Sono 4milioni e 800.000 i minori, tra i cinque e i 17 anni d`età, che in Tanzania lavorano regolarmente. Lo ha riferito il responsabile per l`Africa orientale dell`International Labour Organization (Ilo) nel corso di un seminario organizzato a Dar es Salaam e dedicato al tema del lavoro minorile.

     

L`incontro a cui hanno partecipato anche rappresentanti del governo tanzaniano – che ha ratificato la Convenzione 182, contro lo sfruttamento minorile sul lavoro – ha evidenziato chiaramente come sia la povertà la principale causa che spinge le famiglie a mandare i giovani a lavoro piuttosto che a scuola.

Ali Ibrahim, direttore dell`ufficio dell`Ilo per l`Africa orientale, ha voluto sottolineare che a questo aspetto si è aggiunto negli ultimi anni anche il forte impatto che l`Aids ha sulla società e l`economia africana in genere e tanzaniana in particolare.

“Le condizioni economiche già precarie e la morte di uno o di entrambi i genitori o di un altro parente, spingono spesso le famiglie a ritirare i più giovani dalle scuole per mandarli a lavorare e ottenere così una nuova entrata nel bilancio familiare che consenta di recuperare quella persa in seguito al decesso” ha spiegato Ibrahim.

[MZ] – TANZANIA 17/5/2005

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