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Alca, una minaccia per le Americhe

 

Il saggio è stato pubblicato dalla Fundación para la Investigación y la Cultura di Cali (Colombia), che ringraziamo per aver autorizzato la traduzione e la presentazione su Terrelibere.

 

Maude Barlow presiede il Council of Canadians, il gruppo di rappresentanza pubblica più grande del Canada, ed è una delle direttrici dell’International Forum on Globalization.

 

 

Introduzione

Gli architetti dell’Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA), i cui negoziati sono attualmente in corso con la partecipazione di 34 paesi, vogliono che questo sia l’accordo di libero commercio di più ampia portata che sia stato mai firmato nella storia. Sebbene il modello si fondi sul Trattato di Libero Commercio dell’America del Nord (TLC), l’ALCA trascende l’ampiezza e il potere del TLC. Allo stato attuale, l’ALCA dovrebbe introdurre nell’Emisfero Occidentale tutte le discipline dell’accordo sui servizi proposto dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO)  - Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (GATS) - con i poteri del fallito Accordo Multilaterale sugli Investimenti (MAI), al fine di creare un nuovo potere commerciale con una nuova autorità dotato degli strumenti necessari per reggere ogni aspetto della vita nelle Americhe.

 

Il GATS, i cui negoziati sono attualmente in corso a Ginevra, ha il compito di liberalizzare il commercio mondiale dei servizi, inclusi tutti i programmi pubblici, ed eliminare gradualmente tutte le "barriere" governative alla competizione internazionale nel settore dei servizi. Il Comitato per i Negoziati Commerciali dell’ALCA propone oggi, d’inserire nel patto emisferico un accordo sui servizi similare e di maggiore portata. Propone anche di conservare e forse ampliare le disposizioni "investitore-stato" del TLC che conferiscono alle imprese il diritto senza precedenti di rivendicare i propri interessi commerciali attraverso tribunali commerciali di carattere vincolante.

 

Se si fondono insieme questi due poteri in un solo accordo, si attribuirà alle imprese transnazionali dell’emisfero il diritto di competere nel settore dei servizi sovvenzionati dal governo, tra cui la sanità, l’educazione, la sicurezza sociale, la cultura e la difesa dell’ambiente.

 

L’ALCA, per come è stato proposto, contiene inoltre nuove disposizioni sulle politiche di competizione, acquisto del settore pubblico, accesso ai mercati e soluzione delle controversie che, insieme all’inclusione dei servizi e degli investimenti, potrebbero eliminare la capacità di tutti i governi delle Americhe di creare e mantenere le leggi, le norme e i regolamenti destinati alla protezione della salute, della sicurezza e del benessere dei cittadini e dell’ambiente. I negoziatori dell’ALCA sembrano poi aver deciso di emulare il WTO invece del TLC nelle aree chiave della normalizzazione e della soluzione delle controversie, dove le regole del WTO sono più rigorose.

 

Essenzialmente, ciò che è stato fatto dai negoziatori dell’ALCA, incoraggiati dalla comunità delle grandi imprese di ogni singolo paese, è di assumere gli elementi più ambiziosi di tutti gli accordi mondiali sul commercio e gli investimenti – sia quelli esistenti che quelli solo proposti - e riunirli in questo ambiziosissimo patto emisferico.

 

Ancora una volta, esattamente come è successo con gli accordi precedenti del TLC o del WTO, questo trattato di libero commercio non prevederà nel testo principale alcuna garanzia che protegga i lavoratori, i diritti umani, la sicurezza sociale o norme sanitarie e ambientali. Ancora una volta, la società civile e la maggior parte dei cittadini che desiderano un differente tipo d’accordo di libero commercio sono stati esclusi dai negoziati e non potranno partecipare nelle decisioni.

 

Ciò nonostante, nulla è mai stato così importante per i popoli delle Americhe; sembra che lo scontro sia inevitabile.

 

Cos’è l’ALCA?

L’Area di Libero Commercio delle Americhe è la definizione che è stata data al processo di allargamento del Trattato di Libero Commercio dell’America del Nord (TLC) agli altri paesi dell’Emisfero Occidentale con l’eccezione di Cuba. Con una popolazione di 800 milioni di abitanti e un PIL complessivo di 11 miliardi di dollari, l’ALCA costituirebbe la zona di libero commercio più grande del mondo. Se i rapporti provenienti dai Gruppi di Negoziazione incaricati degli elementi chiave dell’accordo sono corretti, l’ALCA sarà l’accordo di libero commercio di maggiore estensione al mondo, con una portata che influirà su tutti gli aspetti della vita dei cittadini delle Americhe.

 

L’ALCA è stato lanciato dai 34 leader del Nord, Centro e Sud America e dei Caraibi in occasione del Summit delle Americhe celebrato a Miami, Florida, nel dicembre 1994. In questa riunione, il Presidente Bill Clinton s’impegnò a realizzare il sogno dell’ex-presidente George Bush di un accordo di libero commercio che  si estendesse da Anchorage sino alla Terra del Fuoco, e che vincolasse le economie dell’emisfero e rendesse più profonda l’integrazione dei paesi sulla base di un modello di libero mercato come il TLC.

 

Tuttavia, non si registrarono grossi progressi reali sino al successivo Summit delle Americhe, stavolta a Santiago del Cile nell’aprile 1998, momento nel quale i paesi stabilirono un Comitato per la Negoziazione Commerciale (CNC), composto dai viceministri del commercio di ogni paese.

 

Con il sostegno di un comitato tripartito integrato dal Banco Interamericano de Desarrollo, dall’Organizzazione degli Stati Americani e dalla Commissione Economica per l’America Latina ed i Caraibi (CEPAL), si stabilirono nove gruppi di lavoro incaricati delle aree principali dei negoziati: servizi; investimenti; acquisti del settore pubblico; accesso ai mercati (copertura delle tariffe doganali, misure non tariffarie, procedimenti doganali, regole d’origine, norme e barriere tecniche contro il commercio); agricoltura; diritti di proprietà intellettuale; sussidi, antidumping e diritti compensatori; politica competitiva e soluzione delle controversie.

 

Si stabilirono inoltre tre comitati speciali – fuori dai negoziati - incaricati delle problematiche relative alle economie più piccole, alla società civile ed al commercio elettronico. Questi comitati e gruppi di lavoro si sono riuniti con maggiore frequenza durante gli anni 1999 e 2000, e nei primi mesi del 2001, con più di 900 negoziatori commerciali e montagne di documenti, a Miami, dove si realizza la maggior parte delle riunioni.

 

Sin dal principio, le grandi imprese, le loro corporazioni e i rispettivi gruppi dirigenti sono stati parte integrante del processo. Negli Stati Uniti, una serie di comitati di imprenditori fanno da consulenti ai negoziatori di questo paese e, grazie ad un sistema di comitati di consulenza commerciale, a più di 500 rappresentanti di imprese è assicurata l’autorizzazione, la sufficiente sicurezza e l’accesso ai documenti dei negoziati dell’ALCA. Nella riunione ministeriale celebrata a Toronto nel novembre 2000, i ministri del commercio delle Americhe hanno raggiunto l’accordo per implementare 20 "misure di facilitazione commerciale” in un termine massimo di un anno al fine di facilitare l’integrazione doganale.

 

Uno dei compiti dei negoziatori è quello di acquisire e consolidare le componenti chiave di una serie di accordi commerciali e d’investimenti stabiliti nell’area, inclusi: il TLC, un accordo di libero commercio e investimenti tra Canada, Stati Uniti e Messico; il Mercosur, un mercato comune del Cono Sud costituito da Brasile, Argentina, Paraguay ed Uruguay; il Patto Andino; e Caricom, la comunità dei Caraibi. Sono stati firmati inoltre una serie di trattati bilaterali d’investimento (BIT) tra singoli paesi sulla base del modello "investitore-stato" del TLC, con il quale le imprese possono portare a giudizio direttamente i governi per presunte violazioni dei diritti di proprietà senza che prima intervengano i rispettivi governi. Esistono alcune differenze tra questi patti ed accordi. Ad esempio, la meta del Mercosur è quella di trasformarsi in mercato comune; il TLC, da parte sua, non ha stabilito norme comuni in tema di lavoro tra i tre membri e, chiaramente, gli Stati Uniti non tollererebbero il libero movimento dei lavoratori provenienti dal Messico. In cambio, il Mercosur contiene alcune disposizioni e programmi d’indole sociale per i lavoratori licenziati che non sono previste dal Trattato di Libero Commercio dell’America del Nord.

 

Però le somiglianze tra questi trattati hanno più peso delle differenze. Tanto il TLC come il MERCOSUR, includono misure per liberalizzare gli investimenti stranieri e accordano diritti di trattamento nazionale (non discriminante) agli investitori stranieri. Entrambi proibiscono i "requisiti di impegno" con i quali gli investitori stranieri sono costretti a sostenere l’economia locale ed assumere i lavoratori del luogo.

 

Entrambi i trattati, inoltre, si fondano su un modello di liberalizzazione del commercio e degli investimenti che si conforma strettamente ai Programmi di Aggiustamento Strutturale (SAP) introdotti in precedenza in America Latina dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale (FMI). Sulla base di questi programmi, la maggior parte dei paesi in via di sviluppo è stata obbligata ad abbandonare l’industria nazionale per dare spazio agli interessi delle imprese transnazionali; ad utilizzare le migliori terre agricole per produrre coltivazioni d’esportazione con il fine di saldare i debiti esterni; a ridurre la spesa pubblica dei programmi sociali e ad abbandonare i programmi di attenzione medica, educativi e della sicurezza sociale universale; a liberalizzare i propri settori elettrici, dei trasporti, dell’energia e delle fonti naturali; a ritirare le barriere che regolamentavano gli investimenti stranieri.

 

Nei negoziati esistono tensioni per la leadership. Dal 1995, il governo statunitense non è stato in grado di rinnovare la propria legislazione sulla negoziazione rapida (fast-track) che, in particolare, autorizza il congresso ad adottare accordi di libero commercio nel suo insieme. Ciò ha dato al Brasile, indiscutibilmente il leader economico dell’America Latina, l’opportunità di rimettere in discussione la supremazia degli Stati Uniti nei negoziati e di presentarsi come il soggetto migliore per dirigere il processo d’integrazione economica delle Americhe.

