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Colombia-Sicilia: in fuga dalla violenza - terrelibere.org :: altre forme di comunicazione
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Buenaventura

Tratta delle donne

Colombia- Sicilia: in fuga dalla violenza

 

 

A cura di: Antonio Mazzeo e Ada Trifirò

Medellín, Marzo 2003

 

 

Una recente indagine delle operatrici di strada del Cedav (Centro Donne Antiviolenza) di Messina, ha sottolineato come la maggioranza delle donne che da Catania giungono nella cittá dello Stretto per esercitarvi la prostituzione, provengano dal municipo di Buenaventura, il principale porto colombiano dell'Oceano Pacifico.

 

Le difficili indagini delle autoritá di pubblica sicurezza che lo scorso novembre a Catania hanno portato all'arresto di una decina di cittadini italiani e colombiani, fanno ipotizzare come il flusso migratorio di queste donne sarebbe coordinato da gruppi criminali del paese d'origine entrati in contatto da anni con le organizzazioni mafiose siciliane. Dietro ogni vittime della tratta, ci sono storie di violenza familiare e il ricatto derivato dai debiti per decine di milioni di lire aperti con gli usurai per intraprendere un viaggio di speranze troppo spesso infrante. Non sono state, tuttavia, analizzate con sufficienza le ragioni sociali e politiche che spingono queste donne ad accettare le logiche di sfruttamento e di violenza dei trafficanti di persone.

 

Il caso delle donne colombiane di Buenaventura è emblematico e dovrebbe far riflettere le autoritá statali e quell'associazionismo che troppo spesso guardano al fenomeno della prostituzione colombiana in Italia in modo differente rispetto all'attenzione espressa per altre nazionalitá, in particolare per le donne provenienti dall'Est europeo.

 

A Buenaventura e in tutto il dipartimento del Valle è in atto un conflitto tra i piú sanguinosi di tutta la Colombia. Sono centinaia le vittime delle incursioni dei gruppi paramilitari di estrema destra e dei sempre piú numerosi conflitti a fuoco tra le forze armate e i gruppi della guerriglia. La violazione dei diritti umani è sistematica: omicidi selettivi di  leader comunitari o simpatizzanti di sinistra, sparizioni, desplazamiento massicco delle popolazioni che vivono nelle zone rurali e sulla costa.

 

Tutti gli attori armati, pur se in misura diversa, ne sono responsabili: il paramilitarismo, armato dalle classi dirigenti e protetto dai vertici militari, le stesse forze armate che non hanno risparmiato il bombardamento indiscriminato dei villaggi e le intimidazioni di civili inermi, la guerriglia delle FARC (Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia), che con le sue continue incursioni alle centrali elettriche della regione ha contribuito al peggioramento delle condizioni di vita degli abitanti. A questo si aggiungono la violenza urbana generata dall'emarginazione e dall'assenza di politiche sociali e il grave quadro di sottosviluppo e di miseria dell'intero municipio, ove per le responsabilitá storiche dello Stato colombiano, sono violati i più elementari diritti sociali ed economici: ad un'abitazione dignitosa, alla sanità, all'istruzione, al lavoro.

 

Abbiamo fatto una veloce ricerca cronologica nella Banca Dati di due organizzazioni nongovernative che operano in difesa dei diritti umani (il Cinep e la Commissione intercongregozionale Justicia y Paz) sugli eventi criminali che hanno colpito Buenaventura nel biennio 1999-2000 e abbiamo avuto la conferma di quanto affermato dal rapporto prodotto dall'Alto Commissariato peri diritti umani delle Nazioni Unite al termine di una “Missione di monitoraggio” realizzata nella seconda metá del giugno 2000: la barbarie a Buenaventura é un fenomeno recente (le prime grave violazioni risalgono solo all'ottobre del 1999) e cronologicamente coincide con l'arrivo nel dipartimento delle Autodefensas Unidas de Colombia (AUC), l'organizzazione paramilitare guidata dal narcotrafficante Carlos Castaño.

