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Legge “contro il caporalato”, limiti e passi avanti

Caporalato

Il Parlamento ha approvato il disegno di legge “anticaporalato”. Per la prima volta la responsabilità delle aziende e quella dei caporali è messa sullo stesso piano. Un passo avanti importante ma non sufficiente: lo sfruttamento si è ormai esteso oltre l’intermediazione illegale di manodopera

Quello che ci piace della nuova legge “contro il caporalato” (approvata sia dal Senato che dalla Camera):

  • introduce la corresponsabilità tra caporali e aziende;
  • prevede il sequestro/commissariamento delle aziende che usano il caporalato;
  • semplifica l’indice dello sfruttamento.

Quello che non ci piace:

  • non prevede ipotesi di sfruttamento oltre il caporalato, che invece esistono;
  • conserva un approccio prevalentemente repressivo;
  • non sembra facile da applicare.

Introdurre la responsabilità delle aziende è comunque un grande salto culturale. Fino adesso le grandi aziende dicevano di “non sapere” cosa succede ai livelli più bassi della filiera, quelle piccole si difendevano con la “necessità dello sfruttamento“.
Ora si deve andare avanti.

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore della casa editrice “terrelibere.org”. E’ autore dei libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010) e "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Collabora con MicroMega, Repubblica.it, L'Espresso.

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