.
eBook
Il movimento antimafia siciliano Gabriella Scolaro
Il movimento antimafia
siciliano
Novità
Per iPad e Kindle,
€ 3.99
Quell'africana... Alberto Mossino
Quell'africana...
Romanzo
Per iPad e Kindle,
€ 3.99
Le inchieste multimediali > Rosarno - A3/Zenobia - Saluzzo - Come viene prodotto il cibo? - La rivolta dei conferiti    Tutte le inchieste
Chi siamo Archivio Autori Campagne Fotostorie Video Infografiche Podcast
DiariNuovo CorsiNuovo Servizi SED Libreria Catalogo eBook Presentazioni Recensioni Racconti
`Ogni mattina ci alziamo alle cinque per raccogliere il vostro cibo` - www.terrelibere.org
    Ascolta con webReader
appelli

`Ogni mattina ci alziamo alle cinque per raccogliere il vostro cibo`

Lettera aperta degli africani di Rosarno al governo

terrelibere.org - autore dell"articolo Lavoratori africani di Rosarno 17 gennaio 2012 Vai ai commentiCommenta Statistiche di lettura - terrelibere.orgLetto 2433 volte
Gli immigrati hanno scritto una lettera aperta ai ministri Cancellieri, Riccardi, Fornero e Catania per ricordare la loro situazione. "Abbiamo paura dei caporali, dei padroni, delle forze dell`ordine". "Paghiamo la crisi due volte, la prima come lavoratori e lavoratrici perdendo il posto e la seconda come immigrati, perché perdendo il lavoro perdiamo i nostri diritti".

Fotografia di Alessandro Ciccarelli

Archivio per il tag

Al Ministro delle Politiche Agricole e forestali Mario Catania

Al Ministro dell`Interno Anna Maria Cancellieri

Al Ministro del Lavoro Elsa Fornero

Al Ministro per la Cooperazione internazionale Andrea Riccardi

'Siamo i lavoratori che ogni mattina si alzano alle cinque e vanno raccogliere nei campi il vostro cibo. Viviamo nascosti in luoghi che chiamare casa è un insulto. Nostra compagna di vita è la paura. Paura dei caporali, che ogni mattina ci vengono a prendere e decidono chi lavora e chi no. Paura del lavoro perché dopo 10 ore se ci va bene ci troviamo in tasca 15 o 20 euro, se ci va male una pistola puntata. Paura dei padroni che ci trattano come bestie. Paura delle forze dell`ordine perché non abbiamo documenti. Paura della paura, perché siamo invisibili. Perché non possiamo denunciare i nostri sfruttatori. Se camminiamo per strada dobbiamo stare attenti a chi ci fa del male e a chi dovrebbe tutelarci. Siamo nemici per tutti.`

'Siamo gli uomini e le donne che lavorano nelle grandi città, immigrati sotto il costante ricatto del permesso di soggiorno. Paghiamo la crisi due volte, la prima come lavoratori perdendo il posto e la seconda come immigrati, perchè perdendo il lavoro perdiamo i nostri diritti. Siamo quelli che cadono nei cantieri e vengono buttati nella spazzatura, siamo quelle che curano i vostri vecchi e puliscono i vostri uffici!`

'Siamo gli uomini e le donne, italiani/e, che ogni giorno camminano con i fratelli/le sorelle immigrati/e. Contadini e consumatori che si organizzano per sottrarsi alle logiche di sfruttamento e non soccombere alla crisi, per difendere la sovranità alimentare, il proprio reddito e la terra.`

***

Scriviamo insieme questa lettera per denunciare ancora una volta le condizioni inumane che il 'Dio Mercato` impone a migliaia di uomini e di donne. A Rosarno, il 7 gennaio 2010 dopo l`ennesimo atto di violenza subito, scoppia la rabbia dei braccianti africani impiegati nella raccolta degli agrumi. I dannati della terra si ribellano e quello che ne segue sono la caccia all`uomo, i linciaggi, la deportazione di Stato.

Tuttavia migliaia di persone continuano ancora a lavorare per quattro soldi sotto la costante minaccia della Bossi-Fini, del padrone e dei suoi caporali. E di una guerra tra poveri alimentata dalla crisi.

Questa non è Rosarno, è l`Italia. L`Italia dei pomodori, delle patate, delle angurie, dei kiwi… Questo è il sistema agroindustriale, voluto dalla UE e dalle organizzazioni padronali. Questo è il capitalismo nelle campagne, la filiera tutta italiana dello sfruttamento, che porta il "Made in Italy" sugli scaffali del mondo e garantisce i profitti alla Grande Distribuzione Organizzata. Auchan, Carrefour, Esselunga, e Coop stabiliscono il prezzo di acquisto ai produttori, un prezzo che i piccoli sono costretti a subire e le medie-grandi imprese decidono di sostenere con l`abbattimento dei costi di manodopera. Ossia con lo sfruttamento dei lavoratori senza documenti. E nelle grandi città la situazione non è diversa. Diversi i lavori, stesso lo sfruttamento.

Da quel 7 gennaio del 2010, però, c`è chi ha deciso di non essere più invisibile. Lavoratori consapevoli di reggere una buona parte dell`economia italiana hanno cominciato a lottare per garantirsi un salario minimo, un alloggio dignitoso, la tutela sanitaria e le norme di sicurezza. I lavoratori deportati a Roma si sono auto-organizzati e hanno ottenuto il permesso di soggiorno e continuano a lottare per l`emersione dal lavoro nero.