 

I massacri e il desplazamiento delle popolazioni coincidono poi con la dichiarazione di Buenaventura di “Zona speciale di esportazione”, un regime di “porto franco” che rende il municipio assai allettante per gli interessi leciti e illeciti del grande capitale nazionale edinternazionale. Si ripete cosí quanto giá avvenuto in altre regioni della Colombia: i programmi di sfruttamento delle risorse del territorio e l'implementazione di megaprogetti infrastrutturali (reti viarie, dighe, centrali, impianti di raffinazione, ecc.) sono accompagnati dallo sviluppo di gruppi paramilitari che scatenano inauditi conflitti contro gli inermi abitanti e qualsivoglia organizzazione sociale che potrebbe rappresentare un ostacolo ai piani del grande capitale. Ai gravi impatti ambientali e sociali di queste opere si sommano cosí i massacri e le violenze dei conflitti generati dal fenomeno paramilitare, loro partner essenziale.

 

Di seguito presentiamo la traduzione del rapporto sulle violazioni dei diritti umani, sociali e politici a Buenaventura stilato dalle Nazioni Unite e dalle numerose organizzazioni non governative che hanno accompagnato la Missione di Monitoraggio e una cronologia dei crimini verificatisi negli ultimi mesi, convinti che essi debbano essere uno strumento indispensabile per coloro che in Italia stanno lavorando a fianco delle migranti colombiane trafficate, affinchè vengano riconosciuti loro i diritti fondamentali e le garanzie che ad esempio gli artt. 18 e 19 della legge sull'immigrazione prevedono in termini di permesso di soggiorno e programmi di attenzione integrale.

 

Purtoppo resta forte il rammarico per la scarsa attenzione che il rapporto su Buenaventura ha ricevuto dalle ambasciate e dai governi degli Stati membri delle Nazioni Unite (Italia in testa).  Il disinteresse per il conflito in atto in Colombia è purtoppo generale e le conseguenze rischiano di essere imprevedibili a livello internazionale. Gli osservatori denunciano come mai ormai l'affare Colombia abbia superato i confini nazionali per investire tutti i paesi andini.

 

Il muro di silenzio di fronte alle puntuali denunce degli operatori dei diritti umani consente il riperpetuarsi della barbarie. A Buenaventura, due mesi dopo la Missione internazionale e la pubblicazione del rapporto sulle violazioni, i paramilitari sono tornati a colpire massacrando ancora contadini innocenti  mentre le forze di sicurezza statali hanno continuato, nella piú totale impunitá, a minacciare e perseguire gli abitanti del municipio. Come non attendersi allora altri esodi massivi della popolazione e la fuga all'estero per garantirsi il diritto alla sopravvivenza?   

 

 

La sventura di Buenaventura

 

Offensiva paramilitare, presenza guerrigliera e limpieza social moltiplicano le cifre di violenza e morte e terrorizzano la popolazione dl porto del Pacifico, colpito dalla povertà e l'abbandono statale.

 

L'incursione paramilitare del 6 settembre 2000 che ha avuto come risultato sette morti nel barrio Las Palmas del Municipio di Bueneventura, si somma ad altri quattro massacri eseguiti lo stesso anno, con un saldo di 40 contadini uccisi dal “Fronte Calima” del Blocco pacifico delle Autodefensas Unidas de Colombia (AUC): ‘Antica via al mare’, 12 assassinati il 10 maggio; barrio Cascajal (quartiere Cascajal: ndt), 5 assassinati il 29 maggio; vereda (abitato: ndt) Katanga, 5 adulti e 2 bambini afrocolombiani assassinati il 10 giugno; veredas Zaragoza, Triana e Zabaleta, otto morti, due desaparecidos e un ferito, il 27 agosto (le veredas sono “abitati” delle aree rurali periferiche: ndt).

