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Survival of the Knitted - la libreria di terrelibere.org
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Survival of the Knitted

Autore del Libro:
Vilna Francine Bashi
Pagine: 319

Editore: Stanford University Press
Anno: 2007
Formato:
stats 6063 letture
tag Tag: migranti

Survival of the Knitted
Immigrant Social Networks in a Stratified World
terrelibere.orgRecensito da Pietro Saitta  
Un libro sulle reti dei migranti dell`India occidentale a New York e Londra. Un modello generale per l`analisi delle reti transnazionali. "Hub and Spoke" come un sistema di riproduzione e supporto dei flussi migratori dalle aree periferiche a quelle centrali del Sistema-Mondo.

Bashi ci consegna una accuratissima etnografia su immigrati caraibici e neri (un dettaglio quest`ultimo fondamentale per inquadrare la ricerca) a New York, Londra e in madrepatria. L`intento dell`autrice è quello di descrivere le reti migratorie come un variegato strumento di mobilità, che tende a escludere gli esterni e che consente ad attori sociali fortemente contraddistinti dall`appartenenza etnica e dall`aspetto fisico di esperire mutamenti di status altrimenti  improbabili in presenza di un sistema di relazioni tra aree caratterizzato da disuguaglianze e gerarchie strutturali. Lo studio analizza le strategie di inserimento di questi individui nei mercati del lavoro e della casa  presenti nei territori d`arrivo, i modi di accesso alla proprietà e al risparmio, oltre che i meccanismi di adattamento in un ambiente fortemente “razzializzato`.

Il tutto viene osservato tramite un modello di rete, chiamato hub and spoke,  che distingue tra attori centrali (hub) e convergenti (spoke). I primi sono immigrati di lunga data, specializzati (spesso loro malgrado) nel facilitare l`ingresso di compatrioti in America e nel Regno Unito, nell`assisterli, nel trovare loro una occupazione e nell`inserirli all`interno di reti sociali locali. Gli altri sono invece gli “assistiti`, osservati qui lungo il percorso che li conduce dai Caraibi alle città globali.

Per quanto costituisca un`analisi di rete e sia  >debitamente corredato da un buon apparato di grafici e tabelle, il lavoro di Bashi è essenzialmente qualitativo e si avvale di interviste in profondità e osservazioni condotte in prima persona. Da esso trapela inoltre una grande attenzione per la dimensione storica e, segnatamente, per le tematiche post-coloniali.

In conclusione, questo appare un libro ricco di spunti, decisamente approfondito e anche abbastanza innovativo per il modo in cui getta luce sugli aspetti imprevisti o indesiderati, ma sempre e invariabilmente “sociali`,  che determinano la mobilità geografica.

 

 

 



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