Un libro sulle reti dei migranti dell`India occidentale a New York e Londra. Un modello generale per l`analisi delle reti transnazionali. "Hub and Spoke" come un sistema di riproduzione e supporto dei flussi migratori dalle aree periferiche a quelle centrali del Sistema-Mondo.
Bashi ci consegna una accuratissima etnografia su immigrati caraibici e neri (un dettaglio quest`ultimo fondamentale per inquadrare la ricerca) a New York, Londra e in madrepatria. L`intento dell`autrice è quello di descrivere le reti migratorie come un variegato strumento di mobilità, che tende a escludere gli esterni e che consente ad attori sociali fortemente contraddistinti dall`appartenenza etnica e dall`aspetto fisico di esperire mutamenti di status altrimenti improbabili in presenza di un sistema di relazioni tra aree caratterizzato da disuguaglianze e gerarchie strutturali. Lo studio analizza le strategie di inserimento di questi individui nei mercati del lavoro e della casa presenti nei territori d`arrivo, i modi di accesso alla proprietà e al risparmio, oltre che i meccanismi di adattamento in un ambiente fortemente “razzializzato`.
Il tutto viene osservato tramite un modello di rete, chiamato hub and spoke, che distingue tra attori centrali (hub) e convergenti (spoke). I primi sono immigrati di lunga data, specializzati (spesso loro malgrado) nel facilitare l`ingresso di compatrioti in America e nel Regno Unito, nell`assisterli, nel trovare loro una occupazione e nell`inserirli all`interno di reti sociali locali. Gli altri sono invece gli “assistiti`, osservati qui lungo il percorso che li conduce dai Caraibi alle città globali.
Per quanto costituisca un`analisi di rete e sia >debitamente corredato da un buon apparato di grafici e tabelle, il lavoro di Bashi è essenzialmente qualitativo e si avvale di interviste in profondità e osservazioni condotte in prima persona. Da esso trapela inoltre una grande attenzione per la dimensione storica e, segnatamente, per le tematiche post-coloniali.
In conclusione, questo appare un libro ricco di spunti, decisamente approfondito e anche abbastanza innovativo per il modo in cui getta luce sugli aspetti imprevisti o indesiderati, ma sempre e invariabilmente “sociali`, che determinano la mobilità geografica.