 

L’invasione della comunità imprenditoriale dell’Unione Europea in America Latina, specialmente nei settori delle banche, delle telecomunicazioni, delle automobili e dei prodotti di consumo, è inoltre servita come catalizzatore della rivendicazione della leadership statunitense nell’emisfero. La UE ha intensificato la propria presenza nella regione, negoziando accordi di libero commercio e investimenti con paesi singoli come ad esempio Cile, Messico e Brasile.

 

Gli Stati Uniti hanno bisogno che l’ALCA si concluda in modo soddisfacente per mantenere il predominio del suo settore imprenditoriale nella regione.

 

Esiste comunque una maggiore pressione affinché l’ALCA giunga felicemente in porto, dopo il fallimento dell’Accordo Multilaterale sugli Investimenti (MAI) nella prima riunione ministeriale del WTO nel 1996 e in occasione dell’incontro dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) nel 1998, oltre alla chiusura del "Millennium Round" del WTO a Seattle nel dicembre 1999. Effettivamente, è difficile per i funzionari del WTO individuare una località dove celebrare una nuova riunione ministeriale. A sua volta, l’APEC, il foro per la cooperazione economica Asia-Pacífico, sta barcollando e pochi credono che esso si converta in una zona di libero commercio e investimenti, come invece si sperava.

 

Molti osservatori e specialisti del commercio hanno identificato l’ALCA come l’erede naturale di questi progetti falliti e temono che un altro fracasso di questo genere possa condurre alla sospensione per anni degli accordi generali di libero commercio. In effetti, in una dichiarazione diffusa nel gennaio 2000, il rappresentante commerciale aggiunto degli Stati Uniti, Peter Allegeier, ha dichiarato che l’ALCA ha ricoperto una nuova importanza dopo il fiasco di Seattle ed è assai probabile che aspiri a trascendere la portata del WTO, senza la necessità di interazione con esso.

 

Il successivo Summit delle Americhe a livello ministeriale è stato realizzato nella città di Quebec nell’aprile 2001. Nel corso della riunione è stata presentata ai leader una prima bozza del Trattato di Libero Commercio, di carattere decisamente provvisorio, sulla base della quale s’inizierà ad elaborare il testo integrale. Originariamente, si sperava di terminare e implementare l’accordo per l’anno 2005; ciò nonostante, alcuni paesi, compresi Cile e Stati Uniti, stanno esercitando una pressione sugli altri per anticipare la data di ratifica al 2003, anche se questo dipenderà dallo sviluppo dei negoziati nella prossime riunioni interministeriali.

 

Cosa contiene l’ALCA?

Essenzialmente, secondo quanto è stato programmato, l’ALCA è un’espansione del TLC dell’America del Nord, sia nel senso d’includere una serie di nuovi paesi nel patto sia in quello di estendere la portata del libero commercio ad altri settori sulla base di nuove e rigorose disposizioni del WTO. In una dichiarazione emessa in occasione del vertice originario di Miami del 1994, i ministri presentarono una serie di raccomandazioni. Si dichiarava che si era giunti ad un accordo relativo a vari "obiettivi e principi" chiave, tra i quali:

 

l’integrazione economica dell’emisfero

il fomento dell’integrazione dei mercati del capitale

la coerenza in relazione all’Organizzazione Mondiale del Commercio

-     l’eliminazione delle barriere commerciali doganali e non

-     l’eliminazione dei sussidi a favore degli esportatori agricoli

-     l’eliminazione delle barriere agli investimenti stranieri

-   il quadro giuridico per proteggere gli investitori ed i rispettivi investimenti

-     le misure per migliorare le acquisizioni del settore pubblico

-     i nuovi negoziati per includere i servizi

 

D’allora in poi, l’informazione su ciò che è esattamente contenuto nell’ALCA è stata scarsa. Tuttavia, dopo le riunioni con l’ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti, l’entità denominata Public Citizen's Global Trade Watch ha dato informazione che gli Stati Uniti si sono impegnati a liberalizzare il settore dei servizi, compresi la sanità, l’educazione, i servizi ambientali e quelli idrici. L’ALCA, inoltre, includerà disposizioni in merito agli investimenti simili a quelle che erano contenute nel fallito Accordo Multilaterale sugli Investimenti e nel Capitolo II del TLC, secondo cui le imprese potranno portare a giudizio direttamente i governi per i guadagni che sono andati perduti a causa della promulgazione di leggi destinate a proteggere la salute e la sicurezza, le condizioni lavorative o le norme ambientali.

 

Il Gruppo di Miami – Stati Uniti, Canada, Argentina e Cile – ha come obiettivo quello di costringere tutti i paesi delle Americhe ad accettare la biotecnologia e gli alimenti geneticamente modificati (OGM), cosa che promuoverebbe gli interessi di imprese biotecnologiche come Cargill, Monsanto ed Archer Daniels Midland, senza pertanto tener conto delle richieste di sopravvivenza dei piccoli agricoltori, dei contadini e delle comunità dell’intera America Latina. Infine, secondo quanto informa Public Citizen, gli Stati Uniti stanno cercando di estendere al resto dell’emisfero, le regole del protezionismo delle imprese sulle patenti, secondo quanto previsto nelle regole del TLC che concedono all’impresa titolare di una patente in un paese determinato, i diritti di commercializzazione di un articolo in tutta la regione, cosa che in conseguenza rende impossibile l’accesso della popolazione alle medicine tradizionali.

 

Comunque, i rapporti degli stessi negoziatori sono passati inavvertitamente nelle mani dell’opinione pubblica.

 

Ultimamente, è filtrato un rapporto confidenziale del gruppo di negoziazione dei servizi datato 7 ottobre 1999. Esso contiene i piani dettagliati sulle disposizioni dell’ALCA in materia di servizi. Sherri M. Stephenson, Vicedirettrice del Commercio dell’Organizzazione degli Stati Americani, ha elaborato uno scritto per una conferenza del commercio che si sarebbe dovuta realizzare nel marzo 2000 a Dallas, Texas, nel quale si dava informazione sul mandato e sui progressi dei nove gruppi di lavoro, classificati per settore. Anche i siti Web dell’ALCA ed i documenti del governo canadese contengono informazioni importanti.

 

Nell’insieme, questi rapporti rivelano un piano per creare il trattato commerciale più ampio che mai sia stato negoziato. La combinazione di un accordo sui servizi totalmente nuovo nell’ALCA e le disposizioni esistenti (e chissà quanto ancora più estese) del TLC rispetto agli investimenti, rappresentano una minaccia del tutto nuova a tutti gli aspetti della vita dei popoli delle Americhe. Questa potente combinazione darà alle imprese transnazionali dell’emisfero nuovi diritti, perfino nelle aree che si presumevano protette della salute, della sicurezza sociale, dell’educazione, dei servizi di protezione dell’ambiente, della somministrazione dell’acqua, della cultura, della protezione delle risorse naturali e di tutti i servizi governativi, tanto federali come provinciali e municipali.

 

Mandati dei nove gruppi di negoziazione

 

1.       Servizi

 

Il mandato del gruppo di negoziazione dei servizi è di ordine generale: "Stabilire discipline per liberalizzare progressivamente il commercio dei servizi, in modo che si possa raggiungere un’area emisferica di libero commercio, in condizioni di certezza e trasparenza" e sviluppare un quadro normativo "che incorpori diritti e doveri sui servizi di portata integrale". Si tratta di un nuovo trattato disegnato con il fine di renderlo compatibile con l’Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (GATS) – negoziato sui servizi del WTO attualmente in corso.

 

L’Accordo Generale sul Commercio dei Servizi fu stabilito nel 1994, a conclusione dell’Uruguay Round del GATT, ed è stato uno dei trattati adottati quando fu costituito il WTO nel 1995. i negoziati sarebbero iniziati cinque anni dopo con l’obiettivo di "elevare gradualmente il livello di liberalizzazione". Esattamente per come era stato programmato, le trattative iniziarono nel febbraio 2000, sotto la presidenza dell’ambasciatore canadese presso il WTO (ed ex-Ministro del Commercio Internazionale) Sergio Marchi. La meta comune di Europa, Stati Uniti e Canada è quella di raggiungere un accordo generale entro il dicembre 2003.

 

Si tratta di un "accordo di ordine multilaterale", il che significa che all’inizio si definisce un amplio mandato e successivamente si aggregano nuovi settori e regole mediante negoziati permanenti.

 

Principalmente, il GATS ha il mandato di restringere le azioni del governo relative ai servizi per mezzo di un complesso di limitazioni giuridiche di carattere vincolante, con il supporto di sanzioni commerciali gestite dal WTO. Lo scopo fondamentale è di restringere la somministrazione dei servizi a tutti i livelli governativi e di facilitare l’accesso ai contratti governativi da parte delle imprese transnazionali in innumerevoli aree, comprese la sanità, la cura ospedaliera, l’attenzione domiciliare, l’odontologia, la puericultura, la cura degli anziani, l’educazione primaria, secondaria e post-secondaria, i musei, le biblioteche, i servizi giuridici, l’assistenza sociale, l’architettura, l’energia, i servizi idrici, i servizi di difesa ambientale, la proprietà immobiliare, le assicurazioni, il turismo, i servizi postali, i trasporti, il campo editoriale, la telediffusione e molti altri settori.

 

Il trattato dei servizi dell’ALCA ha una portata ancora più amplia di quello del GATS.

 

Oltre ad includere "diritti e doveri integrali", sarà applicabile a "tutte le misure (che secondo il Canada significano 'leggi, regolamenti ed altri strumenti regolatori ufficiali') che affettano il commercio dei servizi, e che sono state prese da ogni livello governativo, quando questo agisce secondo i poteri concessi dalle autorità di governo".

 

L’accordo sui servizi, secondo il gruppo negoziatore, dovrebbe avere "copertura universale su tutti i settori dei servizi". Si concede ai governi il diritto di regolare questi servizi, anche se unicamente nei modi compatibili con le "discipline stabilite nel contesto del trattato dell’ALCA". L’ambito del trattato sui servizi ha sei elementi di consenso.

