DOCUMENTI RACCONTI E DIARI REPORTAGE VOLANTINI IL PROGETTO
MAFIA E MISSILI OTTO AGOSTO FOTOGRAFIE CRONOLOGIA HOME PAGE
funzioni
27 SETTEMBRE 1982
Documento politico generale dell'Imac di Comiso
Campo Internazionale per la Pace di Comiso - Commissione sul Documento Politico incaricata dall’Assemblea dell’IPC del 26/9/82.

1- BILANCIO DELLA ATTIVITA’ del CAMPO

L’International Peace Camp di Comiso (I.P.C.), facendo il punto dell’attività svolta ed esaminando le immediate prospettive di lotta, dà un giudizio complessivamente positivo sulle scelte politiche effettuate, che hanno permesso di assumere un ruolo insostituibile a livello nazionale e internazionale, caratterizzando la libera e volontaria associazione di antimilitaristi cui ha dato corpo come un soggetto politico autonomo capace di produrre informazioni, orientamento, proposte e iniziativa politica.

In una fase di quasi totale latitanza dei partiti politici di sinistra (che in Italia rappresentano, è inutile chiudere gli occhi, una leva di mobilitazione e di pressione fondamentale per qualunque movimento d’opinione e di lotta nazionale) e in una fase di chiara smobilitazione del pacifismo italiano, l’IPC ha rappresentato a Comiso e nel mondo un punto di riferimento preciso per le speranze e i progetti di pace. E’ stata ed è tuttora un’esperienza nuova per l’Italia e ricca di prospettive per tutti noi: nella sua vita interna, nelle sue lotte, nei suoi interventi politici a tutti i livelli.

E’ un punto d’approdo per compagni, idee e azioni provenienti da tutto il mondo e sta esercitando una forte capacità di mobilitazione in Italia, fatto per nulla trascurabile nell’inerzia generale.

Il Campo ha dimostrato che il movimento dell’anno passato è servito a portare su posizioni antimilitariste chiare e dure centinaia di compagni che non avrebbero mai raggiunto questa maturazione in tempi così brevi, ha aperto dibattiti e coscienze, ha creato prospettive d’azione e di credibilità molto più ampie che in passato.

Le due azioni dirette nonviolente del 7 agosto e del 1° settembre, l’ostruzionismo continuo ai lavori per la base dei Cruise, i digiuni, il lavoro capillare di informazione tra la popolazione locale, le assemblee regionali indette dal Campo hanno dimostrato che la centralità dell’azione diretta a Comiso è un’ipotesi politica potenzialmente vincente e che si può dar vita ad un nuovo movimento per la pace, ampiamente unitario e di grande incisività politica: un movimento che passa per la responsabilizzazione individuale di persone provenienti da tutte le parti politiche, ideali, religiose.

In particolare si conferma il giudizio positivo sull’azione del 1° settembre, che non va considerata un fallimento, ma nemmeno una vittoria, bensì un punto di svolta che ha introdotto la lotta all’interno di una nuova problematica, essendo stata la prima manifestazione indetta esplicitamente per ostruire l’accesso dei mezzi all’aeroporto, la prima convocata con modalità nonviolente chiaramente determinate e accettate dei partecipanti, la prima che ha preventivato una grossa possibilità di scontro con l’apparato repressivo.

I ritardi individuali nei collegamenti a livello nazionale ed europeo e nell’azione di coinvolgimento dei soggetti sociali costituenti la realtà locale sono in gran parte da mettere in relazione con le difficilissime condizioni materiali e politiche in cui si è lavorato.

2- PIATTAFORMA POLITICA

L’IPC è nato con solenne deliberato assembleare, dopo il disimpegno politico e organizzativo del Coordinamento siciliano dei comitati per la pace, per la convinzione che anima gli antimilitaristi coerenti che la lotta per impedire l’installazione dei Cruise a Comiso debba essere il punto di riferimento della volontà di impegno dei movimenti per la pace italiani ed europei, in conseguenza dell’analisi politica che individua in Comiso il crocevia delle tensioni EST-OVEST e NORD-SUD.

La Sicilia e Comiso devono diventare di fatto la prima linea reale contro il militarismo e la nuclearizzazione in Europa: lottare A Comiso e non più soltanto PER Comiso e SU Comiso, per essere permanentemente presenti, con continuità e con fantasia, per un blocco reale, materiale, ma anche politico dei lavori alla base, per un’azione di coinvolgimento della popolazione locale e di animazione politica non coloniale.

