Le inchieste

1 Crudeli, costosi, inutili. Cronache dai CIE

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Nell'immaginario collettivo i CIE (Centri di identificazione ed espulsione) sono luoghi crudeli ma necessari che servono a "riportare al loro paese" i migranti in eccesso o socialmente pericolosi. Nella realtà sono luoghi crudeli, dove sono violati i diritti umani. Costosi, perché ogni anno si spendono decine di milioni di euro. Inutili, perché la macchina delle identificazioni non funziona.


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2 Ruspe o biberon?

2F1B8D0C00000578-3348594-image-a-18_1449442212455 In Italia il dibattito sulle migrazioni è paralizzato dalla dicotomia tra "ruspe" (dobbiamo cacciarli) e "biberon" (dobbiamo assisterli). È possibile andare oltre gli slogan da social? Chi sono i migranti? Come funziona il sistema di accoglienza. Una serie di articoli che propongono approfondimenti oltre la cronaca e modelli come quelli del "grafo" completo.
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3 Lampedusa. Il Truman Show italiano

"L`avamposto dei disperati" dove sbarcano le carrette del mare. L`esodo biblico. L`incubo invasione. Nel corso degli anni Lampedusa è diventato un luogo dell`immaginario, anziché un posto reale. I media propogono un vocabolario sempre uguale. Perché a Lampedusa non si racconta quello che succede realmente, ma un soggetto televisivo. Con effetti politici sempre efficaci.
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4 Il mercato degli uomini

Cos'è l"immigrazione nel Mediterraneo? Sbarchi e frontiere chiuse? Non solo. La gestione dei migranti è anche una gigantesca partita tra Europa e stati africani e asiatici. Un mercato di uomini e risorse, uno scambio dove gli esseri umani sono una delle tante variabili. "Gli stati giocano a palla. E la palla siamo noi", disse un migrante. Soldi e appalti contro quote di immigrazione regolare. Frontiere aperte o chiuse come strumento di ricatto. Una storia vecchia di secoli: ricatti coloniali e regimi dittatoriali
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5 Shock economy all'italiana

shock economyIn Italia c'è chi ride per un terremoto. Ci sono enti locali che aspettano come manna dal cielo i soldi del dopo alluvione. Oppure emergenze inventate come Lampedusa o la spazzatura campana. L'inefficienza e la speculazione sono premiate. E ora arriva la nuova frontiera: l'assicurazione privata al posto dell'intervento statale. La scommessa finanziaria (il derivato) invece della prevenzione.
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6 La rivolta dei conferiti

logisticaNei grandi piazzali del Nord Italia avvolti dalla nebbia e nei picchetti alle cinque del mattino sta nascendo una nuova generazione di sindacalisti. Sono migranti da tempo in Italia e ormai consapevoli della loro importanza nel cuore della logistica. Non tollerano sfruttamento e umiliazioni razziste. Non hanno paura delle grande aziende e delle multinazionali. E spesso le sconfiggono.
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7 Ponte sullo Stretto. Chiudere la partita

Inchiesta Ponte sullo Stretto"Tanto non lo faranno mai", si sente dire spesso. Invece l'iter della 'grande opera' è ancora in svolgimento, il cantiere preliminare di Cannitello è stato completato, il progetto definitivo consegnato. È il peggiore dei paradossi italiani. Un fiume di denaro per un'opera inutile e dannosa. Pagata dai cittadini mentre si tagliano servizi essenziali.
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8 I luoghi comuni su migranti e agricoltura

Un viaggio attraverso i luoghi comuni dell'immigrazione. Con particolare riferimento al mondo dell'agricoltura. I clandestini, i lavori che non fanno più... Ma soprattutto l'idea della "necessità dello sfruttamento". Sempre più diffusa. E molto pericolosa. Perché prima o poi si applica a tutti.
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9 Responsabilità limitata

In Italia non esiste la cultura della "responsabilità sociale d'impresa". Si passa dal servilismo nei confronti del più forte al boicottaggio ideologico. Ma con le informazioni e le azioni dal basso, il "mostro" può essere tenuto sotto controllo.
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10 Dietro l'etichetta del supermercato

cans-fuzzy-drinksI ghetti, le baraccopoli, i morti nei campi e i caporali. Ecco come si produce il made in Italy. Ma quali sono le cause? Una inchiesta che ricostruisce il percorso dei frutti dai campi agli scaffali dei supermercati. Le arance rosse dell’Etna esportate in tutto il mondo, il biondo calabrese mischiato col succo brasiliano che finisce nelle lattine delle multinazionali, le clementine di Sibari portate nei banconi di tutta Italia.
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11 Rifugiati. L'invasione senza invasori

Rifugiati sirianiI professionisti della paura continuano a giocare su un'illusione ottica. Lanciano all'allarme sui migranti che arrivano e ignorano sia quelli che transitano che quelli costretti a rimanere nei nostri confini. I rifugiati arrivano in Italia e poi scelgono paesi migliori. Si grida ancora all'invasione. Ma gli "invasori" sono già andati via. O ci stanno provando in tutti i modi.
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12 Guerra ai poveri

I media confondono la “guerra tra poveri” con la “guerra ai poveri”. Quella fatta da palazzinari, mafiosi, trafficanti, politici e boss delle cooperative. Un sistema politico-affaristico che banalmente ruba ai poveri – di ogni colore e nazionalità – per drenare risorse a sé stesso.
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13 Serre del ragusano. Il distretto del doppio sfruttamento

Provincia di Ragusa. Le serre si distendono a perdita d'occhio. Migliaia donne romene lavorano in campagna. Spesso con i figli piccoli. Nel totale isolamento subiscono ogni genere di violenza sessuale. Una realtà fatta di aborti, “festini” e ipocrisia
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14 Lega. La pagina nera della nostra storia

C'è una Lega buona tradita dal leader? No. Solo una delle pagine più nere della storia d'Italia. Quando i ricchi hanno urlato più dei poveri. Quando hanno raccontato che la nostra sicurezza è messa in pericolo dal kebab, non dalla 'ndrangheta. Quando hanno provato a spezzare l'Italia. Quando l'ignoranza ha prevalso sulla cultura. Una pagina nera che vogliamo cancellare senza rimorso. E con accanimento
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15 Piana di Sibari. Il Messico italiano

Metà delle clementine consumate in Italia si producono in questa zona, tra Corigliano e Schiavonea. È un territorio di violenza estrema e di sfruttamento selvaggio. Eppure è fuori dall'osservazione dei media e dall'interesse dell'opinione pubblica.
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16 Le tre miserie dell'accoglienza

La miseria indotta ai migranti dalla dipendenza e dall’assistenzialismo. Quella dei politici che cercano un facile consenso dal clientelismo. Infine gli operatori ricattati sul lavoro e costretti ad accettare contratti precari. L’accoglienza italiana si basa quasi sempre sulla cultura dell’emergenza. E genera miseria.
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17 Dis-Integrati

All'inizio del 2011 il governo Berlusconi proclama l'emergenza Nord Africa. Pieni poteri alla Protezione civile, stato di eccezione che permette di ignorare tutte le leggi e un nuovo sistema parallelo di centri che ignora l'esistente. A partire dal modello Riace. Il risultato: pratiche burocratiche estenuanti, rivolte e proteste. Un mega-Cara come Mineo e una miriade di centri improvvisati. Ecco perché molti vogliono andare in Germania o in Svezia. L'Italia non è in grado di gestire i profughi. Solo di metterli ai margini.
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