 

Oltre alle AUC, le FARC (Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia), attraverso il Frente 30 José Antonio Páez è presente nella regione. E’ stato questo fronte che ha realizzato l'occupazione della centrale idroelettrica di Anchicayá il 31 agosto 1999, per ottenere dalla EPSA (impresa elettrica della zona: ndt) la riduzione del 30% nelle tariffe dell'energia a Buenaventura e Dagua. L'occupazione si è conclusa cinque giorni dopo con un presunto accordo che non è stato rispettato e che le comunità sconoscono. Nonostante l'accordo, nel maggio del 2000 la guerriglia ha attentato contro l'infrastruttura della centrale. Oltre alle FARC, opera il "Fronte José María Becerra" dell'ELN per fronteggiare le autodefensas in un evidente escalation del conflitto.

 

Nella regione, inoltre, ha sede la "III Brigata" dell'Esercito e la Fanteria di Marina, che sono accusati dalla popolazione di matrattamenti, minacce di inserimento nella sfera di controllo paramilitare in caso di mancata cooperazione, presa di impronte digitali e fotografie in modo clandestino, omissione e complicitá nei casi di massacri.

 

 

La violazione dei diritti umani

 

Secondo le denunce degli abitanti ricevute dalla "Missione di monitoraggio della situazione umanitaria" nei municipi di Buenaventura e Dagua del Dipartimento del Valle del Cauca, realizzata tra il 20 e il 23 giugno, i battaglioni Pichincha, Palacé e la fanteria di Marina hanno commesso gravi violazioni del Dirittio internazionale umanitario a partire dal 1996. Le attivitá denunciate vanno dalla realizzazione di fotografie e schedature della popolazione in posti di blocco e nelle loro abitazioni, al blocco dell'accesso di alimenti ai negozi comunitari, blocchi che hanno avutol'effetto di aggravare la crisi alimentare generata dai problemi di trasporto; all'impedimento ingiustificato dell'accesso a determinati luoghi. In alcuni casi, i militari hanno occupato le case degli abitanti in operazioni di grave rischio. Nel caso di Anchicayá, i lavoratori convivono con la presenza dell'esercito con imminente rischio per la loro sicurezza a causa della totale mancanza di protezione.

 

Secondo il rapporto del Distretto di polizia del Pacifico, tra il 1998 e il 1999 l'incremento degli omicidi comuni è stato del 92%, passando da 199 a 385, con un elevato livello d'impunitá. Nel giugno 1999, dopo l'annuncio, mediante comunicati, dell'arrivo di gruppi di sterminio contro gli abitanti di strada, furono assassinati 47 giovani tra i 14 e i 26 anni. In alcuni cadaveri sono apparsi volantini che annunciavano una "campagna di pulizia". Alcuni testimioni hanno riferito di veicoli del GAULA (gruppo specializzato della polizia: ndt) in occasione dei crimini. I maggiori livelli di omicidio e di intimidazione si realizzano nei quartieri popolari con maggiore presenza di forza pubblica. Circa il 90% delle vittime sono giovani, fatto che potrebbe essere relazionato con l'esistenza di 12 bande delinquenziali. La gioventú afrocolombiana é la piú colpita dalla violenza e a questo si aggiunge il fatto che gli scenari sportivi e ricreativi si sono convertiti in luoghi di commercio e consumo di droga, delinquenza e aggressione, davanti alla passivitá delle autoritá e dei proprietari dei negozi del porto.

