Colombia: le FARC non rinunciano ad uso armi non convenzionali

9 Maggio 2005 · 1 min di lettura

Le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) continueranno a usare i cosiddetti `cilindros-bomba`, bombole del gas imbottite di esplosivo e oggetti metallici che costituiscono l`arma più devastante nei loro attacchi alla forza pubblica, ma che coinvolgono troppo spesso anche la popolazione civile.

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Lo ha detto `Seplin`, comandante della guerriglia nel sudovest del Paese, responsabile di una recente offensiva costata la vita a un bambino indigeno e ad almeno due poliziotti contro il comune di Toribío, nel dipartimento del Cauca.

“Ci sono errori in cui cadiamo in modo incosciente. Usiamo armi non convenzionali, senza precisione, ma sono le uniche che abbiamo per difenderci” ha detto `Seplin` a fonti di agenzia internazionali.

Organismi a tutela dei diritti umani sono tornati recentemente a denunciare l’utilizzo dei ‘cilindros-bomba’ da parte delle Farc, a tre anni dalla strage di 119 civili nel comune nordorientale di Bojayá, provocata da un ordigno di fabbricazione artigianale lanciato contro la chiesa di Bellavista, dove la popolazione si era rifugiata per sfuggire a scontri tra Farc e paramilitari.

Le stesse armi sono state usate anche a Toribío: “Lì l’esercito ha trovato riparo nelle case; quando abbiamo attaccato lo abbiamo fatto contro obiettivi militari” ha concluso ‘Seplin’.

[FB] – COLOMBIA 9/5/2005

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