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Medici Senza Frontiere: i morti di Lampedusa risultato diretto delle politiche europee

Comunicato di MSF: l`Unione Europea deve riconoscere il costo umano della sua politica migratoria repressiva e tutelare la vita umana, attraverso operazioni di salvataggio marittimo più efficienti e il miglioramento delle condizioni di accoglienza. Il rafforzamento del controllo delle frontiere e l`assenza di opzioni legali per entrare in Europa porteranno nuove vittime

Cosa sono gli scafisti?

Dalla strage di Porto Palo al canale d`Otranto negli anni `90, le reti di trafficanti non sono mai state realmente contrastate. Oggi esistono ancora le navi madre e i trasbordi? Spesso no, ma le procure italiane sembrano desiderose di trovare subito un colpevole, come accaduto al giovane egiziano di 24 anni, accusato di essere uno «scafista», che si è impiccato con i lacci delle scarpe in una cella del carcere di Caltanissetta

Nuova strage di migranti davanti alle coste libiche

Secondo un comunicato dell’ACNUR, la maggior parte delle imbarcazioni che partono dalla Libia venivano riprese dai mezzi libici che, in base ai vigenti protocolli operativi, intervengono anche in collaborazione con mezzi militari maltesi ed italiani. dopo la dura condanna dell’Italia da parte della Corte Europea, il lavoro sporco è stato esternalizzato. Ma chi si occupa del salvataggio in mare?

Intervista a Imed Kamoun, fratello di un naufrago

Intervista a Imed Kamoun, fratello di uno dei tanti dispersi tunisini nel naufragio del 6 settembe 2012, avvenuto nei pressi dell`isolotto di Lampione, poco distante da Lampedusa.
Il familiare denuncia lo scarso impegno da parte dei governi italiano e tunisino nella ricerca dei corpi. Condanna inoltre le politiche sull`immigrazione incapaci, a suo avviso, di dare soluzioni reali e risposte concrete, spesso causa di reiterate tragedie.

Appello per i migranti tunisini dispersi

Sono partiti dalla Tunisia con le barche e in molti non hanno più dato notizia di sé. Sono morti? Sono rinchiusi? Per saperlo chiediamo ora alle autorità italiane e tunisine di collaborare. Sarebbe molto semplice, perché in Tunisia le carte di identità sono con le impronte digitali e in Italia esistono i rilievi dattiloscopici dei migranti identificati o detenuti.

Chi salva vite umane viene incriminato. Oggi la sentenza

E` l`episodio che ha ispirato il film di Crialese. Oggi, dopo 4 anni di processo, verrà pronunciata la sentenza di appello nei confronti dei due comandanti dei pescherecci
tunisini Morthada ed Mohamed El Hedi. Sotto processo l`aiuto umanitario. Assolti dall`accusa di favoreggiamento dell`immigrazione clandestina, sono stati condannati per violenza a nave da guerra per essere entrati in porto coi migranti salvati.

Lampedusa, salvare dal naufragio non è reato. Finalmente la sentenza di Palermo

Salvare 44 persone che stanno per annegare non è reato. Dovrebbe essere un`ovvietà. Non lo è nell`Italia incattivita dal dominio leghista. Solo oggi – dopo anni di agonia giudiziaria – il Tribunale di Palermo ha assolto Aubdelkarim Bayoudh e Abdelasset Zenzeri, capitani dei pescherecci sequestrati. Ma avevano subito 40 giorni di carcere e un danno economico incalcolabile

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