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Prima della globalizzazione - la libreria di terrelibere.org
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Prima della globalizzazione

Autore del :
Alberto Sciortino

Editore: Edizioni Associate
Anno: 2003
Formato:
stats 6949 letture
Isbn ISBN: 8826703396

Prima della globalizzazione
Un’introduzione storica alla globalizzazione e alla dipendenza economica che non privilegia l’ottica eurocentrica ma dà una visione d’insieme delle relazioni tra le diverse aree del mondo

terrelibere.orgRecensito da Antonio Mazzeo  

La ricerca delle determinanti storiche delle condizioni di disagio economico e di povertà estrema in cui vive oggi la maggior parte dell`umanità è il tema dell`ultimo volume dell`economista palermitano Alberto Sciortino, "Prima della Globalizzazione. La genesi del mercato mondiale e le origini del sottosviluppo" (Edizioni Associate, Roma, 2003).

Ripercorrendo un periodo di cinque secoli (dal 1400 sino allo scoppio della Prima guerra mondiale), l`autore cerca di dare un fondamento storico alle tante discussioni sulla “globalizzazione`, mostrando come molti dei suoi tratti affondino le proprie radici nella storia intera del capitalismo e che non sono affatto disgiunti dalle motivazioni dello sviluppo diseguale delle diverse aree del mondo. A partire dall`epoca detta “delle grandi scoperte geografiche` europee, il mondo è stato sempre più rapidamente unificato. Gli inizi dell`espansione europea moderna hanno l`aspetto apparentemente pacifico della ricerca di partner commerciali: questo fanno i portoghesi nel XV secolo.

Quando la ricerca si imbatterà in popoli dalla struttura economica del tutto diversa, che non hanno da offrire nell`immediato beni scambiabili, essa assumerà l`aspetto dello sfruttamento del lavoro, e qui avverrà la vera e propria svolta: con la conquista spagnola dell`America, l`oro e l`argento affluiranno come prodotto dello sfruttamento del lavoro indio, delle miniere, delle piantagioni. Un`accumulazione netta di ricchezza si diffonderà in Europa e permetterà di andare alla ricerca, da quel momento in poi, di altri uomini, altre terre e altre miniere. Gli olandesi in Asia insulare saranno protagonisti della seconda fase di questo nuovo corso, e molti altri seguiranno in un crescendo inarrestabile.

La ricerca di Alberto Sciortino documenta come l`espansione europea non ha avuto un unico centro propulsore geograficamente inteso. Da Lisbona a Madrid, da Anversa ad Amsterdam, a Londra, a Parigi e infine persino a Tokio e Washington: la causa e lo strumento del dominio non è l`imposizione per via militare, ma è costituito invece da un nuovo sistema di organizzazione della produzione: il capitale. Il capitale commerciale investito in navi e prestiti a lunga scadenza che attende il ritorno della spedizione per realizzare un profitto; il capitale finanziario che coordina la raccolta delle merci all`estero e la sua distribuzione in Europa; il capitale produttivo che cerca forza lavoro a buon mercato, materie prime e mercati di sbocco.

Questa espansione dettata dai meccanismi di accumulazione del capitale ha modificato e unificato la struttura economica e sociale del mondo intero - e, a ridosso di queste, sempre più anche la struttura culturale, familiare, mentale di tutti i popoli, negli aspetti più reconditi - e appare oggi irreversibile: i processi economici globali di questi ultimi anni danno l`impressione di un ormai affermato dominio dell`economia di mercato capitalistica su tutta la superficie terrestre. “Nel momento stesso però in cui si cerca di dare spiegazione a questa uniformità`, afferma Sciortino, “bisogna dar conto delle diversità che sempre più evidenti si esprimono al suo interno. L`influsso di quei commerci e di quelle scoperte sull`evoluzione del capitalismo europeo è stato variamente indagato, portando comunque sempre a tesi che assegnano un ruolo più o meno positivo a questo influsso “esterno` sullo sviluppo dell`economia europea. Resta da vedere però come quei flussi commerciali possano spiegare l`evoluzione di quelle aree del mondo che secoli dopo sarebbero divenuti in buona parte “terzo mondo``.