 

Essi includono:

 

-  la copertura settoriale ("copertura universale di tutti i settori di servizio");

-  il trattamento di nazione favorita (l’accesso concesso ad investitori/imprese di un paese dell’ALCA dovrà essere concesso a tutti gli investitori/imprese degli altri paesi dell’ALCA);

-  il trattamento nazionale (dovrà essere dato agli investitori/imprese di tutti i paesi dell’ALCA, lo stesso trattamento che si dà ai fornitori di servizi nazionali e locali);

-  accesso ai mercati ("discipline aggiuntive in relazione alle misure che restringono la possibilità dei fornitori di servizi a fare ingresso nei mercati");

-  trasparenza (discipline "che rendano pubbliche tutte le misure pertinenti, le quali potrebbero includere, tra le altre, nuove leggi, regolamenti, direttrici amministrative e accordi internazionali adottati da tutti i livelli di governo che affettino il commercio dei servizi");

-  negazione dei benefici ("i membri dell’ALCA goderanno della capacità di negare i benefici dell’accordo sui servizi ad un fornitore che non adempi con i criteri stabiliti". I criteri includerebbero "la proprietà, il controllo, la residenza e le attività imprenditoriali sostanziali)”.

 

Questa lista presenta i nuovi poteri di portata integrale di un trattato commerciale che annulla la regolamentazione governativa e che concede immense facoltà alle imprese dei servizi in un ALCA allargato. Ad esempio, se s’includeranno i diritti di trattamento nazionale nell’ALCA, tutti i servizi pubblici, ad ogni livello di governo, dovranno essere aperti alla competizione delle imprese straniere di servizi, con fini di lucro. Quest’accordo proibirebbe ad ogni governo nazionale o territoriale di offrire finanziamenti preferenziali a fornitori nazionali nei differenti servizi come ad esempio la sanità, la puericultura, l’educazione, i servizi municipali, le biblioteche, la cultura ed i servizi idrici e le fognature.

 

La combinazione di questo amplio accordo sui servizi e l’estensione delle regole d’investimento, concedono poteri senza precedenti all’ALCA ed agli interessi privati che sono promossi dal trattato. Per la prima volta in un accordo di commercio internazionale, le imprese di servizio transnazionali conteranno sui diritti competitivi in una gamma intera di settori di somministrazione dei servizi governativi ed avranno il diritto a portare a giudizio qualsiasi governo che resista alle loro richieste d’indennizzo finanziario. Le parole di Sherri Stephenson, Vicedirettrice del Commercio della OEA, mostrano chiaramente come la meta reale di questo gigante del settore servizi ed investimenti, sia di ridurre o distruggere la capacità dei governi dell’emisfero di somministrare servizi finanziati dal settore pubblico (considerati come "monopoli" nel mondo del commercio internazionale):

 

"poiché i servizi non siano soggetti a barriere come le tassi doganali o imposte, l’accesso ai mercati non dovrà essere ristretto dai regolamenti nazionali. Pertanto, la liberalizzazione del commercio dei servizi presuppone la modifica delle leggi e dei regolamenti nazionali, cosa che rende difficili e sensibili questi negoziati per i governi".

 

Il gruppo di negoziazione sui servizi dell’ALCA ha richiesto l’organizzazione degli inventari nazionali sulle misure che incidono (cioè inibiscono) sul libero commercio dei servizi.

 

2.  Investimenti

 

Il gruppo di negoziazione sugli investimenti ha il compito di stabilire un "quadro legale giusto e trasparente per promuovere gli investimenti mediante la creazione di un ambiente stabile e certo che protegga l’investitore, i suoi investimenti e i flussi relazionati, senza creare ostacoli agli investimenti provenienti da fuori l’emisfero". Si sostiene nel capitolo relativo agli investimenti del TLC, il Capitolo 11, secondo quanto spiega Barry Appleton, esperto canadese sugli aspetti legali del commercio, "che questo è il cuore e lo spirito del TLC". Il TLC è stato il primo trattato di commercio internazionale al mondo a permettere che un interesse privato, normalmente un’impresa o un settore industriale, passi al di sopra del proprio governo e, nonostante esso non sia firmatario del trattato, può mettere in questione le leggi, le politiche e le pratiche di un altro governo membro del TLC se queste leggi, politiche e pratiche incidono sui diritti dell’impresa in questione. Il Capitolo 11 concede all’impresa il diritto di condurre a giudizio il governo per i guadagni perduti attuali e futuri a causa delle azioni di questo governo, indipendentemente dalla legalità di queste azioni o dal proposito per il quale sono state realizzate.

 

Il Capitolo 11 è stato utilizzato con successo dall’impresa Ethyl Corp. della Virginia per obbligare il governo canadese a revocare la legislazione che proibiva la vendita al di là delle frontiere del suo prodotto, l’MMT, un additivo per la benzina che è stato proibito in molti paesi e che il primo ministro canadese Jean Chrétien ha definito in un’occasione come "pericolosa neurotossina". Anche la S. D. Myers, un’impresa statunitense dedita all’eliminazione dei residui di PCB, ha minacciato di utilizzare il Capitolo 11 per obbligare il Canada a revocare la proibizione delle esportazione di PCB – interdizione con cui il paese si era impegnato in modo d’adempiere alla Convenzione di Basilea, accordo che proibisce la movimentazione tra le frontiere dei rifiuti pericolosi. La compagnia statunitense ha condotto a giudizio con successo il governo canadese ed ha percepito 50 milioni di dollari per danni e pregiudizi in relazione agli affari perduti durante il breve periodo in cui fu mantenuta la proibizione.

 

Un’impresa di esportazione dell’acqua, la Sun Belt Water Inc. di Santa Barbara, California, ha portato a giudizio il governo canadese per 14 miliardi di dollari poiché la Columbia Britannica ha proibito l’esportazione di acqua in grandi quantità nel 1993, azione che ha reso impossibile l’affare dell’esportazione di acqua dell’impresa in quella provincia. Inoltre, la compagnia canadese Methanex – la più grande produttrice di metanolo del mondo – ha condotto a giudizio il governo statunitense poiché lo stato della California ha ordinato nel 1999 il ritiro progressivo di questo controverso inquinante utilizzato come additivo della benzina.

 

Nel 1996, la Metalclad Corporation, un’impresa statunitense di eliminazione dei residui, accusò il governo messicano di violare il Capitolo 11 quando lo Stato di San Luis Potosí negò il permesso d riaprire gli impianti di eliminazione dei rifiuti. Il governatore dello Stato ordinò la chiusura del sito dopo che uno studio geologico dimostrò che gli impianti avrebbero contaminato la fornitura locale dell’acqua. Successivamente, il governatore dichiarò che il sito avrebbe fatto parte di un’area ecologica di 600.000 acri (quasi 243.000 ettari). La Metalclad dichiarò che ciò costituiva un atto di espropriazione e iniziò una causa per danni e pregiudizi. Nell’agosto 2000, un tribunale del TLC ha emesso un giudizio a favore dell’impresa e ha ordinato al governo messicano di pagare 16,7 milioni di dollari a titolo d’indennizzo.

 

Il gruppo negoziatore degli investimenti ha registrato considerevoli progressi per ciò che riguarda l’inclusione nell’ALCA dei diritti di investitore-stato previsti attualmente dal TLC, in alcuni casi potenziandoli, incluso: la definizione basica di investimento e investitore; l’estensione della sua applicazione (amplissima); il trattamento nazionale (nessun paese può discriminare, favorendo il settore nazionale); il trattamento di nazione favorita (l’accesso che si concede agli investitori di un paese membro dell’ALCA dovrà essere concesso agli investitori di tutti i paesi membri dell’ALCA); l’espropriazione e l’indennizzo a causa delle perdite (un "investitore o un’impresa possono reclamare l’indennizzo finanziario per i guadagni e gli affari che si sono perduti a causa della creazione o dell’implementazione di regolamenti, comprese le leggi ambientali, da parte del governo di un altro firmatario del TLC); il personale chiave (potere delle imprese di trasferire i propri professionisti e tecnici da un paese all’altro al di fuori del normale processo di migrazione); i requisiti di disimpegno (limitazione o eliminazione del diritto di un paese ad esigere requisiti di disimpegno in relazione agli investimenti stranieri); e la soluzione delle controversie (un gruppo di burocrati designati dal settore commerciale possono invalidare la legislazione governativa o obbligare il governo in questione a pagare un indennizzo per mantenere in vigore la legislazione).

 

L’inclusione delle disposizioni sugli investimenti di portata così ampia, permette di introdurre nell’ALCA l’Accordo Multilaterale sugli Investimenti, una proposta di trattato sugli investimenti dell’OCSE che è stata abbandonata per la forte resistenza della società civile. In combinazione con la proposta sulle disposizioni rafforzate sull’accesso ai mercati, sull’agricoltura ed i diritti di proprietà intellettuale, e con la proposta sulle disposizioni di amplia portata sui servizi e le acquisizioni del settore pubblico. Queste disposizioni sugli investimenti daranno nuovi poteri alle imprese dell’emisfero che le permetteranno di questionare tutti i regolamenti e le attività del governo, e di privarlo della capacità di assicurare la sicurezza sociale e la protezione sanitaria ai propri cittadini.

 

3.  Le acquisizioni del settore pubblico

 

Il mandato del gruppo di negoziazione sulle acquisizioni del settore pubblico è chiarissimo: "ampliare l’accesso al mercato per le acquisizioni del settore pubblico dei paesi dell’ALCA" all’interno di un nuovo accordo. Ciò sarà ottenuto mediante "un quadro normativo che assicuri l’apertura e la trasparenza nei procedimenti di acquisizione del settore pubblico" che assicuri "la non discriminazione nelle acquisizioni del settore pubblico" e "un esame imparziale ed equo per la risoluzione delle controversie e de gli appelli relativi alle acquisizioni del settore pubblico".

