
Pagine: 118
Editore: terrelibere.org
Anno: 2007
Formato: 6" x 9", rilegatura termica rilegatura, 60# crema carta per l`interno, B/N inchiostro per l`interno, 100# bianco carta per l`esterno, in quadricromia inchiostro per l`esterno
 9502 letture
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Per altre vie
Donne tra guerre e nazionalismi
Labirinto, fra diario, testimonianza e ricerca, registrazione di un percorso personale e collettivo legato alla guerra nei territori jugoslavi. Mosaico di storie, d’incontri, di riflessioni sviluppate con altre donne italiane e jugoslave, attive nell’immaginare e costruire mondi alternativi. Punto di partenza per una riflessione sulle radici delle guerre, sull’ordine patriarcale, sulle antiche culture mediterranee, sulla rinascita degli integralismi, sulle attuali politiche belliciste e sulla differenza del pensiero di genere.
Anni novanta. La guerra nella ex Jugoslavia, la Bosnia sotto assedio, migliaia di profughi che cercano scampo. Alcuni in Germania, in Svezia, in Canada... Altri si fermano in Croazia. Sono donne, vecchi, bambini che hanno bisogno di tutto. L`arcipelago pacifista italiano si muove, e sono in particolare i gruppi di donne che decidono di oltrepassare i confini materiali e simbolici della guerra per entrare in contatto con le donne bosniache direttamente colpite. Le Donne per la pace di Milano iniziano una strada che le porta dentro quel luogo difficile, il luogo di una guerra fratricida e assurda. Nasce così, oltre al lavoro concreto di aiuto nel progetto del Laboratorio pacifista di Rijeka, un`esperienza forte di condivisione, di conoscenza, di elaborazione sui perché della guerra e sulle radici del patriarcato. Un rapporto fatto anche di storie, di emozioni, di amicizie, di racconti... Una vicenda vissuta in prima persona che l`autrice ricostruisce perché non se ne perda il senso profondo di opposizione attiva alla guerra e alle discriminazioni, e se ne capisca invece il forte segno femminile e multiculturale. Ma il libro che ne è nato va oltre. Indaga sull`antica radice dell`odio verso i diversi e sulle preziose culture arabo-andaluse che invece un tempo fiorivano nella convivenza. Racconta la morte di Semira Adamu, una giovane nigeriana respinta dal Belgio e soffocata con un cuscino sull`aereo che avrebbe dovuto rimandarla a casa. S`interroga sul senso del femminile negato, sulle differenze e sulle possibili alternative di una politica di genere. Racconta la storia di Maria, che ricorda gli anni del fascismo in Friuli, ricorda la guerra e la rivive nell`incontro con le donne jugoslave. Racconta la storia di Suada, bosniaca "musulmana", pacifista, attivista per i diritti umani, che ha subito le conseguenze dell`odio e della guerra e lucidamente le sa analizzare. I nessi, i rimandi, le circolarità del testo sono molteplici, così come accade nella vita. Libro-labirinto, fra diario, testimonianza e ricerca, registrazione di un percorso personale e collettivo legato alla guerra nei territori jugoslavi. Mosaico di storie, d`incontri, di riflessioni sviluppate con altre donne italiane e jugoslave, attive nell`immaginare e costruire mondi alternativi. Punto di partenza per una riflessione sulle radici delle guerre, sull`ordine patriarcale, sulle antiche culture mediterranee, sulla rinascita degli integralismi, sulle attuali politiche belliciste e sulla differenza del pensiero di genere. Disegno di un futuro possibile nell`affermarsi di una cultura di meticciato e di convivenza, e nell`attraversare i confini contro ogni discriminazione: le “altre vie` che il pensiero di genere ha elaborato. |