Per l`autore appare necessario coniugare la constatazione sull`estensione “quantitativa` delle economia di mercato con la verifica delle connotazioni “qualitative` che essa riveste nelle diverse aree geografiche, nonché sui diversi strati delle popolazioni interessate. Il capitalismo è ovunque, ma non è ovunque uguale. È innegabile che vi siano diversi modi di partecipare all`economia di mercato globale, derivanti - è quello che qui il volume sostiene - dai modi e dai tempi in cui ogni zona geografica è stata allacciata a tale sistema. È altrettanto evidente che le tanto decantate doti del sistema, che secondo i teorici avrebbero dovuto portare alla progressiva estensione della prosperità a tutti gli strati sociali, non sembrano ad oggi avere funzionato, se è vero, che si è assistito invece nel corso di questo secolo ad un aumento globale dei fenomeni di povertà, tanto nelle aree classicamente considerate come “terzo mondo`, quanto all`interno delle economie “forti` d`Europa e d`America, quanto ancora, e da ultimo, all`interno di quelle economie ex “socialiste` bruscamente immesse nell`ambito del dominio globale del capitale. Il volume di Alberto Sciortino analizza appunto la diversità dei “capitalismi`, dalle origini dell`espansione “europea` e quindi del capitale commerciale europeo al di fuori dei confini di quella che oggi consideriamo Europa, ai principali effetti di questa espansione soprattutto sulle aree extraeuropee.

Sia dal punto di vista delle cause che da quello degli effetti, l`osservazione privilegia gli aspetti di carattere economico. Il tentativo è quello di rintracciare le determinanti storiche delle condizioni economiche attuali dei paesi “poveri` e di capire in che modo essi e le diverse classi sociali che le compongono partecipino al processo generale dell`economia capitalistica. Il libro sostiene esplicitamente alcune tesi di fondo. La prima è che le motivazioni dell`estensione geografica della “civiltà` europea sono state essenzialmente economiche (la ricerca di merci, metalli preziosi, materie prime, mercati di sbocco, lavoro a basso costo, occasioni per l`allocazione di capitali). Ognuno di questi elementi è intervenuto diversamente nelle diverse fasi e si è spesso sovrapposto agli altri. Gli altri aspetti della globalizzazione in atto sono in qualche modo conseguenza di queste cause economiche. Anche la diffusione dei progressi tecnici, negli strumenti di comunicazione, come nei processi produttivi, non avrebbe assunto i caratteri che ha assunto se non avesse avuto al fondo le necessità di espansione economica che il volume descrive. La dominazione mondiale dei modelli culturali e di civiltà originati in Europa (persino delle lingue europee) è derivata da questi processi economici e ha contribuito a rafforzarne gli esiti.

Di contro altri modelli culturali e di civiltà sono stati “sconfitti` dall`avanzata dell`economia capitalistica e sopravvivono solo come oggetti di studi e di saltuarie “riscoperte`, quando non di commercializzazione folcloristica, a prescindere dal reale contributo di conoscenze che avrebbero potuto dare all`umanità. La seconda tesi di fondo attiene all`impostazione “politica` della ricerca: il capitalismo ha unificato il mondo, ma buona parte di esso solo in posizione subordinata. La povertà e il sottosviluppo sono funzionali al sistema e ne fanno parte, tanto nelle formazioni periferiche che in quelle centrali, e in quanto tali sono destinati ad aumentare. Il sistema che è venuto a determinarsi ha affermato canali mondiali di drenaggio delle ricchezze dalle aree subordinate che alcuni definiscono “periferie`, alle aree dominanti (le “metropoli`), accrescendo progressivamente la concentrazione dei redditi a vantaggio di una minoranza. C`è infine una terza tesi che deriva dalle due precedenti: l`unificazione del mondo in un unico sistema economico e la sua organizzazione in gerarchie di stati, di popoli, di etnie, di genere, di classi, di gruppi e di individui sono due aspetti degli stessi processi storici. La cosiddetta “globalizzazione` si è determinata per effetto dell`instaurazione dei meccanismi di dominio e dipendenza.

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