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Tunisia, è cyberwar: hacker e giovani contro la censura del regime - www.terrelibere.org
Archivio per il tag tunisia     africa     Inchiesta Tunisia. I giorni della rivolta
  
           
15 gennaio 2011 - La fuga di Ben Alì e il ruolo della tecnologia Statistiche di lettura - terrelibere.orgLetto 2313 volte
Tunisia, è cyberwar: hacker e giovani contro la censura del regime
terrelibere.org terrediconfine - autore dell"articolo Raffaella Cosentino - Redattore Sociale
Da YouTube sono arrivate le immagini della rivolta studentesca all`università di Sousse, repressa nel sangue. E dei feriti all`ospedale di Thala. Come con l’onda verde in Iran, ancora una volta i giovani si ribellano all’oppressione di un regime e usano il web per sfondare la censura. I link di video e audio.
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Non è solo una rivolta per il pane, è una battaglia per la libertà. Come con l`onda verde in Iran. Ancora una volta i giovani si ribellano all`oppressione di un regime, quello del presidente Ben Ali in Tunisia e usano il web per sfondare la censura. Ad esempio i giovani di un istituto di ingegneria della capitale ai quali alcuni giorni fa era stato impedito di manifestare nelle strade dalle forze dell`ordine, hanno composto con i loro corpi, sedendosi in cortile, la parola “Tunus hurra` (Tunisia libera) e diffuso l`immagine via web. Una fotografia divenuta uno dei simboli della protesta anche sul sito dell`emittente “Al Jazeera`. Da youtube, gli studenti trasmettono le immagini della rivolta all`univeristà di Sousse e gli scontri con la polizia (http://www.youtube.com/watch?v=PAJBJ7tW_QI). Un video di 16 minuti in cui si vedono gli scontri con la polizia che circonda l`università e gli studenti feriti.

Attraverso un tweet con la localizzazione del cellulare all`interno del ministero dell`Interno tunisino, il blogger dissidente Slim Amamou è riuscito a comunicare di essere stato fermato. A rilanciare il suo tweet è stato il blog collettivo dissidente “nawaat.org`. Nawaat ha messo online un video che titola “morti e feriti all`ospedale di Thala (http://24sur24.posterous.com/sidibouzid-des-mots-et-blesses-dans-un-hopita) e un audio in cui si ascolterebbe il momento dell`arresto di un altro blogger e attivista Hamadi Kaloutcha, portato via da casa alle sei del mattino davanti alla moglie da sei poliziotti in abiti civli (http://nawaat.org/portail/2011/01/08/quelques-moments-en-live-lors-de-larrestation-de-hamadi-kaloutcha/). Secondo Reporters sans frontieres, sono quattro i blogger arrestati per reazione delle autorità all`attacco del gruppo Hacker “Anonymous`, responsabile dell`oscuramento di 8 siti governativi, tra cui quello del presidente Ben Ali.

“Anonymous` è un gruppo di attivisti digitali, “hacktivist` che è diffuso in molti paesi del mondo. Alla fine del 2010 ha attaccato siti come Amazon, Paypal e Mastercard per il loro comportamento “contrario a Wikileaks` e in supporto alle traversie legali e internazionali del suo fondatore Julian Assange. “Anonymous` ha lanciato con un video youtube l`operazione Tunisia (http://www.youtube.com/watch?v=BFLaBRk9wY0&playnext=1&list=PL89D4F8EE231711D7&index=13 ). Il video si schiera contro la censura al libero accesso alle informazioni dei cittadini tunisini da parte del loro governo. La colonna sonora della rivolta è il brano rap “Rais LeBled`, diffuso su youtube. E` stato tradotto in italiano dal sito “Fortress Europe` (http://fortresseurope.blogspot.com/2011/01/rais-lebled-in-italiano.html). Il suo autore, il rapper 22enne Hamada Ben Amor, in arte “El General` è stato arrestato dalla polizia. Ma la sua pagina Facebook, seguita da quasi 20mila fan, è diventata una bacheca su cui tanti giovani non solo tunisini ma anche italiani, francesi e di altre nazionalità, hanno postato a distanza la solidarietà. Messaggi rivolti non solo al rapper ma a tutto il movimento di protesta giovanile tunisino.

tag Tag: tunisia africa
Formato per la citazione:
Raffaella Cosentino, "Tunisia, è cyberwar: hacker e giovani contro la censura del regime", terrelibere.org, 15 gennaio 2011, http://www.terrelibere.org/terrediconfine/tunisia-cyberwar-hacker-e-giovani-contro-la-censura-del-regime
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