`L’acqua per la vita, non per i profitti!` è lo slogan della giornata mondiale contro la privatizzazione delle risorse idriche e le multinazionali che operano nel lucroso affare del mercato dell`acqua.

     

No alle multinazionali dell`acqua

Il 13 maggio gli azionisti della multinazionale dell’acqua Suez-Lyonnaise des Eaux si riuniscono in Assemblea Generale Amministrativa a Parigi per la ripartizione dei guadagni che la compagnia ha registrato per l’anno 2004: 1.8 miliardi di euro. Nonostante ciò, nei paesi del sud del mondo continua ad aumentare le tariffe delle bollette, a distribuire l’acqua in base alle possibilità di pagamento degli utenti, a non permettere l’estensione della rete idrica e a minacciare con misure giudiziarie e finanziarie le autorità pubbliche istituzionali.

I Movimenti Sociali Boliviani, in occasione dell’Assemblea Annuale Generale degli azionisti della Suez, lanciano una giornata di mobilitazione mondiale contro la politica di mercificazione dell’acqua e chiedono l’immediata fuoriuscita della Multinazionale dalla Bolivia senza il riconoscimento di indennizzo alcuno.

Azioni congiunte in Bolivia, Ecuador, Stati Uniti, Francia, Inghilterra ed Italia ribadiscono l’impossibilità di accettare la trasformazione politica, giuridica, economica e culturale della risorsa “acqua” da “bene inalienabile” a “bene economico”.

Il fenomeno della privatizzazione permette alle multinazionali, o partner privati, di appropriarsi dei bacini idrici del pianeta, di monetizzare e gestire distribuzione e costi di un bene che non può essere né comprato né venduto, che non è di nessuno perché di tutti e che deve essere tutelato con lo scopo di garantire un futuro sostenibile all’intera umanità.

Dalla Bolivia all’India, dall’Argentina all’Italia, comitati di quartiere e di cittadini resistono a questo saccheggio per una gestione oculata e conservativa della risorsa acqua. I movimenti boliviani nel 2000, durante la “Guerra dell’Acqua”, si sono riappropriati dopo mesi di lotta e di resistenza pacifica delle risorse idriche della regione cochabambina, svendute alla multinazionale statunitense Bechtel.

Oggi, in Italia, le mobilitazioni contro la privatizzazione dell’acqua, legittimata da leggi nazionali e regionali, si battono per il ripristino immediato del concetto di “acqua come bene comune”. Dall’Abruzzo, nel mirino delle multinazionali per la grande riserva idrica del Gran Sasso; alla Toscana, dove un movimento locale ha sventato il pericolo della privatizzazione e sta cercando di rendere di nuovo pubblico il servizio; da Viterbo, scenario delle lotte del Comitato Cittadino Acqua pubblica; alla Campania, dove in circa 138 comuni la distribuzione dell’acqua non è più un servizio pubblico; a Rieti, dove si è costituito un comitato per la difesa dell’acqua pubblica e delle Sorgenti del Peschiera: Le esperienze di mobilitazione, resistenza e lotta dicono una sola cosa: la gestione dell’acqua deve essere rimessa ai cittadini e alle comunità locali perché ne garantiscano la giusta distribuzione e conservazione, per consegnarla alle generazioni future.

A fianco dei movimenti boliviani, appoggiamo la lotta di comitati cittadini e provinciali contro la privatizzazione dell’acqua in Italia e nel mondo, in Bolivia come nel Lazio, e venerdì 13 maggio saremo presenti a Rieti a sostegno del neo-costituito Comitato Acqua Pubblica.

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