.
Il nuovo eBook
Giro di Sicilia
con nove artisti pazzi

Una sorprendente guida sull'isola outsider
Osservatorio braccianti
Mappa. Migranti e sfruttamento
Basta sfruttamento
Firmate la petizione
Corso online
HTML5
Promo 5 posti a 69 € anziche' 99 €
4 posti rimasti!
Tutto il catalogo a 9 euro
Tutti i nostri libri elettronici
in un solo file zip a prezzo scontato, in formato PDF o ePub
Chi siamo Archivio Autori Campagne Fotostorie Video Infografiche Podcast
Diari Corsi Servizi SED terrelibere.org Catalogo eBook Presentazioni Recensioni Racconti
terrelibere.org > libreria > e-book > Le ragioni del No Ponte
   
Puoi pagare con: telefono cellulare, carta di credito/Postepay/Paypal, conto corrente postale, bonifico bancario
Acquista e leggi
in 2 minuti
PDF (€ 3.99)  

Le ragioni del No Ponte

Pagine: 61
Editore: terrelibere.org
Anno: 2011

E-book

stats 6763 letture

tag Tag: sicilia

Presentazioni

Le ragioni del No Ponte

Dalla politica dei disastri alle proposte dei movimenti

La politica dei disastri e delle grandi opere trasferisce denaro dal pubblico a pochi soggetti privati. Il movimento No Ponte, a partire dalle ragioni contro il "mostro sullo Stretto", propone infrastrutture di prossimità, messa in sicurezza e recupero del territorio. Il libro elettronico si chiude con la storia delle manifestazioni e una raccolta di tavole appositamente realizzate dai migliori vignettisti italiani

Trentasette morti. Centinaia di feriti, migliaia di sfollati. Tutto dopo poche ore di pioggia: era il 1 ottobre del 2009. Nei giorni successivi, un rituale consueto: la ricerca delle responsabilità e il coro del “mai più`. Nessun intervento strutturale è stato programmato. Il 1 marzo 2011 una nuova alluvione colpiva la città. Solo per una serie di fortunate circostanze non ci sono state altre vittime. Nei mesi precedenti, gravissime frane avevano colpito i paesi della provincia di Messina. La risposta è stata quella della “shock economy` e delle corrispondenti “politiche della miseria`.

Nel frattempo, l`iter del Ponte è andato avanti: prima l`apertura del cantiere collaterale a Villa San Giovanni - Cannitello, quindi le trivellazioni estive in tutta l`area di Messina, infine il monitoraggio ambientale e il progetto preliminare e quello definivo. L`iter del Ponte ha già dilapidato centinaia di milioni euro (110 di questi solo nell`ultimo anno per la redazione del progetto definitivo e per i sondaggi geognostici). Il territorio non ha avuto alcun vantaggio da tale investimento. Nei cantieri delle trivelle, nell`estate 2010, sono stati impiegati 5 messinesi su 125 addetti.

Anteprima del libro elettronico

Quei soldi potevano essere utilizzati per mettere in sicurezza un territorio fragile, flagellato dalla speculazione edilizia e dall`incuria politica. Invece il progetto del Ponte prevede circa 8 milioni di metri cubi di inerti da “conferire ai siti di recupero ambientale`.  Le mega-discariche, evidentemente, contribuiranno al dissesto idrogeologico.

Secondo Ciucci (l`amministratore delegato della “Stretto di Messina`), invece “[il Ponte] offre una significativa opportunità di recupero ambientale e idrogeologico di un`area compromessa che sarà restituita alla sua originaria destinazione agricola`. Per il sindaco di Messina Buzzanca, “il Ponte attrarrà il 20% di tutti i turisti che ogni anno visiteranno l`Europa`. Peccato che Kobe-Awaji, le isole Zhoushan, Halsskov-Sprogø oppure  Barton-upon-Humber – ovvero i luoghi con i ponti sospesi più lunghi del mondo – non siano esattamente note come mete delle vacanze.

E` ormai chiaro che alla fine dei conti il Ponte toglierà lavoro: Dopo avere sbandierato per anni la cifra di 40.000 posti, Eurolink (il consorzio incaricato della costruzione) ammette che saranno 4.500 gli occupati. Di questi molti verranno da fuori. Si prevede la perdita di oltre 1.000 posti di lavoro nella navigazione. L`occupazione stabile a opera ultimata non supererà le 220 unità. I lavori di messa in sicurezza dei paesi colpiti dall`alluvione del 1 ottobre 2009, diretti dal Genio Civile di Messina, gestiscono investimenti per 40 milioni di euro e impiegano 250 lavoratori (con una resa occupazionale molto più alta di quella prevista per la costruzione del Ponte).

In questo innovativo libro elettronico, riepiloghiamo dunque le motivazioni del “no`, aggiornate alla situazione attuale e – nella seconda parte – ricostruiamo la storia del movimento, a partire dalla lotta contro l`attraversamento della città da parte dei Tir, conclusa con la parziale liberazione dell`area urbana da una storica e opprimente ‘servitù` di passaggio. Quindi i campeggi contro il “mostro sullo Stretto` e le manifestazioni sempre più partecipate, culminate con i 20.000 del 22 gennaio 2006.

Ormai da tempo, questo non è più il movimento del “no`. La terza parte del libro elettronico è infatti dedicata alle proposte. Invece del Ponte, vogliamo:

-  una politica basata sulla cura dei luoghi;

-  la  messa in sicurezza dal rischio idrogeologico;

-  la prevenzione del rischio sismico;

-  un piano di riqualificazione dell`edilizia scolastica;

-  il potenziamento dei trasporti pubblici nello Stretto;

-  la bonifica dei territori avvelenati.

Nella quarta e ultima parte (“Matite contro il Ponte`), i migliori vignettisti italiani hanno regalato alcune tavole disegnate appositamente: da Vauro a Mauro Biani, da Pietro Vanessi a Danilo Maramotti, da Sergio Ponchione a Lelio Bonaccorsi.

Questo eBook, infine, sperimenta una nuova tipologia di libro elettronico: testi brevi, molte immagini e link di approfondimento a contenuti multimediali: articoli, fotogallerie e video.

Il video

Indice del volume

Prima parte: perché no

Seconda parte: il movimento

Terza parte: le proposte

Quarta parte: matite contro il Ponte


Torna su Torna su