Sono almeno 791 le persone uccise in Togo dall’inizio della crisi politico-sociale esplosa all’indomani della morte, il 5 febbraio scorso, dell’ex presidente Gnassingbe Eyadema, al potere per 38 anni.

     

È questo il bilancio “provvisorio” contenuto in un rapporto realizzato dalla Lega togolese per i diritti umani (Ltdh) sulla base delle informazioni e delle segnalazioni raccolte dopo la morte di Eyadema e nel successivo periodo elettorale.

“Questo elenco è stato stilato sulla base delle informazioni che ci sono arrivate da svariate fonti, da testimoni diretti delle violenze, dalle famiglie che ci hanno consegnato foto delle vittime, da fonti ospedaliere e da altre associazioni per la tutela dei diritti umani presenti nel Paese” ha spiegato alla MISNA il presidente della Lega togolese per i diritti umani, Adote Ghandi Akwei. Nel bilancio della crisi politica togolese, aggiunge Akwei, vanno poi inseriti i quasi 4500 feriti, un numero imprecisato di casi di persone scomparse nel nulla e innumerevoli episodi di minacce.

“Non abbiamo la pretesa di specificare l’appartenenza politica di queste vittime, non intendiamo fornire dati che possano essere strumentalizzati. Il nostro scopo è quello di denunciare le violazioni dei diritti umani – ha sottolineato il presidente della Ltdh – anche se abbiamo constatato che i casi di violazioni ai danni di presunti sostenitori dell’opposizione sono numericamente più rilevanti”. “Bisogna anche dire però – ha aggiunto Akwei – che a causa del segreto militare è stato difficile avere notizie, informazioni e conferme sulle segnalazioni di morti tra i soldati”.

Poco dopo la dipartita per malattia di Gnassingbe Eyadema, i vertici militari nazionali lo sostituirono rapidamente col figlio Faure Gnassingbe; una nomina forzata e incostituzionale definita da più parti un “colpo di Stato” o una “mascherata”. Dopo fortissime pressioni internazionali e sanzioni politiche ed economiche, che di fatto avevano completamente isolato Lomé, Faure fu costretto a rassegnare le dimissioni dalla presidenza e venne scelto dal partito di governo come candidato alle presidenziali del 24 aprile scorso.

In base ai risultati diffusi dalla commissione elettorale nazionale e confermati dalla Corte costituzionale, Faure Gnassingbe è stato successivamente proclamato vincitore e si è insediato nei giorni scorsi come presidente.

I principali partiti dell`opposizione hanno contestato duramente il voto, giudicato falsato da brogli che avrebbero ribaltato quello che la minoranza definisce il “vero esito delle elezioni”. Poco dopo la pubblicazione dei risultati (a Faure sono andate oltre il 60% delle preferenze) si sono verificati violenti scontri tra forze dell`ordine e sostenitori dell`opposizione. Oltre a numerosi morti e feriti, le violenze e le tensioni sociali pre e post-elettorali portato oltre 26.000 togolesi a cercare rifugio nei confinanti Benin e Ghana.

[MZ] – TOGO 16/5/2005

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