 

 

Si aggrava la povertá 

 

Come conseguenza della violenza politica nella zona rurale di Buenaventura, nella regione del Pacifico, del Chocó, dell'Urabá e del Putumayo, il desplazamiento forzato é aumentato superando la capacitá del municipio di affrontare la crisi. Fonti ufficiali calcolano 3.000 sfollati, peró le organizzazioni non governative affermano che potrebbero essere 6.000 in totale, compresi coloro che si sono rifugiati in case di familiari e conoscenti, o in Cali e in altri municipi. La situazione é estremamente grave anche per la gente che non é potuta fuggire dalle proprie comunitá dopo i massacri e adesso si trova isolata, con scarsitá di cibo, servizi e comunicazioni. I contadini patiscono una critica situazione economica poiché non possono lavorare in normalitá, hanno dovuto abbandonare le propritá con la perdita dei raccolti di "chontaduro" (frutto locale, ndt), elemento base per il sostentamento. Le tradizionali attivitá che si svolgevano sul fiume sono parzialmente bloccate perché le imbarcazioni sono immobilizzate dalla Fanteria di Marina e dalla DIMAR (Dipartimento Marittimo) per via dei documenti richiesti dalla legge (matricole e permessi), di fronte a cui i ciontadini dichiarano incapacitá economica a pagare e chiedono la riduzione dei costi.

 

Secondo il censimento del 1993, Buenaventura ha una popolazone di 270.000 abitanti, peró si crede che nella regione ci siano 400.000 abitanti. Il principale porto colombiano del pacifico fa parte di una regione ricca in biodiversitá e in esuberanza geografica, etnica e culturale, dati che contrastano con l'immensa povertá dei suoi abitanti. L'economia si basa nell'estrazione del legno, dell'oro, sulle fonti idriche, sulla pesca e su altre materie prime, sfruttate in altri luoghi del paese, poiché il municipio non conta su un settore industriale sviluppato.

 

I servizi pubblici a Buenaventura hanno una copertura del 40% e l'acquedotto del 10% ed é inesistente nel settore rurale, dati questi che collocano l'area molto al di sotto delle medie nazionali. La disoccupazione supera il 65%, e il 57% (831.576 in valore assoluto) delle abitazioni si collocano in 85 inurbazioni "subnormali". Il 60% della popolazione urbana appartiene agli strati 1 e 2. La violenza urbana é allarmante: nel 1999 ci sono stati 425 omicidi. Buenaventura reclama una azione statale integrale urgente e il rispetto della vita e dei diritti umani da parte degli attori del conflitto armato.

 

La dirigenza popolare del porto segnalato con preoccupazione la strana coincidenza esistente tra il sopraggiungere dell'offensiva paramilitare e la dichiarazione di Buenaventura "Zona speciale di esportazione", fatta dal governo circa un anno fa. Inoltre, pone interrogativi sul fatto che, nonostante della "Missione umanitaria sui diritti umani" facciano parte variue entitá dello stato, tra cui la Rete di solidarietá sociale, il Tribunale e la "Defensoría del pueblo", le quali hanno sostenuto la segnalazione di "allerta preventiva", davanti all'imminete attacco dei paramilitari contro gli abitanti delle conche del fiume ubicati nell'antica strada per il mare, né il governo né il dipartimento né il municipio né le autoritá hanno preso alcuna misura per proteggere la popolazione indifesa. "In Colombia non si puó garantire la vita a nessuno" ha affermato il sindaco di Buenaventura.

 

Istituzioni che hanno partecipato alla missione di osservazione sulla situazione umanitaria in Buonaventura (Valle): Alto comissariato dell'Onu per i diritti umani, Unione canadese dei postali,  Unitá di diritti umani del ministero degli interni, Unitá dei diritti umani del tribunale generale della nazione, Procura generale della nazione, Centrale unitaria dei lavoratori, Rete di solidarietá sociale - nazionale, regionale e locale -, CINEP (ong, ndt), CODHES (ong, ndt), Coalizione colombiana di guiristi, Istituo legale di servizi alternativi,  Associazione per la promoziona sociale alternativa, Defensoría del pueblo regional, Consiglio di pace e convivenza della governación del Valle.