 

Il mandato dell’ALCA per ciò che riguarda le acquisizioni del settore pubblico sembra andare oltre di quanto previsto dal WTO – il trattato del WTO sulle acquisizioni del settore pubblico – il cui fine è evitare che i governi fomentino lo sviluppo dell’economia nazionale al momento dell’acquisto dei beni. Le misure colpite dal WTO comprendono quelle che favoriscono i fornitori locali o nazionali, stabiliscono norme di contenuto nazionale o impongono regole d’investimento nella comunità. Ciò nonostante, per il momento, la WTO non mette in pratica le regole d’accesso ai mercati o il trattamento nazionale sugli acquisti dei beni e dei servizi governativi diretti. Il gruppo di negoziazione dell’ALCA sembra tuttavia andare molto più lontano, nell’assicurare l’apertura di tutti i contratti, i servizi e i beni governativi a licitazioni alle quali potranno partecipare altre imprese dei paesi dell’ALCA. Il gruppo di negoziazione ha sollecitato un inventario dei sistemi di classificazione internazionali pertinenti, come anche una compilazione delle statistiche sugli acquisti di ogni governo.

 

4.  L’accesso ai mercati

 

Il mandato del gruppo di negoziazione sull’accesso ai mercati è quello di selezionare una metodologia ed un cronogramma per l’eliminazione delle tariffe doganali e delle restanti barriere non tariffarie, e di concordare il ritmo con cui si ridurranno le tariffe. Le tariffe doganali sono imposte di frontiera; sotto il TLC e il WTO, sono state in buona parte eliminate in Canada e nelle Americhe. Le barriere non tariffarie comprendono tutte quelle regole, politiche e pratiche governative, a parte delle tariffe, che possono avere un impatto sul commercio. Potenzialmente, le barriere non tariffarie includono tutto ciò che viene realizzato da un governo, comprese la prestazione di servizi e la protezione della salute e della sicurezza dei cittadini. La sua inclusione nel mandato di questo gruppo di negoziazione estende considerevolmente la portata delle disposizioni sull’accesso ai mercati del TLC.

 

Queste disposizioni si estendono anche in un altro modo importante. Secondo il TLC, l’accesso ai mercati è soggetto ad un trattamento nazionale. Ciò significa che i beni importati provenienti da un altro paese del TLC devono essere trattati "non meno favorevolmente" dei beni nazionali. Il trattamento nazionale che è disposto dal TLC non si estende tuttavia alle acquisizioni del settore pubblico o ai sussidi nazionali, e viene applicato ai servizi unicamente in forma limitata. Ciò protegge la maggior parte dei programmi governativi nel caso in cui venga messo in discussione il trattamento nazionale.

 

Con le regole proposte dall’ALCA, sembra che le regole di accesso ai mercati copriranno una gamma più amplia di servizi. Le restrizioni in materia di acquisizioni del settore pubblico che permettono ai governi di proteggere i fornitori locali saranno inoltre rimesse in discussione dall’espansione del mandato sulle disposizioni relative alle acquisizioni del settore pubblico.

 

In aggiunta, è stato assegnato al gruppo di negoziazione sull’accesso ai mercati il compito d’identificare ed eliminare "le barriere tecniche commerciali" esattamente come succede con il WTO.

 

L’accordo sulle barriere tecniche al commercio (TBT) del WTO è un regime internazionale per armonizzare le norme applicabili all’ambiente e ad altri settori che crea effettivamente un limite anche se no un piano per tale regolamentazione. Secondo le regole dell’accordo, una nazione deve essere pronta a dimostrare, nel caso in cui venga denunciata, che le sue norme ambientali e di sicurezza sono "necessarie" e che richiedono "i mezzi meno restrittivi dal punto di vista commerciale" per raggiungere le mete della conservazione, della sicurezza alimentare o della normalizzazione sanitaria. Ciò significa che una nazione ha l’obbligo di dimostrare un elemento negativo, cioè che non esiste nessun’altra misura compatibile con il WTO che protegga l’ambiente. L’accordo TBT del WTO stabilisce inoltre un codice di procedimento oneroso per stabilire nuove leggi e regolamenti, così esigente che sarebbe assai difficile per qualsiasi nazione adempiere ad esso.

 

Sebbene il TLC contenga disposizioni sulle norme tecniche, queste non sono così rigorose come quelle dell’accordo TBT del WTO. Certamente il TLC esige che le barriere tecniche non costituiscano "un ostacolo non necessario al commercio". Il TLC riconosce tuttavia il diritto di tutte le parti a mantenere norme e misure regolatrici che promuovano un livello più alto di protezione di quello che si otterrebbe con misure fondamentali delle norme internazionali, sempre e quando queste norme siano applicate in modo che non discriminino tra beni importati e nazionali. Nello scegliere le disposizioni più ristrette del WTO, i negoziatori dell’ALCA hanno introdotto restrizioni più rigorose a danno dei governi delle Americhe, limitandone il diritto a regolare gli interessi dei propri cittadini.

 

5.  L’agricoltura

 

Il mandato del gruppo di negoziazione sull’agricoltura è di eliminare i sussidi all’esportazione agricola che affettino il commercio nell’emisfero, sulla base dell’accordo sull’agricoltura (AOA) del WTO; di "disciplinare" altre pratiche agricole che distorcono il commercio; e di garantire che le "misure sanitarie e fitosanitarie" non siano utilizzate come una barriera occulta al commercio, utilizzando l’accordo del WTO come modello.

 

Le disposizioni dell’accordo sull’agricoltura del WTO stabiliscono una serie di regole sul commercio degli alimenti e restringono le politiche agricole nazionali per ciò che riguarda il livello di appoggio agli agricoltori, la capacità di mantenere riserve di alimenti d’emergenza, la fissazione di regole di sicurezza alimentare e la capacità di garantire la fornitura di alimenti.

 

L’accordo del WTO sull’applicazione delle norme sanitarie e fitosanitarie (SPS) stabilisce restrizioni alle politiche governative relative alla sicurezza degli alimenti e alla salute animale e vegetale, dai pesticidi e inquinanti biologici all’ispezione sugli alimenti, l’etichettatura dei prodotti e degli alimenti geneticamente modificati. Allo stesso modo che nel caso del TBT, l’accordo SPS del WTO va più lontano di quello del TLC.

 

Le disposizioni del TLC, in sé, non impongono nessuna norma specifica; stabiliscono un criterio generale per garantire che le misure SPS siano impiegate per ragioni scientifiche legittime e non occultino barriere al commercio. I paesi membri hanno ancora la facoltà di assumere misure SPS con lo scopo di proteggere la vita e la salute degli uomini, degli animali e delle piante ai livelli che considerino "adeguati".

 

Mentre il TLC "incoraggia" le parti affinché armonizzino le loro misure sulla base delle norme internazionali pertinenti, il WTO ha come meta di eliminare il potere di decisione dei governi nazionali rispetto la salute, l’alimentazione e la sicurezza, e di assegnarlo ad entità giuridiche internazionali come il Codice Alimentare, un gruppo d’élite di scienziati con sede a Ginevra, controllato principalmente dalle grandi imprese agroalimentari.

 

L’accordo SPS del WTO è stato utilizzato per distruggere il "principio di precauzione"; secondo l’accordo, esso non aveva fondamenti sufficienti per stabilire controlli regolatori. (Il principio di precauzione permette di portare a termine azioni regolatrici quando esistono rischi di danno, ed anche se esiste incertezza scientifica sulla portata e la natura dell’impatto potenziale che potrebbe avere un prodotto od una pratica.) Nello scegliere l’accordo SPS del WTO e non le disposizioni SPS del TLC, coloro che elaborano il trattato dell’ALCA puntano ad eliminare completamente il diritto dei singoli governi delle Americhe a stabilire norme nelle aree cruciali della sanità, della sicurezza alimentare dell’ambiente.

 

6.  I diritti di proprietà intellettuale

 

Il mandato del gruppo di negoziazione sui diritti di proprietà intellettuale è di “ridurre le distorsioni del commercio emisferico e di promuovere e assicurare un’adeguata ed effettiva protezione dei diritti di proprietà intellettuale”.

 

Il termine proprietà intellettuale si riferisce a tipi di proprietà intangibile come le patenti, che generalmente assegnano al titolare un potere esclusivo. Le regole commerciali della proprietà intellettuale estendono questo diritto esclusivo, spesso esercitato dalle imprese, ad altri paesi firmatari dell’accordo. A partire del 1º gennaio 2000, tutti i paesi dell’ALCA sono soggetti alle regole dell’Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale relazionati con il commercio (TRIPS).

 

Quest’accordo stabilisce regole mondiali da attivare sulle patenti, il copyright ed i marchi registrati.

 

Attualmente esso è andato molto al di là del fine iniziale di proteggere le invenzioni originali o i prodotti culturali e permette così la pratica di patentare piante e forme animali come anche sementi. Esso promuove prioritariamente i diritti privati delle imprese su quelli delle comunità locali e del patrimonio genetico e della medicina naturale. Permette alle imprese farmaceutiche di mantenere la carestia delle medicine; ultimamente, l’accordo TRIPS è stato invocato per evitare che i paesi in via di sviluppo somministrino medicine generiche meno care ai pazienti di AIDS del Terzo Mondo.

 

Il gruppo di negoziazione sulla proprietà intellettuale dell’ALCA ha fatto sapere che potrebbe andare più lontano dell’accordo TRIPS del WTO in certe aree non meglio specificate. Senza dubbio, potendo contare con i poteri addizionali del Capitolo 11, la clausola dell’investitore-stato, i diritti di proprietà intellettuale dell’ALCA si beneficeranno di poteri di esecuzione addizionali come multe in contanti e pene severe.

 

7.  Sussidi, antidumping e diritti compensatori

 

Il mandato del gruppo di negoziazione sui sussidi, l’antidumping ed i diritti compensatori è di "esaminare il modo di rendere più profonde, se ciò fosse possibile, le discipline esistenti che figurano nell’Accordo sulle Sovvenzioni e le Misure Compensatrici del WTO e... di giungere ad un’intesa comune con il fine di migliorare, quando sarà possibile, le regole e i procedimenti relativi all’operatività e all’applicazione delle legislazioni sul dumping e sulle sovvenzioni, in modo da non creare ostacoli ingiustificati al commercio nell’Emisfero".

