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Terra venduta


Autore del libro:
Claudio Cordova
Pagine: 188
Editore: Laruffa
Anno: 2010

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tag Tag: calabria

Terra venduta

Così uccidono la Calabria. Viaggio di un giovane reporter sui luoghi dei veleni

“Terra Venduta” del giornalista Claudio Cordova fa il punto su ecomafie, navi dei veleni, scorie tossiche e rifiuti inquinanti. L’autore: “La paura di parlare viene meno solo quando si è colpiti personalmente”.

terrelibere.orgRecensito da Raffaella Cosentino  

Dal no alla centrale termoelettrica a carbone di Saline Joniche al divieto di transito per i tir carichi di rifiuti provenienti dalla Campania. Atti di resistenza dei territori difronte a business decisi dall`alto per svendere le regioni del Sud.  “Da un po` di tempo noto una reazione maggiore da parte della gente: spero che anche in Calabria si possa creare un fronte comune contro la centrale a carbone che si vorrebbe costruire a Saline Joniche`, dice Claudio Cordova, giovane giornalista di Reggio Calabria, classe 1986 e autore per Laruffa edizioni del libro “Terra Venduta. Così uccidono la Calabria`, con la prefazione del giudice Ferdinando Imposimato.

“Ma la gente da sola non può farcela: c`è bisogno di amministratori coscienziosi e coraggiosi, che sappiano dire dei “no` come sta tentando di fare Gianni Speranza`, continua Cordova, ricordando  il sindaco di Lamezia Terme che ha impedito il passaggio nel suo comune ai tir con 300 tonnellate al giorno di rifiuti campani diretti alla discarica privata di Pianopoli. Il 6 novembre il  fronte del No alla centrale a carbone si riunirà a Saline di Montebello Jonico per programmare le iniziative dopo l`ok del ministero dell`Ambiente al contestato progetto.

 Il business dei rifiuti è il filo che lega Calabria e Campania. Ma c`è chi dice no.  Come il comitato “Natale De Grazia` di Amantea (Cs) e “Fabbrikando l`avvenire` di Crotone, fondato nel 2008 da due ex operai della Pertusola per chiedere di sapere la verità sui bambini che in città si ammalano di cancro perché frequentano scuole costruite con le scorie industriali.  “Sono due eccezioni che hanno lottato nel più completo isolamento- spiega l`autore calabrese - Solo adesso, con grandissime difficoltà, stanno riuscendo a eliminare un po` di scetticismo da parte della gente comune, della ‘società civile`.

La tendenza che, invece, ho riscontrato nel mio anno e mezzo di viaggi solitari è la paura di parlare di queste vicende. Una paura che viene abbattuta solo se si è stati toccati personalmente, con qualche perdita importante`.  Il tacito consenso alla ‘ndrangheta non è una novità, così come l`enorme giro d`affari delle ‘ndrine nello smaltimento illegale dei rifiuti, deciso da faccendieri, lobby e multinazionali. Quello che il libro scoperchia è l`enorme ‘discarica` per veleni provenienti da ogni dove, anche dall`estero, in cui si è trasformata tutta la Calabria. Le conseguenze sulla salute delle persone sono gravissime. Cordova ha passato al setaccio documenti, archivi, atti di inchieste decennali, intervistato magistrati e inquirenti, incontrato amministratori pubblici e semplici cittadini. 

Si parte dalla ‘Chernobyl calabrese`, il torrente Oliva a Serra D`Aiello, dove i valori radioattivi sono cinque volte superiori alla norma e la temperatura anche 7 gradi più alta dei terreni circostanti. Lì gli inquirenti individuano il punto in cui furono interrati i fusti radioattivi della motonave Jolly Rosso, spiaggiata ad Amantea. “Terra Venduta` usa il traino delle ormai famose ‘navi a perdere` e nomi che evocano fantasmi come Rigel e Cunsky, di cui ricostruisce puntualmente i casi giudiziari, per raccontare di monti, colline, boschi e mari usati per interrare e seppellire ogni tipo di materiale.

La ‘Rifiuti Spa` tocca il punto di non ritorno a Crotone, con l`inchiesta ‘Black Mountains` sulle motagne di scorie della Pertusola Sud.  L`ex fabbrica di zinco di proprietà dell`Eni, ha prodotto sostanze tossiche usate come inerti per costruire opere pubbliche e scuole. Perfino il piazzale della questura è stato costruito su quintali di rifiuti industriali. 

“Con amarezza, ma altrettanta sincerità dubito che sulle storie dei veleni si possa mai scrivere la parola fine – commenta il giornalista - Andare a recuperare una nave in fondo al mare, o bonificare un`area contaminata ha dei costi che sono dei “fondi a perdere` che il governo non sembra aver voglia di spendere. Chiudere un caso, insabbiarlo, è semplice. Ma a chi giova?` Storie aperte, verità sigillate. Mettendole insieme ‘Terra venduta` descrive l`indicibile.


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