L’IPC è nato affermando la convinzione che la battaglia contro il nuovo scatto di riarmo innescato dalla base di Comiso abbia bisogno, per essere vincente, della più grande unità, nella determinazione all’azione diretta, di individui liberi e autoresponsabilizzati, che siano capaci di promuovere la mobilitazione dei soggetti sociali e di imporre una sintesi avanzata a forze politiche, sociali, ideali e culturali.

L’azione diretta nonviolenta, di animazione e di massa, è cioè, il grande fatto politico e culturale che dà base e legittimazione al progetto politico del Campo di mobilitare quante più coscienze possibili in iniziative sempre più concludenti, incisive ed efficaci, che diano corpo ad una volontà di resistenza popolare capace di spezzare la provocatoria e prevaricatoria volontà di militarizzazione incarnata nell’attuale quadro politico.

L’azione diretta è la forza dei campisti, la via maestra per conquistare, con un lucido e intelligente dosaggio tattico, un collegamento reale con la popolazione. Non si tratta dell’“estrema, individualistica offerta di se stessi, in funzione di esempio per sensibilizzare e trascinare”. Si tratta di una chiara, rigorosa, coerente assunzione di responsabilità di fronte agli scopi che si intendono perseguire ed ai mezzi che devono loro essere necessiariamente omogenei.

La nostra presenza a Comiso deve essere SIMBOLICA (in quanto testimonia la lotta di milioni di uomini sulla terra che noi dobbiamo sempre sentire presenti nella nostra lotta e testimonia la nostra tensione personale di esseri che credono sia possibile giungere, nella lotta, al disarmo e alla pace); REALE (in quanto ci proponiamo azioni dirette, dure, organizzate, continue e pressanti che materialmente blocchino per un’ora, un giorno, un mese i lavori alla base: è facile dire che il poco non è sufficiente, ma la funzione di questa lotta è in primo luogo un’esperienza di verifica e di maturazione delle nostre idee e delle nostre parole, ed in secondo luogo un segnale lanciato all’opinione pubblica di non trascurabile incidenza); POLITICA (in quanto sappiamo bene che a Comiso non si vince senza il riscontro globale di una modificazione degli equilibri tattici a livello parlamentare, ma soprattutto senza un’inversione di tendenza della cultura politica e della convivenza nella civiltà umana, sia nazionalmente che internazionalmente).

L’IPC coerentemente con quanto finora affermato riconosce come propria piattaforma politica il manifesto appello di agosto che ha rappresentato il suo atto di nascita quale soggetto politico autonomo, da integrare con le posizioni ed i giudizi espressi nel presente documento, che non fa che esplicitare quel che era già contenuto nell’iniziativa pratica antimilitarista e nonviolenta di questi mesi.

3- RAPPORTI CON I COMITATI PER LA PACE E PROPOSTE PER LA RISTRUTTURAZIONE DEL MOVIMENTO ITALIANO.

L’IPC, nato e sviluppatosi con questa sua chiara e irrinunciabile identità politica, considera essenziale proiettarla in forma di proposta politica puntuale nel confronto con i comitati per la pace, in un rapporto di dialogo paritario tra distinti che devono perseguire livelli di unità nella convergenza di azioni.

Il Campo evidentemente non intende autoproclamarsi unico e legittimo rappresentante del movimento per la pace in Italia: è una componente che si dialettizza con gli altri soggetti politici che intervengono nel movimento, rivendicando per sé e per gli altri un rapporto fondato sul reciproco riconoscimento della piena autonomia politica ed organizzativa.

Il nostro giudizio sugli attuali coordinamenti dei comitati per la pace è che sono degli strumenti che abbisognano di una profonda ristrutturazione, ma proporre questa esigenza non è in contraddizione con l’impegno a ricercare forme di collaborazione specifica.

Riteniamo tatticamente controproducente il muro contro muro, la contrapposizione antagonistica delle diversità che si manifestano nel dibattito interno all’attuale movimento: il Campo richiede a comitati locali, regionali e nazionali dichiarazioni pubbliche in cui siano precisate le modalità concrete di sostegno politico, organizzativo ed economico. Il movimento per la pace in Italia ha rappresentato un tentativo nuovo di collaborazione politica su un obiettivo: no ai missili a Comiso.

