ragazzo bianco” in carcere, ha spiegato Dennis Bloem, uno dei membri della commissione, aggiungendo: “Non è possibile che i minori bianchi non infrangano la legge. I ragazzi sono sempre ragazzi e sono tutti uguali” ha dichiarato, concludendo che evidentemente i giovani malfattori bianchi “sono favoriti nei tribunali da magistrati e giudici: si tratta di un problema serio già messo in luce dalla Commissione per i diritti umani del Sud Africa”.

Il direttore generale del dipartimento di giustizia, l’avvocato Menzi Simelane, ha promesso in risposta “una specifica attenzione sulla materia. Eravamo a conoscenza della situazione, ma non credevamo che fosse così seria” ha aggiunto, dicendosi preoccupato per il fatto che “la questione possa presentare il sistema giudiziario sotto una luce negativa, cosa che non possiamo permetterci”.

Il dipartimento della giustizia ha intanto fatto sapere che entro la fine dell’anno presenterà una proposta di legge per ridurre il più possibile i processi pubblici ai danni dei minori di 18 anni, creando dei tribunali ad hoc per i casi più gravi.

Altro obiettivo del governo è separare più decisamente nelle i reclusi minori da quelli maggiorenni, a contatto con i quali “i giovani diventano dei laureati del crimine” ha dichiarato Ben Fihla, un altro membro della commissione.

[LL] – SOUTH AFRICA 4/6/2005

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