 

L’accordo del WTO stabilisce limiti rispetto a quello che i governi possono o non possono sussidiare. Molti paesi in via di sviluppo lo hanno criticato severamente poiché esso favorisce i paesi dell’Emisfero Nord e le grandi imprese agroalimentari. L’Articolo XXI del GATT esclude inoltre le attività della sfera militare, compresi i sussidi massivi governativi alla ricerca e l’esportazione, per proteggere gli "interessi essenziali della sicurezza” dei governi.

 

Poiché l’esenzione della sicurezza protegge l’industria bellica dall’intervento del WTO, ciò fomenta la spesa dei governi nel settore militare e in qualsiasi settore industriale collegato alla sicurezza nazionale. Considerando il fatto che la maggior parte delle spese militari si concentra nelle economie di pochi paesi dell’Emisfero Nord, l’esenzione della sicurezza dal WTO dà a questi paesi un immenso vantaggio competitivo rispetto ai paesi più piccoli.

 

8.  La politica competitiva

 

Il mandato del gruppo di negoziazione sulle politiche competitive è di "garantire che i benefici del processo di liberalizzazione dell’ALCA, non siano ridotti da pratiche imprenditoriali anticompetitive". Il gruppo di negoziazione ha concordato di "giungere alla realizzazione di una copertura giuridica e istituzionale a livello nazionale, subregionale o regionale che vieti l’esecuzione di pratiche imprenditoriali anticompetitive" e "di sviluppare meccanismi che facilitino e promuovano lo sviluppo della politica competitiva e garantiscano l’applicazione delle norme sulla libera competizione tra e all’interno dei paesi dell’Emisfero".

 

La meta della politica competitiva, elemento relativamente nuovo nei negoziati commerciali, è principalmente quella di ridurre o eliminare le pratiche che sembrerebbero proteggere i monopoli nazionali. Il Canada propone che ogni paese adotti le misure e "intraprenda l’azione necessaria" per "proibire la condotta commerciale anticompetitiva".

 

Apparentemente, il fine è quello di promuovere la competizione; però il risultato, principalmente per i paesi in via di sviluppo, è che essi saranno obbligati a smembrare i monopoli esistenti per offrire alle imprese transnazionali straniere l’eccellente opportunità di comprare le imprese nazionali più piccole e stabilire un nuovo monopolio protetto dagli accordi del WTC come quelli TRIPS e dall’Accordo sui Servizi Finanziari che proteggono le mega-fusioni mondiali.

 

9.  La soluzione delle controversie

 

Il mandato del gruppo di negoziazione sulla soluzione delle controversie è di "stabilire un meccanismo equo, trasparente ed efficace per la soluzione delle controversie tra i paesi dell’ALCA" e "di disegnare i mezzi per facilitare e fomentare l’uso dell’arbitrato e di altri mezzi alternativi di soluzione delle divergenze per risolvere le controversie private in ambito ALCA". Resta ancora da vedere se il meccanismo di soluzione delle controversie sarà una copia del modello del TLC o del WTO. Il mandato del gruppo di negoziazione prevede tuttavia "di assumere, tra l’altro, l’intesa relativa alle norme ed ai procedimenti sui quali si regge la soluzione delle controversie del WTO". Se sarà questo il caso, è più probabile che il sistema dell’ALCA per la soluzione delle controversie tra i governi assomiglierà più a quello del WTO che del TLC.

 

Secondo il TLC, un paese che perde una causa di fronte ad un gruppo di soluzione delle controversie deve accettare il giudizio e offrire un "indennizzo adeguato” all’altro governo o, in caso contrario,  si vedrà soggetto a rappresaglie sotto la forma dei "benefici equivalenti". Il TLC non crea un insieme comune di leggi commerciali per i paesi membri. I gruppi di soluzione delle controversie del TLC giudicano sulla base delle leggi commerciali nazionali del paese importatore.

 

Da parte sua, la funzione del gruppo di soluzione delle controversie del WTO è di decidere se la pratica o la politica in questione di un determinato paese costituisce effettivamente una "barriera al commercio", e di annullare la pratica contestata se si giunge ad una delibera in questo senso. Secondo l’entità a cui è demandata la soluzione delle controversie del WTO, un paese, che spesso agisce in nome dei propri interessi imprenditoriali, può mettere in discussione le leggi, le politiche e i programmi di un altro paese e annullare le sue leggi nazionali. Il paese che perde ha tre alternative: cambiare la sua legislazione affinché corrisponda al giudizio del WTO; pagare permanentemente un indennizzo in contanti al paese vincitore, o vedersi soggetto a sanzioni commerciali severe e permanenti da parte del paese vincitore.

 

Decine di leggi nazionali e statali sulla sanità, sulla sicurezza alimentare e sull’ambiente sono state derogate mediante questo procedimento del WTO. Va altresì aggiunto che i giudizi colpiscono i paesi più poveri in modo differente di quelli ricchi. Le sanzioni applicate ai paesi che per sopravvivere dipendono da una o due coltivazioni per l’esportazione, possono essere devastanti. Non ci si deve sorprendere che la maggior parte delle impugnazioni del WTO sono state intraprese dai paesi ricchi. In effetti, gli Stati Uniti hanno promosso quasi la metà delle 117 impugnazioni intraprese tra il 1995 ed il 2000.

 

Guarda caso, il ricorso agli "investitori" privati (ossia le imprese), previsto nel Capitolo 11 del TLC, non esiste nel WTO. Sembra che i negoziatori dell’ALCA preferiranno mantenere i poteri di composizione privata delle controversie che sono contenuti nelle disposizioni investitore-stato del TLC, e che probabilmente opteranno per le condizioni più esigenti del WTO per ciò che riguarda le controversie tra gli stati. Ciò sarebbe conforme con le altre proposte dell’ALCA; qualunque sia il modello esistente o proposto che contenga le "discipline" più rigide, questo è il modello che sarà prescelto dall’ALCA.

 

Si sono riuniti inoltre, tre comitati non negoziatori.

 

Il comitato sulle economie più piccole ha "riconosciuto l’asimmetria" tra i differenti paesi delle Americhe e la necessità di elaborare un piano "con lo scopo di creare opportunità per la partecipazione totale delle economie più piccole ed aumentare il loro livello di sviluppo". Ciò nonostante, il piano sembra essere impreciso e consiste principalmente nel fornire "un data base sulle necessità di assistenza tecnica delle economie più piccole". In nessuna parte del mandato di questo comitato si riconosce l’immensa disparità tra i ricchi e i poveri dell’emisfero, sia all’interno di ogni paese sia tra le differenti nazioni.

 

Il comitato sulla società civile riconosce che "la società civile si è affermata come il nuovo protagonista nel dialogo sul commercio". Sebbene il suo mandato è di ricevere punti di vista della società civile per analizzarli e presentare la gamma di opzioni ai ministri del commercio dell’ALCA", lo scopo di ogni dialogo è di "mantenere la trasparenza nel processo di negoziazione e portare al termine le negoziazioni in modo che si approfondisca la conoscenza e l’appoggio del pubblico all’ALCA". Sembra però che il vero ruolo che gioca il comitato non sia quello di ascoltare ma di seppellire ogni dialogo reale.

 

Effettivamente, dice Stephenson, il beneficio del lavoro di questo comitato "potrebbe alleggerire la pressione collegata alle problematiche del lavoro e dell’ambiente".

 

Da parte sua, il comitato congiunto degli esperti del settore pubblico e privato per il commercio elettronico, è un comitato importantissimo il cui tema di approfondimento ha tutte le caratteristiche di un settore emergente. Negli ultimi anni si c’è stata l’esplosione del commercio elettronico. Nel 2000, le vendita via Internet negli Stati Uniti hanno quasi raggiunto i 30 miliardi di dollari, con un aumento del 75% in un anno. Per il 2005 – l’anno in cui è prevista la ratifica dell’ALCA - il commercio elettronico potrebbe gestire un quarto del commercio mondiale. Gli Stati Uniti hanno come meta adottare regole mondiali per una deregulation del commercio elettronico orientato verso il mercato. Se si elimineranno le tasse in questo tipo di commercio, si potrebbero perdere annualmente miliardi di dollari, il che ridurrebbe ancora di più la base di finanziamento per i programmi di governo.

 

Il comitato, dominato in gran parte dai più potenti produttori di hardware, software ed attrezzature di comunicazione Internet, come ad esempio Microsoft ed AT&T, ha già eseguito importanti analisi sulle problematiche relative al commercio elettronico ed ha intercambiato opinioni con altre organizzazioni come il WTO e la OCSE. Ha dato incarico per portare a termine vari studi chiave su tutti gli aspetti del commercio elettronico e si sta trasformando chiaramente nel centro motore della famiglia dell’ALCA.

 

Il comitato per i negoziati commerciali dell’ALCA, ha individuato infine tre aree dove si realizzerebbero "accordi anticipati" – la silvicoltura, l’energia e la pesca - che si spera raggiungere prima possibile. Ciò significa che si potrebbe giungere ad un accordo in queste aree prima della data prevista per la ratifica dell’ALCA nel 2005, eliminando le tasse doganali su queste risorse ambientalmente sensibili senza che l’opinione pubblica abbia l’opportunità di far conoscere il proprio punto di vista.

 

Che impatto avrà l’ALCA sui popoli delle Americhe?

 

Sicurezza Sociale

 

I maggiori poteri proposti per l’ALCA, combinati con il Capitolo 11 del TLC e l’introduzione di una "copertura universale a tutti i settori di servizio", rappresentano una grave minaccia per i programmi sociali. Alcuni governi forniscono servizi di salute universale, educazione pubblica, puericultura, pensioni, assistenza sociale e molti altri servizi sociali senza fini di lucro.

