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La coop “rossa” che lega il Ponte a Sigonella

 

Tra i più stridenti conflitti d’interesse nella gara per il General Contractor del Ponte sullo Stretto, c’è quello legato alla partecipazione delle Coop “rosse” - su schieramenti contrapposti – con i due gioielli più rappresentativi del settore costruzioni, la C.C.C. Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna (in associazione con Astaldi) e la C.M.C. Cooperativa Muratori & Cementisti di Ravenna (in associazione con Impregilo). Con l’“anomalia”, sempre tutta italiana, che proprio la C.M.C. di Ravenna risulta essere una delle 240 associate, la più importante, della cooperativa “madre”, C.C.C. di Bologna [19].

 

   Ciò avrebbe comportato la violazione delle normative europee e italiane in materia di appalti pubblici, le quali escludono espressamente la partecipazione ad una gara di imprese che “si trovino fra di loro in una delle situazioni di controllo”, ovverossia di società tra esse “collegate o controllate”.

   In particolare nel Decreto Legislativo del 10 gennaio 2005 n. 9, che integra e modifica le norme previste dalle leggi per l’istituzione del sistema di qualificazione dei contraenti generali delle “opere strategiche e di preminente interesse nazionale” si stabilisce che “non possono concorrere alla medesima gara imprese collegate ai sensi dell’articolo 3 della direttiva 93/37/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993”.

 Lo stesso decreto afferma il “divieto ai partecipanti di concorrere alla gara in più di un’associazione temporanea o Consorzio, ovvero di concorrere alla gara anche in forma individuale qualora abbiano partecipato alla gara medesima in associazione o Consorzio, anche stabile”.

   L’ipotesi di violazione di queste norme da parte delle due coop durante la prequalifica alla gara per il Ponte è stato sollevato da Terrelibere.org, WWF Italia e dalla parlamentare Anna Donati e ripreso dai maggiori organi di stampa nazionali. Il WWF, in particolare, è ricorso davanti all’Autorità per i Lavori Pubblici e alla Commissione Europea per chiedere l’annullamento della gara [20].

  

   Mentre la Società Stretto di Messina sceglieva di non intervenire, alla vigilia dell’apertura delle buste per il General Contractor, il Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna scompariva provvidenzialmente dalla lista delle società della cordata Astaldi. Così la coop "madre" lasciava il campo alla coop "figlia" che si aggiudicava con Impregilo il bando di gara, senza che nessuno dei partecipanti sollevasse davanti alla società concessionaria l’ipotesi di turbativa.

 

La CMC di Ravenna partecipa alla cordata Impregilo per il Ponte sullo Stretto con una quota del 13%.

La cooperativa compare poi nel consorzio che dovrà realizzare la galleria di circa 10 chilometri a Venaus, in Val di Susa, nell’ambito dei lavori per l’Alta Velocità ferroviaria Torino-Lione.

 

   In Sicilia, la CMC partecipa ininterrottamente da quasi un decennio ai lavori di ampliamento della base militare di Sigonella.

   Il principale scalo aeronavale delle forze armate degli Stati Uniti nel Mediterraneo, a pochi chilometri dalla città di Catania, è al centro di un vasto programma di potenziamento infrastrutturale. Dopo i Piani Mega I, II e III, è giunta l’ora del cosiddetto “Mega IV Multiple Buildings Naval Air Station”, che vede la realizzazione di una scuola situata all’interno della base NAS1 (la zona adibita a centro residenziale per i militari americani) e di altri sette edifici con varie destinazioni d’uso, prevalentemente uffici ed officine, nella base operativa di NAS 2 (lo scalo aeroportuale con i depositi di armi e gli hangar per cacciabombardieri e pattugliatori). I lavori per il nuovo progetto Mega IV, assegnati alla CMC, si concluderanno nel gennaio 2008 e prevedono una spesa complessiva di 59,5 milioni di euro.

  

Nella base nucleare di Sigonella, la CMC di Ravenna sta inoltre portando a termine i lavori del Piano Mega III, finanziati cinque anni fa dal Dipartimento della Marina degli Stati Uniti. Con il Mega III sono stati realizzati strade, parcheggi, piazze, aree attrezzate a verde, sei edifici polifunzionali, un centro commerciale ed un complesso sportivo e ricreativo per le truppe USA. Ancora più sostanzioso il valore dell’appalto del penultimo piano di ampliamento di Sigonella: per il Mega III alla CMC sono andati infatti 76,3 milioni di euro.

   Altri 80 miliardi di vecchie lire erano finiti invece alla cooperativa ravennate nel 1996 per il Piano Mega II (la realizzazione di alloggi per i sottufficiali americani ed altre sei palazzine adibite a uffici e centri operativi) [21].

  

     

   


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