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 Lettere Dal Sahara


Autore del DVD:
Vittorio De Seta
Durata: 126
Editore: San Paolo Audiovisivi
Anno: 2006

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tag Tag: africa

Lettere Dal Sahara

Un viaggio dal Senegal all`Italia

Un documentario (o un film?) difficile da etichettare che racconta dall`interno l`esperienza di un immigrato senegalese, dalla partenza alla via crucis che lo porta sempre pi¨ a Nord tra sfruttamento, razzismo, egoismi e solidarietÓ. Una grande lezione del maestro De Seta che ad 84 anni - dopo aver raccontato al mondo l`Italia povera e contadina, racconta oggi all`Italia la povertÓ e la generositÓ dell`Africa che arriva da noi.

terrelibere.orgRecensito da Antonello Mangano  

Assane attraversa prima il Sahara, quindi il tratto di mare che separa l`Africa da Lampedusa. Si salva per miracolo dal naufragio, vede morire i suoi compagni di viaggio. È trasferito dal CPT a Porto Empedocle, da dove riesce a fuggire. La risalita verso il Nord Ŕ una lunga via crucis che vede la sua prima stazione in Campania, dove il lavoro Ŕ pesante, mal retribuito ed a stretto contatto con violenza ed illegalitÓ. La fuga a Firenze sembra il passaggio in un nuovo pianeta di ordine ed opportunitÓ. Ma il rapporto di Assane con la cugina Salimata, modella ben inserita nella societÓ italiana, non riesce a superare i retaggi di una tradizione che non tollera una donna libera e convivente con un infedele. Il viaggio prosegue verso Torino, dove la prima esperienza Ŕ quella da ambulante, pochi soldi e sempre in fuga dai vigili urbani. La solidarietÓ dei connazionali non manca mai, cosý come i rapporti di vera amicizia tra africani. A questo punto del film, arrivano anche le prime amicizie con italiani, l`occasione Ŕ una scuola per stranieri. Al confine di un legame affettivo con una donna italiana, arriva il trauma di un`aggressione immotivata.

Il ritorno in Africa, il finale didascalico con il vecchio professore in pensione che si dedica ad istruire i giovani dei villaggi del Senegal e che racconta il dolore che c`Ŕ in Europa, la dignitÓ di essere africani, ma anche l`invito a non arrendersi. Si rimane sorpresi a vedere questo documentario che racconta dal di dentro l`epopea di un immigrato, rafforzando il realismo con la scelta della lingua originale coi sottotitoli in italiano. La sceneggiatura Ŕ un vero modello per chiunque abbia voglia di raccontare storie per immagini, il film Ŕ assolutamente inclassificabile per i canoni prestabiliti dei produttori (fiction? documentario?).

L`autore, perdipi¨, Ŕ il massimo documentarista italiano, quel Vittorio De Seta che raccontò Sicilia e Sardegna in Isole di Fuoco, ambientato alle Eolie e primo premio a Cannes 1955, e Banditi ad Orgosolo del 1961, premio opera prima a Venezia. De Seta torna a produrre una pellicola dopo 33 anni di inattivitÓ, ad 84 anni, ma con la consueta sensibilitÓ individua nell`immigrazione il tema forte da raccontare col metodo ancora attuale dei classici del neorealismo. Gli strumenti usati sono modernissimi, a partire dall`uso del digitale che fa pensare ad una opera prima realizzata in economia. Al di lÓ dei difetti possibili, del finale tutto sommato retorico, della non catalogabilitÓ, rimane un documento eccezionale per raccontare dal di dentro un “fenomeno` spesso “narrato` con numeri ed interviste, luoghi comuni e cattiveria.


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