 

Sino ad i recenti negoziati GATS, ed agli odierni negoziati dell’ALCA, molti governi hanno sostenuto che questi programmi sociali sono un diritto fondamentale dei cittadini e, in conseguenza, li hanno esclusi dagli accordi commerciali. Con questi due accordi tuttavia, tutti i governi delle Americhe si stanno esponendo a minacce di sanzioni commerciali da parte delle imprese transnazionali ‘prestatrici di servizi’, le quali hanno l’interesse di smantellare i monopoli governativi che restano nell’emisfero.

 

L’area dei servizi è il settore del commercio internazionale che manifesta il maggior livello di crescita. Di tutti i servizi, la sanità, l’educazione e l’acqua sono i settori potenzialmente più redditizi. Le spese mondiali per i servizi idrici attualmente superano il miliardo di dollari all’anno; nell’educazione superano i 2 miliardi di dollari e nella salute i 3,5 miliardi di dollari.

 

Le rapaci e potenti imprese transnazionali hanno assunto come target questi ed altri servizi; senza alcun dubbio, hanno la meta di smantellare completamente i servizi pubblici per sottometterli alle regole della competizione internazionale ed alle discipline del WTO e dell’ALCA. (A questo livello, più di 40 paesi, compresi tutti quelli dell’Europa, hanno incluso l’area dell’educazione nel GATS, aprendo così il settore dell’educazione pubblica alla competizione imprenditoriale straniera, e quasi 100 paesi hanno fatto lo stesso nel settore della salute.)

 

Negli Stati Uniti, la difesa della salute si è trasformata in un affare di immensa grandezza; le imprese giganti dei servizi di salute sono registrate nella borsa di commercio di New York. Rick Scott, presidente di Columbia, l’impresa ospedaliera con fini di lucro più grande del mondo, afferma che l’area della sanità è un affare uguale a quello delle aerolinee e si è impegnato a distruggere tutti gli ospedali pubblici del Nord America perché essi non sono "buoni soggetti imprenditori". Le entità d’investimento come Merrill Lynch e The Lehman Brothers prevedono che l’educazione pubblica si privatizzerà nell’emisfero entro i prossimi dieci anni, come è già accaduto con la salute pubblica, ed affermano che quando ciò si realizzerà si genereranno guadagni illimitati.

 

Se s’includono i servizi nell’ALCA, cosa che sembra essere certa, le imprese straniere con fini di lucro dei settori della salute, dell’educazione e di altri servizi sociali di tutto l’emisfero avranno il diritto di stabilire una "presenza commerciale" in qualsiasi parte del Nord, del Centro e del Sud America. Avranno diritto a competere per i fondi pubblici con le istituzioni pubbliche nella gestione di ospedali, scuole e giardini d’infanzia. Le norme che riguardano i lavoratori dei settori della salute, dell’educazione, della puericultura e dei servizi sociali saranno soggette alle regole e ai criteri dell’ALCA affinché non siano da ostacolo per il commercio. Le imprese educative dell’intero emisfero saranno autorizzate a conferire titoli. I servizi stranieri della telemedicina saranno legali. Nessun paese potrà frenare la competizione transnazionale dei professionisti della sanità e dell’educazione a basso costo. Se qualche governo, a qualsiasi livello, tentasse di ritirarsi e mantenere questi servizi sotto il controllo nazionale, tutte le imprese dei servizi dell’emisfero avrebbero il diritto legale di richiedere per via giudiziale indennizzi per i guadagni persi secondo le disposizioni investitore-stato dell’ALCA. Non si tratta di speculazioni; nelle aree attualmente coperte dal TLC, già ci sono molti precedenti di governi che revocano le proprie decisioni e pagano indennizzi a favore dei privati colpiti dalle politiche governative. La realtà è semplice: una volta stabilita la privatizzazione nel settore pubblico, sarà quasi impossibile ribaltarla. Con il passare del tempo, i governi non potranno finanziare con fondi pubblici la cura della salute, i programmi sociali e l’educazione, giacché dovranno concedere ai contrattisti privati di altri paesi dell’ALCA l’accesso equitativo a tali fondi.

 

Ambiente

 

La bozza dell’ALCA, nella sua forma attuale, non contiene garanzie per ciò che riguarda l’ambiente. Il mandato originale dell’ALCA, elaborato nel 1994 durante il primo Summit delle Americhe, conteneva la promessa di promuovere l’integrazione economica dell’emisfero in modo da "garantire lo sviluppo sostenibile e contemporaneamente proteggere l’ambiente". Nel 1996, si realizzò un importante summit in Bolivia sullo sviluppo sostenibile al fine di garantire che i principi del Vertice di Rio del 1992 fossero parte integrante del processo dell’ALCA. Il summit (al quale i gruppi della società civile e del settore ambientalista brillarono per la loro assenza) diede origine a 65 iniziative, note come "Plan de Acción de Santa Cruz" (“Piano di Azione di Santa Cruz”), o come Comitato Interamericano per lo Sviluppo Sostenibile.

 

Ciò nonostante, il progetto non contò né su fondi sufficienti né su un mandato chiaro; generalmente si considera che questo summit fu un fallimento. In conseguenza, nel vertice di Santiago del 1998, si abbandonò del tutto la meta dello sviluppo sostenibile nel nuovo mandato dell’ALCA e si separarono totalmente gli aspetti commerciali da quelli ambientali. Con George W. Bush attualmente alla Casa Bianca, è ancora più certo che le problematiche ambientali relative al libero commercio emisferico saranno messe da parte.

 

Il Capitolo 11

 

Come è stato documentato precedentemente, anche se in breve (si veda il paragrafo Investimenti nella parte “Cos’è l’ALCA?"), e come è evidenziato in una serie di punti addizionali, le disposizioni investitore-stato del TLC hanno già avuto un grave impatto sulla politica ambientale. Non solo sono stati impugnati con successo una gran quantità di regolamenti sanitari ed ambientali in Canada, Stati Uniti e Messico, ma persino il Capitolo 11 viene utilizzato per creare un "effetto di raffreddamento" mediante il quale si avvertono i governi che non è conveniente assumere certe misure regolatrici per non rischiare di dover violare le disposizioni sugli investimenti previste dal TLC.

 

Come spiega l’esperto sugli aspetti legali del commercio Steven Shrybman, "le disposizioni investitore-stato del TLC rappresentano niente meno che un recesso radicale delle norme legali nazionali ed internazionali per lo meno per tre questioni fondamentali. In primo luogo, concedono alle imprese il diritto di rendere vigente direttamente un trattato internazionale del quale non sono firmatarie e secondo il quale per esse non sono previsti obblighi di sorta. Secondo, estendono l’arbitrato commerciale internazionale ai reclami che non hanno nulla a che vedere con i contratti commerciali ma bensì con leggi e politiche governative. Terzo, creano diritti giuridici soggettivi rispetto all’esproprio e al trattamento nazionale che vanno al di là di quelli che sono a disposizione dei cittadini o delle imprese locali".

 

Ogni nuovo regolamento, introdotto da qualsiasi settore di governo, può essere impugnato dalle imprese dell’emisfero che abbiano interessi nel settore in questione. Fondamentalmente, i governi dovrebbe essere preparati a pagare un alto prezzo per il diritto di proteggere la salute ambientale, animale ed umana nell’ambito del proprio mandato. L’avvocato in affari commerciali Barry Appleton spiega che "esse potrebbero porre come condimento nel cibo dei bambini plutonio liquido; se ciò venisse proibito e l’impresa produttrice è statunitense, le si dovrà pagare un indennizzo".

 

I ministri dell’ambiente hanno attualmente una minore giurisdizione degli omologhi del settore commerciale. Quando i ministri dei paesi del TLC annunciarono nel dicembre del 1998 che avrebbero assegnato alla Commissione per la Cooperazione Ambientale (CCE) – l’entità TLC che si è convertita in un organismo di controllo senza poteri – la facoltà di esaminare i casi relativi al Capitolo 11, trasgredirono i limiti stabiliti dal ministero canadese degli esteri e del commercio internazionale (DFAIT) e delle istituzioni sorelle di Washington e Città del Messico. Dopo alcuni mesi, i ministri dell’ambiente annullarono totalmente i nuovi poteri, limitando l’azione dell’entità in un modo tale che per poco non la smantellavano.

 

Considerati questi precedenti e l’eliminazione della meta dello sviluppo sostenibile nei principi del processo dell’ALCA, non si può sperare che le problematiche ambientali siano considerate efficacemente nel patto commerciale emisferico.

 

L’energia

 

Sebbene non esista un gruppo di negoziazione ALCA dedicato esclusivamente ai temi dell’energia, esiste il consenso per giungere ad un "accordo anticipato" su questo assunto nei prossimi vertici delle Americhe. In effetti, è assai probabile che l’ALCA faccia da eco alle disposizioni sull’energia che sono parte integrante del TLC.

 

Con quest’accordo, i negoziatori hanno creato una politica energetica continentale liberista, antiambientale e contraria alla conservazione della natura, che si fonda sulle esportazioni generatrici di grandi guadagni a breve termine e con un alto costo, e che è controllata dalle imprese energetiche transnazionali, con poco interesse sull’aumento dei prezzi o sulle conseguenze ambientali delle proprie azioni. Se si estende al resto dell’emisfero questo regime energetico privo di regole, esso avrà conseguenze devastanti sulla lotta contro l’uso eccessivo dei combustibili fossili nei paesi delle Americhe.

 

Sarebbe utile per i paesi latinoamericani produttori di energia come Venezuela e Bolivia sapere ciò che è successo con le riserve energetiche del Canada sotto queste regole, giacché esse saranno applicate a tutti i paesi dell’America Latina con l’ALCA.

 

In Canada, per adempiere alle suddette condizioni del TLC, si sono resi nulli i poteri dell’entità regolatrice National Energy Board ed è stata smantellata la "garanzia di fornitura vitale", la quale richiedeva che il Canada mantenesse riserve di gas naturale sufficienti per 25 anni. Attualmente, non esiste nessuna entità governativa né una legge che garantisca ai canadesi di poter ricevere la somministrazione adeguata di energia nel futuro. (Ciò nonostante, gli Stati Uniti hanno dichiarato necessaria la predisposizione delle proprie riserve per 25 anni, per ragioni di sicurezza nazionale e, così, esse sono state conservate.)