 

(Il rapporto è stato pubblicato in: rivista "Utopías", settembre 2000, Santafé de Bogotá, Colombia)

 

 

Buenaventura, un anno vissuto pericolosamente

 

CRONOLOGIA DEGLI EVENTI PIÚ GRAVI VERIFICATISI DI RECENTE

 

16 ottobre 1999

Guerriglieri del 30° Fronte delle FARC-EP sequestrano 13 persone che viaggiano sull’Oceano Pacifico in un’imbarcazione privata con destinazione le spiagge di Juanchaco.

 

21 ottobre 1999

Reparti dell’Esercito Nazionale sostengono un combattimento nella zona rurale con i guerriglieri che si conclude con alcuni morti e feriti in ambo gli schieramenti, così come tra la popolazione civile. Lo scontro causa il desplazamiento forzato delle popolazioni che abitano le frazioni di San Marcos, Guainìa, Bogotà, Zabaletas e Aguaclara verso il centro municipale. Numerose le abitazioni danneggiate dal fuoco incrociato.

 

11 novembre 1999

Membri di un gruppo armato che si spostano su alcune motociclette attentano contro la vita di un insegnante del Liceo Femminile del Pacifico, all’ingresso di questo istituto.

 

13 gennaio 2000

Unità militari, appoggiate dall’aereo fantasma delle FAC e da elicotteri armati assegnati alla 3^ Brigata dell’Esercito, attaccano i guerriglieri del 30° Fronte delle FARC-EP, nelle frazioni rurali di Aguaclara e Zabaletas.

 

14 gennaio 2000

Nella frazione di San Antonio Anchicayà si registrano combattimenti tra reparti della Fanteria di Marina, la Foza Aerea e i guerriglieri dei fronti 30 e 32 delle FARC-EP.

 

2 febbraio 2000

Guerriglieri dinamitano la torre di conduzione di energia n. 28. L’attentato mette fuori servizio la centrale idroelettrica dell’alto Anchicayà, una dei maggiori impianti produttori di energia del dipartimento.

 

2 febbraio 2000

Durante un combattimento tra guerriglieri delle FARC-EP e alcuni reparti della Fanteria di Marina e della 3^ Brigata, nell’area nota come ‘La Curva del Diablo’, muoiono tre soldati e due guerriglieri mentre un civile viene gravemente ferito.

 

18 febbraio 2000

Familiari ed amici denunciano la sparizione di Julio César Palomino, dirigente comunale e pensionato dell’ex impresa Puertos de Colombia, Colpuertos.

 

28 febbraio 2000

Durante un combattimento tra membri della Polizia e miliziani del 30° Fronte delle FARC-EP, viene ferito un agente di Polizia.

 

15 marzo 2000

Guerriglieri del 30° Fronte delle FARC-EP attaccano un convoglio militare, attivando una carica esplosiva nel sitio conosciuto come ‘La Vuelta de Marìa’, sull’antica via per il mare. L’azione conduce al ferimento del Comandante della 3^ Divisione dell’Esercito, e di altri due ufficiali delle forze terrestri.

 

12 aprile 2000

Membri del gruppo armato autodefinitosi “Difensori del Popolo”, minacciano di morte il sindaco Freddy Salas e il Procuratore Provinciale Harold Zapata.

 

10 maggio 2000

Membri di un gruppo armato assassinano il figlio di Julio César Palomino, di professione tassista, sparandogli due colpi di pistola mentre gioca una partita di calcio nel campo del quartiere La Independencia.

 

