Sei lavoratori africani aggrediti in meno di un mese. La dinamica è sempre la stessa. Una Punto bianca aspetta nel buio a fari spenti. L’aggressione a colpi di bastone e catene. Allo sfruttamento, alle condizioni abitative disumane si aggiunge la violenza senza motivo

    Dal 10 dicembre al 3 gennaio sei lavoratori africani aggrediti. Secondo Avvenire, le modalità sono sempre le stesse:

    L’ora del ritorno dai campi, attorno alle 19. La zona, vicino a una rotonda nei pressi della tendopoli, completamente al buio. Una Punto bianca a fari spenti si ferma vicino a un migrante, scendono 4-5 persone con bastoni, spranghe e catene con lucchetti, e inizia il pestaggio. Teste spaccate, costole rotte, colpi alle gambe. Un vero e proprio raid, confermato dal fatto che l’auto gira aspettando il momento giusto.

     

    La situazione alla tendopoli è drammatica:

    “Costruita per 400 persone ne ospita più di mille. Tutto attorno alle tende della Protezione civile, ormai marcite e piene di buchi, i migranti hanno costruito oltre 100 baracche con rami e teli di plastica”.

    In più c’è un capannone con oltre 500 persone in condizioni disumane.

     

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