 

Le richieste di autorizzazione all’esportazione, sia canadesi che statunitensi, già non devono addurre valutazioni sull’impatto dell’esportazione, ed il sistema di distribuzione di gas integralmente canadese è stato abbandonato, cosa che ha generato la frenetica costruzione del gasdotto nord-sud. Si è proibita l’applicazione di imposte sulla fornitura canadese d’energia e così i governi hanno perso una fonte d’entrata tributaria, oltre a beneficiare clienti statunitensi con ciò che era la fissazione di prezzi preferenziali per i clienti nazionali.

 

Cosa ancora più importante, l’accordo commerciale ha imposto anche un sistema di "ripartizione proporzionale" grazie al quale la fornitura di energia agli Stati Uniti è garantita per l’eternità. In quella che può essere denominata come una sorprendente rinuncia di sovranità, il governo del Canada ha accettato di non avere più il diritto a “respingere una richiesta di licenza o revocare o cambiare una licenza di esportazione di energia agli Stati Uniti", anche se ciò fosse per ragioni relative alle pratiche ambientali o di conservazione.

 

Ciò ha condotto ad un aumento spettacolare nella vendita di gas naturale ai mercati statunitensi; in un decennio, le esportazioni si sono quadruplicate, raggiungendo gli 8,5 miliardi di piedi cubici (240 milioni di metri cubi) al giorno. Approssimativamente il 55% della produzione totale canadese di gas si esporta agli Stati Uniti, dove le imprese di distribuzione di questo paese – le quali riforniscono una popolazione molto più grande – hanno potuto firmare contratti a lungo termine al minor prezzo possibile. I consumatori canadesi devono ora competere per le proprie fonti energetiche contro un’economia dieci volte più grande, con riserve che decrescono continuamente ed una domanda che invece aumenta. La situazione del settore petrolifero è la stessa. Il Canada produce attualmente 2,3 milioni di barili al giorno e di essi, 1,3 milioni di barili sono inviati agli Stati Uniti.

 

Gli accordi di libero commercio hanno obbligato il Canada ad impegnarsi in una politica energetica controllata dalle esportazioni massive e garantite agli Stati Uniti, in cui le imprese esercitano il controllo sulle provvigioni, ed in una politica economica che dipende adesso più che mai dallo sfruttamento delle fonti primarie. A causa di ciò, e della questione relativa alle impugnazioni commerciali, si sono aboliti i sussidi governativi canadesi all’esplorazione di petrolio e gas, e i fondi pubblici del paese continueranno ad essere utilizzati per l’esplorazione non controllata dei combustibili fossili ambientalmente distruttivi, processo che già ha distrutto gli habitat del nord e minaccia le delicate riserve della costa di Capo Breton e Terranova, tutto questo per il beneficio delle imprese transnazionali.

 

Con l’ALCA, queste disposizioni saranno estese agli altri paesi delle Americhe, nazioni che devono prendere coscienza della perdita di sovranità nella fornitura di energia e nella responsabilità ambientale che deve accompagnare lo sfruttamento di queste risorse.

 

L’Acqua

 

Allo stesso modo, è improbabile che con l’ALCA, gli Stati Uniti non estendano agli altri paesi dell’emisfero le disposizioni del TLC rispetto alle fonti idriche. Queste disposizioni stabiliscono un mercato continentale dell’acqua grazie al quale si da il via alle esportazioni commerciali dell’acqua; questa è una questione che richiede un’attenzione immediata da parte di quei paesi preoccupati per i piani di privatizzazione della fornitura di acqua.

 

Il Capitolo 3 del TLC stabilisce gli obblighi, compresi i diritti di trattamento nazionale, relativi all’accesso ai mercati per il commercio di beni. Utilizza la definizione di “beni” dell’Accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio (GATT) che include chiaramente "le acque, comprese le acque naturali o artificiali, e le acque trattate".

 

Quando si stava negoziando il TLC, i suo oppositori chiesero che ci si esprimesse apertamente sull’acqua. I governi risposero che al momento l’acqua non veniva commercializzata in nessuno dei paesi del TLC; pertanto, l’acqua nel suo stato "naturale" godeva della sicurezza. I detrattori replicarono che ogni protezione di questo tipo sarebbe stata, nel migliore dei casi, solo temporanea e che nel momento in cui qualsiasi entità giuridica avrebbe iniziato a vendere l’acqua, le disposizioni chiave del TLC sarebbero entrate in vigore, cosa che avrebbe cancellato il controllo pubblico dell’acqua.

 

Esistono tre disposizioni chiave del TLC che mettono in pericolo l’acqua una volta che essa si commercializzi. La prima è relativa al trattamento nazionale, secondo il quale nessun paese può discriminare terzi per favorire il proprio settore privato per ciò che si riferisce all’uso commerciale delle risorse idriche. Una volta che si conceda ad un’impresa una licenza per l’esportazione dell’acqua, gli “investitori” (ossia le imprese) di altri paesi del TLC hanno lo stesso "diritto di stabilimento" delle imprese nazionali rispetto all’uso commerciale dell’acqua.

 

La seconda disposizione è prevista nel Capitolo 11, nella clausola investitore-stato. E’ applicabile all’acqua in due modi. In primo luogo, se qualsivoglia paese, stato o provincia del TLC tenti ad autorizzare unicamente le imprese nazionali per esportare acqua, le imprese degli altri paesi del TLC avranno il diritto ad indennizzi economici. Secondo, se qualsivoglia governo del TLC promulghi una legge per proibire la vendita di acqua in grandi quantità, in virtù di questo stesso atto l’acqua si convertirà in un "bene" commerciale; i diritti dell’investitore che sono previsti dal Capitolo 11 entrerebbero in vigore grazie alla stessa legge che li esclude, rendendo possibile la richiesta d’indennizzo economico per le opportunità perdute.

 

La terza disposizione chiave prevista nell’Articolo 315, è la "ripartizione proporzionale", la stessa disposizione che ha creato un mercato continentale dell’energia. Secondo gli articoli 315 e 309, nessun paese può ridurre o restringere l’esportazione di una risorsa una volta stabilita la sua commercializzazione. Nessun governo può inoltre imporre un’imposta sull’esportazione o far pagare di più ai clienti di altri paesi del TLC rispetto a quanto pagato dai clienti nazionali. Le esportazioni di acqua sarebbero garantite al livello acquisito durante i 36 mesi precedenti; quanto più acqua si esporti, maggiore sarà il bene che si dovrà esportare. Anche se si dovesse determinare che la movimentazione massiva di acqua danneggia l’ambiente, detti requisiti continueranno ad essere vigenti.

 

Il trattato ALCA che è stato proposto contiene un’ulteriore minaccia alla sovranità e alla conservazione dell’acqua. La lista dei servizi del GATS il cui negoziato è attualmente in corso, include i "servizi ambientali". E’ assai probabile che i servizi ambientali, i quali includono i servizi idrici, siano inseriti in modo similare nell’ALCA. Questo significa che i servizi pubblici dell’acqua potranno essere impugnati secondo le disposizioni del trattamento nazionale dell’accordo proposto, con la conseguenza che i servizi come la fornitura di acqua o il trattamento delle acque reflue saranno privatizzati e subcontrattati a favore di imprese idriche transnazionali come Suez Lyonnaise des Eaux e Vivendi. Se qualche governo tentasse di mantenere i servizi dell’acqua in mano allo stato, queste imprese avrebbero enormi diritti all’indennizzo secondo il Capitolo 11.

 

Quello della perdita del controllo pubblico sull’acqua è un tema di somma urgenza per i paesi latinoamericani, dove la privatizzazione, promossa in gran misura dalla Banca Mondiale, si sta estendendo rapidamente.

 

Insieme agli accordi TBT ed SPS del WTO ed ai piani di accordi "anticipati" nelle aree della silvicoltura e della pesca, il trattato ALCA promette essere disastroso per l’amministrazione delle Americhe.

 

L’agricoltura e la sicurezza alimentare

 

Gli agricoltori delle Americhe hanno già sentito l’impatto totale della competizione mondiale secondo i mandati onerosi dei programmi di aggiustamento strutturale della Banca Mondiale e del FMI, come anche le disposizioni sull’agricoltura del WTO. Si è eliminato dall’espressione inglese "agriculture" (agricoltura) l’elemento "culture" (cultura), rimpiazzandolo con quello di "business" (affare). Grazie al nuovo sistema alimentare mondiale, l’agricoltura, mediante la quale gli agricoltori coltivavano alimenti per il popolo e le comunità, è stata rimpiazzata da un sistema "agroimprenditoriale", dall’industria agroalimentare, dove le imprese transnazionali producono alimenti con fini di lucro senza che le importino le norme di sicurezza alimentare o i diritti degli agricoltori.

 

A causa del fatto che il WTO proibisce i controlli sulle esportazioni e le importazioni, solo gli agricoltori sommamente grandi, i grandi paesi e le grandi imprese potranno sopravvivere. In conseguenza, l’accordo sull’agricoltura del WTO ha beneficiato quasi esclusivamente le grandi imprese agroalimentari del mondo, indipendentemente dal loro paese d’origine. Nello scegliere gli accordi sull’agricoltura (AOA) e le norme (SPS) del WTO, i negoziatori mostrano l’intenzione di assegnare nuovi poteri mediante questo patto che restringe i diritti tradizionali degli agricoltori e riduce il livello della legislazione alimentare. Secondo le discipline del WTO, gli agricoltori già non possono più negoziare collettivamente i prezzi dei prodotti con gli acquirenti nazionali, da una parte, e stranieri, dall’altra. L’eliminazione del sostegno ai prezzi nazionali per proteggere gli agricoltori li ha lasciati alla mercé dei prezzi internazionali.