Con l’andare dei mesi ci siamo trovati di fronte a due limiti fondamentali, due pericolosi e tristi ripescaggi dal passato.

Da un lato i conflitti di schieramento sulle posizioni unitarie da assumere riguardo a fatti come la Polonia, El Salvador, le truppe in Libano etc, che dimostravano ancora irrisolti vecchi schematismi a priori in difesa di un blocco o di un ideale più o meno realizzato e che hanno deteriorato notevolmente l’immagine pubblica e la credibilità del movimento.

Ma il problema più grosso è rappresentato dalle dinamiche interne al movimento che, dietro al continuare di un’esaltazione della presenza di masse giovanili autonome e non partitiche e della varietà-molteplicità di ideali e tradizioni, ha ripercorso mestamente le vecchie strade della sclerotizzazione, del dirigentismo e dell’accentramento.

Questa è la piaga del movimento per la pace in Italia e, purtroppo, soprattutto in Sicilia.

La necessità di una nuova strutturazione del movimento per la pace in Italia, più autonoma dai partiti, fondata su organismi di base ad adesione individuale, in grado di promuovere un lavoro decentrato e capillare, appare, anche alla luce della nostra esperienza, urgente ed improrogabile perché l’attività degli organismi a carattere di intergruppi si dimostra sempre più incapace di recepire gli stimoli positivi in direzione della costruzione della cultura della pace come componente essenziale di un progetto di cambiamento del sistema politico e della società.

Riteniamo che una possibile strada per giungere ad un superamento di questi organismi e a una ristrutturazione del movimento, possa essere costituita dall’avvio del dibattito sulla proposta politica di una Costituente per la Pace che sia capace di far confrontare tutte le forze vive del movimento su un progetto organico, anche se aperto, di strutturazione ai vari livelli.

4- I PRINCIPI ORGANIZZATIVI: L’AUTONOMIA E L’AUTOGESTIONE

L’IPC, i comitati di sostegno del Campo, sono e devono essere “altra cosa” rispetto ai comitati per la pace: è bene precisarlo perché lo sviluppo di una dimensione organizzata a livello regionale, nazionale ed internazionale del Campo deve essere ispirata a criteri rigorosi che nulla concedono al permanere di schemi che pregiudicherebbero la sua natura di organizzazione a democrazia libertaria e autogestionaria.

Il Campo è l’associazione libera e volontaria degli antimilitaristi che condividono la sua piattaforma politica e i metodi di lotta fondati sulla centralità dell’azione diretta a Comiso, e che sostengono concretamente, con la presenza, il contributo di idee ed esperienze, la pubblicizzazione e la raccolta dei fondi, le iniziative politiche da esso promosse.

Il Campo è costituito, senza istituire rapporti gerarchici tra le sue varie istanze, dal presidio permanente a Comiso, dai comitati di sostegno locali in Italia e all’estero, dai gruppi di lavoro per la controinformazione e per la promozione di un circuito culturale antimilitarista: è, di nome e di fatto, un organismo politico internazionale che ha il centro operativo, non di direzione politica, a Comiso.

Partiti, sindacati, associazioni, movimenti, comitati etc possono aderire in un rapporto che li pone come parte sostenitrice, ma non costitutiva. La presenza non deve essere per rappresentanze e delegazione, ma sempre un fatto di persone sì ideologicamente collocate, ma disponibili ad una modificazione personale e politica. Non dei delegati ma dei cervelli in funzione.

Il Campo è un’organismo autogestito secondo principi di democrazia libertaria che prevedono:

a) la sovranità reale del momento assembleare internazionale, garantita dalla permanente consultazione tra il centro operativo e i comitati di sostegno;

b) la funzione propositiva di commissioni a libera partecipazione;

c) la possibilità di iniziative autonome, con eventuale ratifica collettiva, da parte dei soggetti costituenti.

Il Campo, fondato sul rifiuto della delega e sulla responsabilizzazione individuale tende a valorizzare l’iniziativa autonoma degli individui, cogliendone la funzione essenziale di stimolo e di innovazione.

La disciplina collettiva è ispirata al rifiuto di ogni autoritarismo e delega e crede nella possibilità di unità tra diversi in un vincolo politico volontariamente accettato perché liberamente e democraticamente costruito in vista di obiettivi comuni.

L’assemblea ha quindi il diritto di prendere le distanze da quelle iniziative dei singoli che ritenesse controproducente per l’attività collettiva, senza per questo emarginare o criminalizzare nessuno.