11 maggio 2000

Un’ottantina di paramilitari che indossano uniformi di uso esclusivo delle Forze Armate, appartenenti al Blocco Pacifico delle AUC, con l’acquiescenza e la complicità di reparti dei Battaglioni Pichincha e Palacé, della 3^ Brigata dell’Esercito, uccidono 13 contadini, ne fanno sparire altri 8, ne feriscono gravamente uno e minacciano gli abitanti di alcune comunità rurali dei municipi di Buenaventura e Dagua dove eseguono un’incursione che si prolunga per oltre sei ore. I paramilitari, dopo essere giunti nella frazione di Zabaletas, prelevano dalle loro abitazioni più di 60 contadini e li conducono di fronte alla sede di Telecom. Lì i contadini sono sottoposti ad un interrogatorio, mentre uno dei paramilitari segnala coloro che dovevano essere uccisi. Inizialmente vengono fucilati 5 uomini (tra cui un ragazzo di 18 anni) e due giovani donne. Ad una delle vittime, un commerciante, viene anche bruciato il negozio. Nella frazione Llano Bajo viene fucilato un promotore di salute di 32 anni. Altri 3 giovani, tra cui un minore di 16 anni, vengono invece uccisi ad Aguaclara. I paramilitari eseguono altre detenzioni in altre frazioni di Buenaventura, minacciando di morte chi incontrano, ferendo con un colpo alla bocca un autista di passaggio e incendiando abitazioni, negozi ed auto. Dopo aver liberato gli ostaggi ancora detenuti, i paramilitari concludono la loro incursione dirigendosi verso due basi militari della zona. A seguito di questo massacro, circa 3.200 abitanti di queste comunità si rifugiano nel centro urbano di Buenaventura.

 

13 maggio 2000

Paramilitari del Blocco Pacifico delle AUC, minacciano di morte la comunità della Riserva indigena La Meseta, ubicata a circa 25 minuti di lancia dalla spiaggia di Buenaventura. Numerose famiglie sono costrette a desplazarsi forzatamente dalla zona.

 

15 maggio 2000

Guerriglieri del 30° Fronte delle FARC-EP minacciano di attaccare le installazioni della Centrale Idroelettrica dell’Impresa EPSA, ubicata a San Antonio de Anchicayà. La minaccia viene accompagnata dall’incendio di due bus della EPSA, che avrebbero dovuto trasportare il personale dell’impresa. Vengono date 72 ore di tempo agli operai per evacuare la zona vicina alla Centrale. La maggioranza dei lavoratori con le rispettive famiglie, si desplaza verso Cali e

Buenaventura.

 

21 maggio 2000

Paramilitari delle AUC, Blocco Calima, uccidono 4 persone e ne fanno sparire altre 6 durante una loro incursione a Campo Hermoso, nella zona sudorientale del municipio. I corpi delle persone sparite vengono rinvenuti alcuni giorni dopo in una fossa comune, in stato di decomposizione e con evidenti segni di tortura.

 

22 maggio 2000

Paramilitari delle AUC, uccidono tre persone e ne feriscono gravemente un’altra ragazza in due quartieri popolari della città. Due delle vittime provenivano dalla frazione Zabaletas, dove alcuni giorni prima i paramilitari avevano commesso il massacro di alcuni contadini.

 

24 maggio 2000

Guerriglieri delle FARC-EP, fanno esplodere un cilindro a gas nella sala di controlllo della centrale elettrica di Bajo Anchicayà, mettendola fuori servizio.

 

29 maggio 2000

Paramilitari assassinano, liste alla mano, 5 persone in un’abitazione del quartiere Cascajal.

 

10 giugno 2000

Paramilitrai delle AUC, assassinano 7 contadini, ne fanno sparire uno e minacciano le comunità delle tre frazioni dove eseguono l’incursione. Il 60% della popolazione è costretto ad abbandonare la regione.

 

17 giugno 2000

Membri di un gruppo armato, incappucciati, assassinano 4 commercianti nel sitio Piedras Cantas. Il gruppo armato era giunto a bordo di una lancia.

 

3 luglio 2000

Uomini armati che si spostano in una motocicletta uccidono a colpi d’arma da fuoco due persone nel quartiere Bellavista.

 

18 luglio 2000

Membri di un gruppo armato assassinano tre persone appartenenti alla stessa famiglia, mentre si trovano in un negozio del quartiere Palo Seco.

