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Cronisti nel mirino. Querele, minacce e sfruttamento

Tre storie da Nord a Sud (Milano, Napoli, Messina) rivelano un giornalismo molto diverso dal senso comune. Alle minacce delle criminalità si aggiungono le querele pretestuose, le richieste di risarcimento danni, lo sfruttamento diffuso che colpisce in particolare i freelance. Tra le poche risposte concrete, al di là della retorica e delle pacche sulle spalle, lo sportello antiquerele di Libera.

Blog uguale sfruttamento? Dipende dal blogger

L`Huffington Post porta in Italia il modello della “lunga coda” in ambito giornalistico. È sfruttamento? Dipende. Uno spazio di visibilità serve a chi ha qualcosa da vendere. Non serve per fare il giornalista gratis. In questo modo i gruppi editoriali saranno sempre più convinti che non occorre fare assunzioni; che la manodopera giornalistica è risorsa abbondante e praticamente inesauribile; che la “merce” articolo non si deve pagare.

Mi dimetto, il sindacato tutela solo i garantiti

La battaglia sui compensi si può fare solo collettivamente, la trattativa individuale conta poco. In questo momento gli interessi dei giornalisti garantiti da un contratto e quelli dei giornalisti sfruttati a vita senza uno straccio di tutela sono contrapposti. La lettera di dimissioni dal sindacato di Raffaella Cosentino evidenzia lo scontro generazionale. Un problema da affrontare subito e che non riguarda solo i giornalisti.

Peggio la mafia o i giornali sfruttatori?

Il caso di Giovanni Tizian mette in evidenza un problema che denunciamo da anni. Troppi giornalisti aggiungono alle situazioni di rischio il grave sfruttamento sul posto di lavoro. Una condizione che non può essere definita genericamente di “precariato”. L’Italia sta per perdere decine di Giovanni Tizian stanchi di fare giornalismo sociale senza reddito.

`4 euro a pezzo e sotto scorta`. Siamo tutti Giovanni Tizian!

Sit-in a Roma, piazza Montecitorio, 26 gennaio, ore 14-19. Insieme in piazza per dire NO allo sfruttamento, NO alle mafie. solidarietà per Giovanni Tizian, giornalista precario sotto scorta per le inchieste sulle mafie al Nord, ma anche per “rompere” la solitudine di lavoratori “invisibili” e senza tutele, per chiedere l`immediata approvazione della proposta di legge sull`equo compenso.

Giornalisti, “lavorare per meno di 5 euro lede la dignità personale”

Contributi pubblici soltanto agli editori che non sfruttano i giornalisti. E` una delle idee contenute nella legge sull`equo compenso, ferma in Parlamento. Intanto l`Ordine approva la “Carta di Firenze”, che prevede la sanzionabilità di redattori e direttori che permettono lo sfruttamento dei colleghi collaboratori. Compensi da fame e pensionati che continuano a lavorare. A ottobre sciopero di due giorni all`Unità.

Libia-Italia. Dopo tante menzogne rimane solo la memoria

Dal trattato di amicizia al silenzio sulle violazioni dei diritti umani, dall`emergenza sbarchi allo stravolgimento del sistema di accoglienza. I “protocolli operativi” del centrosinistra, l`ossessione dell`invasione di immigrati, il patto fraterno che impegna ad impedire `atti ostili` (mai disdetto e violato in questi giorni). Nel baratro della guerra nel cuore del Mediterraneo, rimane una sola certezza: mai più amici di un macellaio per proteggerci dalle nostre paure (infondate).

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