Dal punto di vista strutturale il Campo si articola in:

a) Centro operativo a Comiso che cura: 1) la gestione locale dei contatti politici ed amministrativi; 2) la promozione ed organizzazione di iniziative nazionali ed internazionali; 3) la responsabilità finanziaria, civile e penale per il Campo; 4) la garanzia dell’operatività di questa piattaforma politiva e dei documenti futuri.

Il centro operativo sarà costituito da: 1) un nucleo fisso di compagni disponibili, esperti, stimati per l’impegno sino ad ora profuso. Sono da determinare ancora con precisione le modalità della loro permanenza e sussistenza.

Per evitare rischi di isolamento che potrebbero causare inaridimento, dirigentismo e burocratizzazione crediamo veramente importante la costante presenza di compagni secondo turni di rotazione organizzati localmente dai comitati e dalle organizzazioni che sostengono il Campo.

Soltanto questa presenza può garantire una linfa sempre in ricambio di idee e di energie, creare fili diretti con le realtà distribuite nel territorio, essere un luogo di maturazione e un’esperienza di importante approfondimento personale dell’antimilitarista.

(A questo proposito apriamo un rapporto privilegiato con gli obiettori di coscienza, con la LOC, con gli enti convenzionati, perché si stimoli una decisa iniziativa per il distaccamento di obiettori in servizio civile al Campo di Comiso).

Tenendo inoltre conto della possibile disponibilità di lavoratori cassintegrati o di disoccupati, l’IPC lancia una proposta per costituire in Comiso e nella zona circostante iniziative di lavoro autogestito quali cooperative di servizio sociale o progetti di utilizzazione civile di aree militarizzabili.

b) Comitati di sostegno e di solidarietà all’IPC che hanno la funzione di sensibilizzare localmente su Comiso mediante informazioni, iniziative di lotta, banchetti di sottoscrizione, produzione culturale decentrata. Alcuni comitati già sorti hanno anche già offerto la loro disponibilità a dare un contributo fisso mensile per il mantenimento finanziario dei compagni fissi a Comiso.

c) Gruppo di lavoro culturale che funga da redazione del bollettino, strumento ineliminabile e ulteriormente migliorabile;

centro di raccolta del materiale politico e di propaganda;

centro di produzione di materiale politico e di propaganda.

E’ molto importante garantire insieme l’organizzazione e il massimo decentramento.

La reale autonomia autogestionaria del Campo è dipendente dall’impegno attivo di tutti i sostenitori in Italia e all’estero.

5 – INIZIATIVE POLITICHE A BREVE TERMINE

L’IPC, nello sforzo di indicare delle proposte all’altezza del livello dello scontro e dei problemi che una lotta complessa propone alla responsabilità dei militanti per la pace e nella convinzione che il movimento abbia bisogno di ridefinire i propri contenuti e metodi organizzativi

DELIBERA

il proprio impegno per organizzare per la prima settimana di novembre una settimana di mobilitazione internazionale per Comiso, con blocco reale dei lavori, ricercando la collaborazione con le altri componenti del movimento per la pace, per la migliore realizzazione di questa iniziativa.

L’IPC dà il proprio contributo all’organizzazione dell’8^ marcia antimilitarista internazionale, che si svolgerà in Sicilia nel periodo delle feste natalizie, su un itinerario che dovrebbe toccare punti significativi del processo di militarizzazione che sta investendo l’isola. Il Campo utilizzerà i fondi della sottoscrizione promossa dai verdi tedeschi per acquistare un terreno su cui impiantare la struttura logistica del presidio permanente, scegliendo l’area nella zona degli espropri, conformemente all’indicazione di promuovere leghe dei contadini contro gli espropri stessi.

L’IPC, a partire dalla disponibilità dimostrata da grandi enti nazionali di distaccare obiettori di coscienza a Comiso, si impegna a sostenere politicamente gli obiettori che scegliessero la pratica dell’autodistaccamento per superare le lentezze ministeriali.

Campo Internazionale per la Pace

di Comiso - Commissione sul Documento

Politico incaricata dall’Assemblea

dell’IPC del 26/9/82.




« home




terrelibere.it
Memoria.Comiso

Un progetto di terrelibere.it
- altre forme di comunicazione e Associazione Diritti Umani
Hosting Linux Itb