 

19 luglio 2000

Paramilitari delle AUC minacciano con scritte alle pareti di alcune abitazioni, gli abitanti dei quartieri Alfonso Lòpez e Uniòn de Vivienda.

 

31 luglio 2000

Paramilitari delle AUC minacciano di morte attraverso un comunicato gli abitanti di Buenaventura. In questo comunicato i paramilitari avvertono “che chi collaborerà economicamente o logisticamente con la guerriglia, per convenienza o per obbligazione, sarà considerato obiettivo militare”.

 

6 agosto 2000

Sconosciuti decapitano in venditore di pesce, lasciando la sua testa in una borsa di plastica di fronte all’abitazione in cui viveva; il resto del corpo non viene invece recuperato. I vicini della vittima, segnalano che nei giorni precedenti, sulle pareti di alcune abitazioni del quartiere erano apparese minacce a firma delle AUC.

 

12 agosto 2000

L’esercito bombarda i caseggiati della frazione di Agua Clara a seguito dell’attacco delle FARC contro la centrale idroelettrica di Anchicayà. Nella stessa giornata si svolge un combattimento tra la 3^ Brigata e il 30° Fronte delle FARC che lascia sul campo 5 soldati morti, 7 feriti mentre 3 militari vengono fatti prigionieri dalla guerriglia. A seguito di questi combattimenti, gli abitanti della zona si trasferiscono forzatamente verso il municipio.

 

26 agosto 2000

Paramilitari delle AUC effettuano un’incursione in alcune comunità rurali di Buenaventura dove assassinano 8 persone e ne feriscono gravemente un’altra. Minacciano altresì gli abitanti causando il desplazamiento verso il municipio. I paramilitari affermano trattarsi di una ‘pulizia’ contro “i traditori ed il cartello delinquenziale che fa contrabbando di benzina”. Quattro delle vittime, tra cui un minore di 17 anni, vengono prelevati in una festa da ballo e assassinati davanti agli altri partecipanti.

 

6 settembre 2000

Paramilitari delle AUC assassinano 6 persone e ne feriscono gravemente un’altra in una abitazione del quartiere Las Palmas. Cinque delle vittime appartenevano alla stessa famiglia.

 

14 settembre 2000

Membri di un gruppo armato assassinano due pescatori che viaggiano sul fiume su una canoa.

 

18 settembre 2000

Paramilitari delle AUC uccidono una donna e feriscono il figlio davanti alla loro abitazione in un quartiere popolare.

 

19 settembre 2000

Duecento appartenenti alla Fanteria di Marina della Forza Navale del Pacifico con sede a Buenaventura, sbarcano a El Carmen, sulle sponde del fiume Yurumanguì, ed iniziano ad intimidire e minacciare la popolazione. I testimoni raccontano che essi “portavano armi ed alcuni di essi coprivano il volto con cappucci”. I militari obbligano le persone a partecipare ad una riunione e, dopo aver interrogato insistentemente gli abitanti sull’”ubicazione della guerriglia” così come “sugli aspetti logistici per la sua sopravvivenza”, manifestano l’intenzione di “farla pagare a coloro che avranno alcun contatto con essa”. Finita la riunione, i militari “installarono un posto di blocco sul fiume, impedendo il passaggio dei contadini che tornavano dal lavoro e che si stavano dirigendo alle loro abitazioni”.

 

29 settembre 2000

Due persone sono assassinate con alcuni colpi d’arma da fuoco nel quartiere Bosque Municipal. Le vittime erano impiegati di un’impresa televisiva.

 

30 settembre 2000

Paramilitari delle AUC uccidono due persone nella frazione Zaragoza. I cadaveri vengono rinvenuti con segni di tortura e a pezzi all’interno di borse di plastica.

Formato per la citazione:
Antonio Mazzeo, "Colombia-Sicilia: in fuga dalla violenza", terrelibere.org, 24 marzo 2001, http://www.terrelibere.org/doc/colombia-sicilia-in-fuga-dalla-violenza