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I conflitti d’interesse

    

La gara per il General Contractor del Ponte sullo Stretto è stata caratterizzata da un turbinio di conflitti d’interesse.

  

Nella speciale commissione giudicatrice istituita dalla Società Stretto di Messina che ha assegnato l’appalto alla cordata Impregilo, ha partecipato l’ingegnere danese Niels J. Gimsing.

Oltre ad essere stato membro (dal 1986-93) della commissione internazionale di valutazione del progetto di massima del Ponte, risulta aver lavorato nella realizzazione dello Storbelt East Brigde, progettato dalla società di consulenza Cowi di Copenaghen a cui il raggruppamento temporaneo d’imprese guidato da Impregilo ha affidato “in esclusiva” l’elaborazione progettuale del Ponte sullo Stretto.

   Insomma, una discutibile relazione fra controllore e controllato…

  

Il conflitto è stato rilevato da un’interrogazione parlamentare presentata dalla capogruppo dei Verdi-Unione in commissione lavori pubblici, on. Anna Donati, che riprendeva le notizie diffuse dagli organi di stampa.

"Il rischio di inquinamento nella scelta del contraente generale è un fatto concreto – affermava la parlamentare - perché i legami personali e professionali sono tanti e tali da coinvolgere tutte le parti in gioco".

 

Il caso dell’ingegnere Gimising non era infatti l’unico. Alberto Lina, ad esempio, nuovo amministratore delegato di Impregilo, è stato dal 1995 al 1998 presidente di Coinfra, la società dell’IRI che ha partecipato come fornitore alla realizzazione del ponte Storebelt insieme a Cowi, e quindi ha collaborato con l’ing. Niels Gimsing [16].

Prima della sua nomina ad amministratore delegato di Impregilo, Alberto Lina ricopriva il ruolo di Ad di Finmeccanica, società che raggruppa le principali aziende militari italiane (AgustaWestland, Alenia Aeronautica, Selenia Communications, Ama, Aermacchi, Galileo Avionica, oltre ad AnsaldoBreda e Ansaldo Energia).

   Lina è anche amministratore delegato di Techint (Rocca) e vicepresidente di Sirti (società nel cui Cda compare l’avv. Enrico Giliberti, consigliere della Poligrafici Editoriale S.p.A. del Gruppo Pesenti).

 

   Se poi si passa alla lettura del curriculum vitae di alcuni membri del consiglio di amministrazione della Stretto di Messina si scorge più di un feeling con il colosso delle costruzioni di Sesto San Giovanni.

   Nell’aprile del 2005, è stato nominato quale membro del Cda della concessionaria del Ponte il dottor Francesco Paolo Mattioli, ex manager Fiat e Cogefar-Impresit, oggi consulente della holding di Torino e responsabile del progetto per le linee ad alta velocità ferroviaria Firenze-Bologna e Torino-Milano di cui Impregilo ricopre il ruolo di General Contractor.

Il 22 febbraio 1993 Francesco Paolo Mattioli, al tempo direttore finanziario della Fiat e presidente della Cogefar, fu arrestato su ordine della Procura di Torino interessata a svelare i segreti dei conti esteri della società torinese, dove risultavano parcheggiati 38 miliardi di vecchie lire destinati a tangenti. Nel maggio ‘99 arrivò per Mattioli la condanna a un mese di reclusione, pena confermata in appello e infine annullata in Cassazione per “sopravvenuta prescrizione del reato” [17].

  

   Nel consiglio di amministrazione della Stretto di Messina siede pure il Preside della facoltà di Giurisprudenza dell’Università “La Sapienza” di Roma, prof. Carlo Angelici, ordinario di Diritto Commerciale. Angelici è pure consigliere della Pirelli & C. S.p.A., società presieduta da Marco Tronchetti Provera e nel cui Cda compare un Benetton (Gilberto), la figlia di Salvatore Ligresti (Giulia Maria) e il presidente di Italmobiliare (Giampiero Pesenti).

   Nel 2004 il professore Angelici è stato pure chiamato a far parte del consiglio di amministrazione di un altro “gioiello” di casa Tronchetti Provera: Telecom Italia Mobile –TIM S.p.A.. Vicepresidente della società telefonica Gianni Mion, uomo di fiducia della famiglia Benetton e membro dei consigli di Edizione Holding, Autogrill, Autostrade per l’Italia e Olimpia S.p.A., la holding costituita dagli imprenditori di Treviso, titolare del 27,7% di Olivetti e del 55% di Telecom Italia.

 

   Edizioni Holding della famiglia Benetton, attraverso Schemaventotto, detiene anche il 51% della Società Italiana per Azioni il Traforo del Monte Bianco, gestore della parte italiana dell’omologo tunnel. Di questa società è consigliere un altro membro “riconfermato” del Cda della Stretto di Messina, il direttore generale ANAS Francesco Sabato. La presenza di Sabato in questi consigli di amministrazione si spiega con il ruolo di azionista dell’ANAS in ambedue le S.p.A.. Della società del tunnel l’azienda a capitale pubblico controlla il 32,1%, mentre della Società Stretto di Messina l’ANAS è titolare del 13% delle quote azionarie [18].

 

Come se non bastasse l’“anomalia” della presenza di più di un consigliere della Stretto di Messina nelle società controllate dai signori del Ponte, va rilevato che sindaco effettivo di Autostrade-Benetton è la riconfermata sindaco effettivo della Stretto di Messina, dottoressa Gaetana Celico.

    

  

Presenze ingombranti anche all’interno di Società Italiana per Condotte d’Acqua, altro partecipante alla cordata General Contactor del Ponte sullo Stretto. Condotte è il terzo gruppo italiano di costruzione per fatturato ed è stato interamente acquisito da privati dalla ex IRI. La società è anche partner di Impregilo nella realizzazione dei lavori per l’Alta Velocità, il sistema Mose a Venezia e l’ammodernamento dell’autostrada Salerno - Reggio Calabria.

  

   Società Italiana per Condotte d’Acqua è controllata per il 98,85% dalla società Ferfina S.p.A., holding finanziaria di partecipazione; a sua volta, il 15% di Ferfina è in mano ad Efibanca, società del gruppo BPI Investimenti. Ebbene, nei consigli di amministrazione di Ferfina e Condotte Immobiliare S.p.A. (la immobiliare di Condotte d’Acqua) compare uno dei membri – sino al giugno 2005 - del Cda della Società Stretto di Messina, il professore Emmanuele Emanuele, voluto dalla Regione Calabria azionista di minoranza della concessionaria del Ponte. Emanuele di Ferfina è persino vicepresidente.

Emmanuele Emanuele è anche presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, una dei maggiori azionisti (7,19%), insieme all’olandese ABN Amro (9%), del gruppo bancario Capitalia, titolare, come già segnalato, di importanti pacchetti azionari di Gemina-Fiat ed Impregilo e perfino della “concorrente” Astaldi. Il presidente del Cda di quest’ultima società di costruzione è il professore Ernesto Monti, docente di Finanza aziendale presso la Facoltà di Economia della Luiss. Monti è consigliere di amministrazione di Fintecna, la finanziaria statale principale socio di riferimento della Stretto di Messina S.p.A..

 

 


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