Terza edizione. Cento anni di storia delle lotte popolari contro la mafia. Le vicende del movimento contadino, gli assassini dei sindacalisti, la strage di Portella, gli agrari, le cooperative. La vicenda dell`organizzazione popolare che diventa antimafia sociale, e viene fermata con le lupare...
Secondo l`opinione prevalente, le tragiche stragi del `92 hanno segnato una sorta di spartiacque tra un vecchio e un nuovo modo di porsi dei siciliani nei confronti della mafia: mentre prima essi avrebbero avuto, quasi tutti, un atteggiamento nel migliore dei casi indifferente e nel peggiore di collusione e sostegno, con questi avvenimenti si sarebbe attuata una “rivoluzione delle coscienze` e quell`atteggiamento sarebbe completamente cambiato, fino ad arrivare ad una netta contrapposizione al fenomeno mafioso.
Basta approfondire un po` l`argomento per rendersi conto che questa immagine - veicolata dai mass-media - è distorta. La scalata al potere dell`“Onorata società` era stata fatta anche sul sangue di numerosi contadini, uccisi dai mafiosi perché avevano osato ribellarsi all`ordine costituito.
Pertanto, per meglio capire ed analizzare la resistenza degli anni Novanta, che per tanti versi appariva rivoluzionaria, ho sentito l`esigenza di ricostruire una storia del movimento antimafia, di scavare, cioè nella storia contemporanea siciliana - sino al periodo in cui può farsi risalire la nascita della mafia - per evidenziare passate esperienze di lotta alla mafia. Ho potuto così accertare che, contrariamente a quanto generalmente creduto, la ribellione alla mafia non rappresenta assolutamente per il popolo siciliano - o quanto meno per la parte migliore di esso - una novità degli ultimi anni.
Al contrario, essa conta una storia quasi altrettanto lunga di quella della mafiaong>. Infatti, mentre la caratterizzazione di quest`ultima in vera e propria organizzazione criminale ed in sistema di potere economico e politico è avvenuta in concomitanza con la costituzione dello Stato unitario in Sicilia, la prima cosciente ed organizzata reazione popolare contro la mafia risale al 1893, anno in cui si diffusero nelle campagne dell`entroterra i Fasci dei lavoratori.
Può dirsi, dunque, che il movimento antimafia si è sviluppato parallelamente al potere mafioso, nascendo come la più nobile reazione da parte di quei soggetti sociali che erano direttamente soggiogati da tale potere, che impediva loro qualunque reale processo di evoluzione economica e sociale.
Mi riferisco, in particolar modo, a quelle centinaia di migliaia di contadini che per sessant`anni furono coraggiosi protagonisti di una lotta cruenta, che li portò al sanguinoso scontro fisico, direi quotidiano, con i “mammasantissima`, combattendoli sul piano economico, avanzando concrete rivendicazioni volte a scardinare le posizioni privilegiate che costoro si erano costruite sul sudore, ed il sangue, dei “viddani`.
Oltre che dalla origine centenaria del movimento antimafia, la mia attenzione è stata rapita, perciò, dalla intensità, dallo spessore delle lotte contadine, dal loro carattere di massa, dalla loro continuità nel tempo e progressiva, costante evoluzione verso obiettivi sempre più azzardati, dallo sterminio cui andarono incontro. Ho cercato, allora, di raccontare - innanzitutto a me stessa - come erano nate e si erano sviluppate nell`Isola queste prime battaglie popolari contro il sistema di potere mafioso. Questo lavoro ha finito per assorbirmi…
(Dall`introduzione di Gabriella Scolaro)