 

La corsa degli accordi AOA del WTO contro le misure non tariffarie, tali come le norme ambientali ed i programmi di gestione delle forniture, è stata inoltre utilizzata per ridurre le garanzie sulla salute pubblica e sulla protezione degli agricoltori. Ad esempio, mediante il WTO, gli Stati Uniti hanno impugnato con successo i requisiti imposti dal Giappone in tema di salute per le importazioni agricole in materia di prove dei residui dei pesticidi. Già i paesi non possono mantenere riserve alimentari d’emergenza in caso di siccità o raccolto deficitario; attualmente, devono comprare ciò di cui hanno bisogno sul libero mercato. "Autosufficienza alimentare" significa adesso poter contare sul denaro sufficiente per acquistare cibo, e non sulla capacità di produrlo.

 

L’accordo SPS del WTO ha avuto un terribile impatto sul diritto dei popoli del mondo a contare su alimenti sicuri. Canada e Stati Uniti hanno utilizzato con successo l’accordo SPS per revocare la proibizione europea della carne vaccina nordamericana che contiene ormoni dannosi e probabilmente cancerogeni. La UE, particolarmente sensibile alla preoccupazione per il rumore per la mucca pazza, decretò l’interdizione dell’uso non terapeutico degli ormoni nel suo settore alimentare, citando diversi studi che stabilivano un nesso tra essi e la malattia. Il gruppo di lavoro del WTO ha preteso la "certezza scientifica" sul fatto che questi ormoni causino il cancro o altri effetti negativi per la salute, imponendo così il principio della precauzione come base dei regolamenti per la sicurezza alimentare.

 

L’ALCA sembra essere predisposto a promuovere un modello di agricoltura nell’emisfero; i risultati saranno devastanti per gli agricoltori dell’America Latina.

 

Che si prepara per il futuro per un’America Latina sotto l’ALCA? Si sta promettendo ogni tipo di cose ai paesi del Centro America, del Sud America e dei Caraibi rispetto all’ALCA: si dice loro che il commercio e gli investimenti più liberalizzati creeranno la potenza commerciale più grande della storia, che offrirà prosperità ai milioni di abitanti della regione che oggi non hanno né lavoro né speranza.

 

I latinoamericani devono analizzare queste promesse con prudenza prima di firmare impulsivamente questo patto.

 

La realtà è che l’America Latina sta vivendo sotto il modello dell’ALCA già da più di un decennio. Si sostiene nei programmi di aggiustamento strutturale della Banca Mondiale e del FMI ciò che i latinoamericani già conoscono assai bene. In primo luogo sono stati i criteri imperativi di liberalizzazione e privatizzazione dell’aggiustamento strutturale quelli che hanno causato lo smantellamento delle infrastrutture pubbliche del continente.

 

Al fine di adempiere con i requisiti di alleggerimento del debito, decine di paesi delle Americhe sono stati costretti ad abbandonare i programmi sociali pubblici, cosa che ha permesso alle imprese straniere con fini di lucro di fare ingresso e vendere i loro “prodotti” della salute e dell’educazione ai “consumatori” che li possono pagare.

 

Oggi, questi paesi sono autorizzati a mantenere questi programmi unicamente per i più poveri. Ciò nonostante, questi servizi sono così inadeguati che le imprese non hanno interesse, e per questo, milioni di abitanti dell’emisfero non possono contare sugli elementi basici dell’educazione e dei servizi della salute. Non ci si deve sorprendere che i paesi latinoamericani stiano soffrendo l’invasione da parte delle imprese di salute statunitensi, come ad esempio l’Aetna International e l’American International, società che hanno una crescita annuale del 20% in questa regione.

 

Con l’ALCA, il processo subirà un’accelerazione, che eliminerà completamente la medicina tradizionale, l’educazione e la diversità culturale. In effetti, la meta è raggiungere un’armonizzazione mondiale economica e culturale, secondo un alto funzionario statunitense del WTO, il quale aggiunge che "comunque, essa non si arresterà sino a quando gli stranieri non inizino a pensare come gli americani, agire come gli americani e, soprattutto, comprare come gli americani".

 

L’ultimo decennio di liberalizzazione del commercio e degli investimenti ha causato molte sofferenze in America Latina. I tassi d’interesse sono aumentati dal 3% del 1980 a più del 20% di oggi. L’America Latina, come regione, ha il tasso di distribuzione dei redditi disuguale più alto del mondo. Dopo aver preso la medicina del libero mercato, c’è più povertà adesso che nel 1980 e il potere d’acquisto del lavoratore latinoamericano si è ridotto del 27%. L’85% della crescita occupazionale si è verificata nel settore precario, senza protezione o beneficio alcuno.

 

Il Messico, dopo otto anni nel TLC, ha un livello di povertà senza precedenti del 70%. Durante questi anni, il salario minimo ha perso più dei tre quarti del suo potere d’acquisto. Oggi ci sono 90 milioni di latinoamericani indigenti e 105 milioni non hanno accesso a nessun tipo di servizio medico. Il numero di bambini che lavorano è cresciuto spettacolarmente; attualmente ci sono almeno 19 milioni di bambini che lavorano in condizioni terribili. Il movimento disperato che è stato scatenato per sfruttare le risorse naturali della regione ha causato il degrado massivo dell’ambiente e l’uso dei pesticidi e dei fertilizzanti si è triplicato dal 1996; esistono oggi 80.000 sostanze chimiche che si producono e si utilizzano nelle Americhe.

 

Lo sfruttamento odierno delle risorse naturali latinoamericane da parte delle imprese canadesi e statunitensi aumenterà considerevolmente con il nuovo patto emisferico. Le imprese transnazionali del settore minerario, dell’energia, dell’acqua, dell’ingegneria, della silvicoltura e della pesca avranno nuovo accesso a tutte le inestimabili risorse di ogni singolo paese e potranno contare inoltre sul diritto di portare a giudizio qualsiasi governo che cerchi di limitare questo accesso, avvalendosi delle disposizioni sull’investitore-stato. La capacità dei governi di proteggere l’ambiente o di stabilire norme ambientali rispetto all’estrazione delle risorse naturali si ridurrà considerevolmente, esattamente come il diritto di garantire che le attività delle imprese straniere generino posti di lavoro nel luogo.

 

L’affiliazione all’ALCA sotto queste condizioni "equivarrebbe a un suicidio", afferma la coalizione dei sindacati del Cono Sud. Nel dicembre del 2000, i principali sindacati di Argentina, Brasile, Paraguay ed Uruguay hanno celebrato un summit sindacale del MERCOSUR, dove hanno esortato i governi affinché sottomettano l’ALCA ad un plebiscito nazionale, con il quale, secondo essi, si sconfiggerebbe il trattato. Il processo ALCA sta aumentando il livello di povertà nella regione, secondo quanto hanno affermato dai leader sindacali, e sta imponendo “limiti alle istituzioni nazionali, che dovrebbero decidere sul futuro di ogni paese, e l’abbandono dei meccanismi che permettono alla società di garantire l’amministrazione democratica dello stato ".

 

Conclusione

Se le condizioni e le raccomandazioni dei gruppi di negoziazione dell’ALCA costituiscono la base fondamentale di un patto di commercio emisferico, il processo nel suo insieme è inaccettabile ed i cittadini delle Americhe devono lottare per sconfiggerlo completamente. Nonostante i governi dichiarino che queste nuove regole di commercio e investimenti sono state negoziate in collaborazione con i propri cittadini, il trattato proposto per l’ALCA non riflette nessuna delle inquietudini espresse dalla società civile e contiene le disposizioni che gli ambientalisti, i gruppi dei diritti umani e di giustizia sociale, gli agricoltori, i popoli indigeni, gli artisti, i lavoratori e molti altri, considerano più atroci. L’integrità di tutti i programmi sociali, delle leggi ambientali e delle risorse naturali sono in pericolo con l’ALCA. Attualmente, non esiste alcuna collaborazione che possa convertire questo patto commerciale in un accordo accettabile.

 

Questo non vuol dire che i cittadini delle Americhe si oppongano alle regole che reggono il commercio e ai vincoli economici tra i nostri paesi; sempre e quando si basino su un congiunto differente di presupposti fondamentali, tali come la Dichiarazione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite e regole ambientali solide, i cittadini delle Americhe sarebbero pronti ad iniziare un processo tendente a sviluppare stretti legami tra essi stessi e con i popoli del mondo. Ciò nonostante, questo non può essere intrapreso con i presupposti e le mete dell’ALCA.

 

Questo processo deve iniziare con una revisione dei trattati commerciali odierni come quelli del WTO e del TLC; è ora di concepire un nuovo sistema di commercio internazionale che si fondi sulla democrazia, la sostenibilità, la diversità e lo sviluppo, principi alternativi con rispetto ai quali si sta realizzando un valido lavoro. Ma innanzitutto, il mondo del commercio internazionale dovrà smettere di essere il regno esclusivo delle élite protette, dei burocrati del commercio e dei negoziatori del potere imprenditoriale. Quando intenderanno cosa è in gioco in questi negoziati emisferici, i popoli delle Americhe si mobiliteranno per sconfiggerli. Questo è il destino che le trattative si meritano.

 

 

Fonti bibliografiche

 

The State of the FTAA Negotiations at the Turn of the Millennium, relazione preparata per la conferenza "Trade and the Western Hemisphere," organizzata dalla Southern Methodist University, Dallas, Texas, 25 marzo 2000, da Sherri M. Stephenson, Vicedirettrice per il Commercio, Organizzazione degli Stati Americani.

 

Report to the Trade Negotiations Committee, documento riservato del gruppo di negoziazione sui servizi dell’ALCA, dove si delinea il suo mandato, filtrato nell’ottobre 2000.

 

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Forgotten Promises and Forgotten Lessons: The OAS, the FTAA and Environmental Protection, testo preparato per l’International Centre for Democratic Development Workshop, Windsor, 5 giugno 2000, da Christine Elwell, membro del Sierra Club of Canada.

 

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Ricerca sui servizi: Ellen Gould, Vancouver.

 

Ricerca sul commercio elettronico: Sarah Anderson dell’Institute for Policy Studies, Washington.

 

Ricerca sull’America Latina: Karen Hansen-Kuhn, Development Gap, Washington.

Formato per la citazione:
Maude Barlow, "ALCA, una minaccia per le Americhe", terrelibere.org, 21 agosto 2003, http://www.terrelibere.org/doc/alca-una-minaccia-per-le-americhe