Con un`interrogazione parlamentare al Ministro delle Infrastrutture, i senatori Brutti e Montalbano (Ds) affermano che la presentazione di un`unica offerta da parte di Astaldi e Impregilo per il general contractor del Ponte sullo Stretto lede l`interesse pubblico. “Ciò configura un’effettiva turbativa d’asta e quindi l`irregolarità della gara”.

     

Legislatura 14º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 791 del 03/05/2005

BRUTTI PAOLO, MONTALBANO (DS-Unione)- Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell`economia e delle finanze – Premesso che:

Martedì 19 aprile 2005 i giornali (vedasi in proposito “Il Sole 24 ore” di quel giorno) hanno dato notizia di una deliberazione della società Stretto di Messina, concessionaria per la realizzazione del ponte sullo stretto, con la quale la società stessa rinviava al 25 maggio 2005 il termine per la presentazione delle offerte per la gara di affidamento dei lavori di progettazione e realizzazione del ponte, termine previsto originariamente per il 20 aprile 2005;

contestualmente si veniva a conoscere dalla stampa che dopo il ritiro dell’austriaca Strabag i due raggruppamenti rimasti in gara, capeggiati rispettivamente dall’Impregilo e dall’Astaldi, iniziavano una trattativa con i buoni uffici di un noto avvocato, consulente legale dell’Anas per la sorveglianza sui lavori dell’Impregilo, notoriamente legato da vincoli professionali ventennali con l’impresa Astaldi, per giungere, attraverso un “rimescolamento delle carte”, a presentare un’unica offerta in comune tra Astaldi e Impregilo, riducendo in tal modo ad uno il numero dei partecipanti effettivi alla fase conclusiva della gara stessa;

notizie di stampa rendevano noto che il rinvio dei termini della gara in questione era stato fortemente sollecitato alla società Stretto di Messina da una delle due società concorrenti, indebolita nella sua composizione interna dall’uscita di un fondamentale partner francese;

l’interessamento dell’Astaldi al rinvio veniva confermato da dichiarazioni dello stesso A.D. della società Stretto di Messina;

considerato inoltre che:

il consiglio d’amministrazione della società Stretto di Messina inseriva nel bando una clausola che consente di aggiudicare la gara anche in presenza di una sola offerta;

in tal modo la più grande gara d’appalto della storia del nostro paese potrebbe essere aggiudicata senza valutazioni comparative sulla congruità dell’offerta, ma solo attraverso riferimenti a prezzari in uso per lavori più tradizionali;

appare quanto meno sospetto un rinvio dei termini idoneo a far maturare un accordo tra i due concorrenti e la contemporanea decisione di modificare il bando al fine di rendere aggiudicabile la gara anche in presenza di una sola offerta, che sembra proprio spingere nella direzione dell’accordo tra i concorrenti,

si chiede di sapere:

quale sia la valutazione dei Ministri in indirizzo sulla clausola di aggiudicazione della gara anche in presenza di una sola offerta;

se non ritengano opportuno intervenire per impedire che il maggior tempo concesso dalla stazione appaltante sia utilizzato dalle imprese offerenti per perfezionare l’accordo che le associa in un’unica offerta per la gara, facendo concludere la gara stessa con una sola offerta;

se non ritengano che il comportamento della società Ponte sullo Stretto sia stato gravemente lesivo degli interessi pubblici, avendo la società consentito, con il rinvio, proprio il perfezionamento dell’intesa tra i concorrenti, con un`evidente lesione della concorrenza e con danno al bilancio pubblico;

se tutto quanto sopra esposto non configuri, a giudizio dei Ministri in indirizzo, un’effettiva turbativa d’asta e se quindi, per la regolarità della medesima, non sia necessario sospendere la gara;

se rientri tra gli intendimenti dei Ministri in indirizzo intervenire sulla società Ponte sullo Stretto, perché modifichi il bando di gara nel punto in cui è consentita l’aggiudicazione anche in presenza di una sola offerta;

se e quali misure intendano assumere i Ministri interpellati nei confronti del consiglio d’amministrazione della società summenzionata per farlo recedere dai comportamenti lesivi dell’interesse pubblico messi in atto da suddetto Consiglio.

(2-00712)

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