La multinazionale petrolifera ‘Chevron Texaco’ ha ammesso che il suo sistema di investimento per lo sviluppo del Delta del Niger, regione ricca di greggio nella quale operano le proprie filiali, è stato “inadeguato, costoso e ha provocato divisioni”.

     

In un documento diffuso in questi giorni, il ‘gigante petrolifero’ ha esaminato con sguardo critico la consuetudine che vede le compagnie dell’‘oro nero’ attive in Nigeria classificare come “comunità ospiti” quei settori della popolazione residenti vicino alle zone di estrazione del petrolio, in modo da fornire loro una speciale assistenza allo sviluppo. “

Questa metodologia – si legge nel rapporto – ha fatto in modo che le comunità non classificate come ‘ospiti’ si sentissero alienate e discriminate e ciò ha inevitabilmente portato a conflitti tra i gruppi comunitari, oppure ha alimentato quelli già esistenti”.

I progetti realizzati dalla multinazionale per le ‘comunità ospiti’ sono divenuti così bersaglio primario di attacchi e azioni di distruzione durante i conflitti tra gruppi rivali, come nel marzo 2003, quando scoppiarono violenze tra milizie delle etnie Ijaw, Itsekiri e Urhobo. In quell’anno, ricorda la Chevron Texaco, oltre il 40% dell’esportazione petrolifera annuale si fermò per diverse settimane.

L’azienda considera un fallimento anche la diffusa pratica di assumere locali per proteggere le attività industriali nel Delta del Niger, perché in genere si rivelano “giovani pagati per fare nulla, quando non vengono coinvolti in minacce, estorsioni e rallentamento delle operazioni”.

[LM] – NIGERIA 5/5/2005

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