Uno, due minuti appena. Donne africane contro l`escissione

 

L`orgasmo, la libertà, il lavoro, la religione, oltre la mutilazione dei genitali femminili. Una pratica violenta che riguarda in tutto il mondo 100 milioni di donne, 3 milioni a rischio ogni anno. Nel reportage si alternano le testimonianze raccolte in Mali e Burkina Faso. Una usanza terribile messa in discussione dalle giovani generazioni africane.

 

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Una pratica violenta che riguarda in tutto il mondo 100 milioni di donne, 3 milioni a rischio ogni anno. Nel reportage si alternano le testimonianze raccolte in Mali e Burkina Faso. La storia di un`anziana signora che ricostruisce la fuga da un villaggio maliano di sette bambine pronte per essere escisse; un imam isolato dalla famiglia e minacciato dalla comunità perché contrario alla pratica; alcune donne che parlano dell`orgasmo e di come l`escissione si trasformi in un controllo della sessualità; un centro che accoglie ragazze ripudiate perché affette dalle fistole (una delle conseguenze delle escissioni).
Queste voci raccolte da Andrea Cocco ed Elise Melot lo scorso novembre, nel corso di un progetto realizzato insieme ad Audiodoc e l`associazione Aidos, descrivono il peso di una pratica che in Mali coinvolge ancora oltre il 90 % delle donne e in Burkina Faso, nonostante l`emanazione di una specifica normativa di contrasto, oltre il 60%. Una usanza terribile praticata anche nel nostro Paese.

La campagna internazionale
Alle Nazioni Unite in questi giorni l`Italia è stata protagonista nella campagna di sensibilizzazione dell`opinione pubblica mondiale contro le Mutilazioni genitali femminili (FGM). In occasione dell’apertura della 56a sessione della Commissione sulla Condizione delle Donne (CSW), si è tenuto a New York un evento dal titolo “La messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili: dalla Decisione dell`Unione Africana ad una Risoluzione dell`Assemblea Generale delle Nazioni Unite”, organizzato dall’associazione radicale Non c`è Pace Senza Giustizia (NPSG) e dalla Coalizione Internazionale BanFGM.
La riunione, cui hanno assistito circa duecento partecipanti tra attivisti dei diritti umani, diplomatici, funzionari delle diverse agenzie ONU dedicate alla protezione dei diritti delle donne e dell’infanzia e semplici cittadini, era presieduta dalla leader Radicale Emma Bonino, vice-presidente del Senato italiano, e da Mariam Lamizana, presidente del Comitato Interafricano sulle Pratiche Tradizionali (IAC). L`incontro è stato aperto dalla ex presidente cilena Michelle Bachelet, recentemente nominata Direttore Esecutivo dell’Agenzia Onu per i Diritti delle Donne.

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