Hanno incrociato le braccia a Caserta e Napoli alla fine del 2010. A Nardò nell`agosto 2011 i braccianti hanno scioperato e dopo pochi giorni il Parlamento ha reso il caporalato reato penale. Si stanno auto-organizzando a Rosarno e nella Piana, in un percorso che coniuga la salvaguardia del territorio, le istanze della piccola agricoltura e quella dei braccianti.

Come lavoratori, immigrati ed italiani, contadini e consumatori che lottano per una risposta alla crisi che neutralizzi la guerra tra poveri, chiediamo al Ministro degli Interni Cancellieri, al Ministro dell`Agricoltura Catania e al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l`Integrazione Riccardi, al Ministro del Lavoro Fornero di ascoltare le nostre ragioni e le nostre proposte:

CONTRO OGNI DISCRIMINAZIONE, FASCISMO E XENOFOBIA - Vogliamo cambiare il paradigma 'sicurezza`. Dal piano dell`ordine pubblico, repressione e militarizzazione dei territori a quello della giustizia sociale. L`omicidio di Joy e Zhou si consuma in un quartiere popolare dove il progressivo impoverimento di ampie fette di popolazione, comporta la rottura dei legami sociali e l`innesco di una guerra tra poveri. L`ultima cosa di cui ha bisogno Torpignattara è più polizia.

La caccia al negro di Rosarno, il pogrom di Torino, l`assassinio di Mor Diop e Samb Modou a Firenze, sono il frutto di un clima d`odio xenofobo alimentato per anni da diverse forze politiche istituzionali e dai gruppi neo-fascisti da questi tutelati e finanziati. La costruzione sistematica del capro espiatorio, l`immigrato, il diverso, serve come valvola di sfogo al crescente disaggio sociale dovuto ai provvedimenti anti-crisi, alle migliaia di licenziamenti, alla disoccupazione cronica e alla totale precarizzazione delle nostre vite.

CONTRO L`IMPOSIZIONE DELLA CLANDESTINITÁ E LO SFRUTTAMENTO:

  • tutela legale e permesso di soggiorno per i lavoratori vittime del caporalato che denunciano i loro sfruttatori, così come previsto per le donne vittime di tratta;
  • l`abolizione della Legge Bossi-Fini e una radicale revisione delle normative italiane in materia di immigrazione;
  • una sanatoria generale per gli immigrati presenti sul territorio nazionale;
  • la garanzia di un`accoglienza dignitosa per i lavoratori stagionali;
  • un sistema di collocamento pubblico in agricoltura che consenta di smantellare il caporalato;
  • l`instaurazione di indici di congruità che verifichino il rapporto tra fatturato e manodopera impiegata;
  • l`inserimento nei disciplinari di produzione (doc, dop, igp, bio…) di criteri che valutino il rispetto dei diritti dei lavoratori pena il decadimento;

PER LA DIFESA DELL`AGRICOLTURA CONTADINA CONTRO LE SPECULAZIONI:

  • una radicale revisione della PAC (Politica Agricola Comunitaria), che vincoli gli aiuti alla sostenibilità sociale oltre che ecologica delle produzioni, tutelando anche il lavoro e il territorio e instaurando un regime di aiuti specifico per la piccola proprietà;
  • politiche pubbliche di sostegno all`agricoltura contadina (infrastrutture viarie e agricole, servizi urbani nelle zone interne rurali, incentivi alla nascita di cooperative e consorzi tra piccoli produttori, sostegno alle filiere locali e equo accesso alla distribuzione); politiche di sostegno alla conversione produttiva che emancipi i territori dalle monoculture e aiuti diversificazione e integrazione;
  • un intervento sui prezzi dei prodotti agricoli che salvaguardi una corrispondenza tra quanto conferito al produttore e i margini necessari a sostenere i costi di produzione, primo tra tutti la manodopera regolarmente assunta;
  • l`assunzione della proposta della campagna 'Genuino Clandestino` per una regolamentazione dei mercati locali basata sull`autocertificazione partecipata dei prodotti agricoli freschi e conservati;
  • il blocco immediato della svendita dei terreni agricoli demaniali decisa dal Governo Berlusconi e l`attuazione di una riforma agraria che agevoli l`accesso alla terra dei giovani e in generale dei piccoli agricoltori, il recupero dei terreni abbandonati, contrastando le speculazioni.
tag Tag: rosarno
Formato per la citazione:
, "`Ogni mattina ci alziamo alle cinque per raccogliere il vostro cibo`", terrelibere.org, 17 gennaio 2012, http://www.terrelibere.org/4433-lettera-aperta-degli-africani-di-rosarno-al-governo

Il libro inchiesta sulla Salerno - Reggio Calabria

Diari (ovvero l'Italia fuori dal raccordo)Nuovo

Lampedusa / Sibari /
Saluzzo / Piacenza

Voi fare pubblicità qui? Contattaci
Articoli collegati
06 maggio 2013
Rosarno. Donne e africani, le anomalie che hanno sconfitto i boss
Una figlia che fa condannare il padre. Un killer balordo che spara ai raccoglito...
29 aprile 2013
I disoccupati di Rosarno contro i migranti dell’Est: «Non pagano le bollette»
Un centinaio di disoccupati ha protestato contro i migranti e il sindaco. Questa...
09 aprile 2013
Rosarno. La tendopoli abbandonata e uno Stato putrefatto
Alla fine della stagione di raccolta le due tendopoli sono in stato di abbandono...
08 aprile 2013
Rosarno. Stato di abbandono
Le macerie della vecchia baraccopoli. Cumuli di spazzatura non raccolta, come in...
23 febbraio 2013
Il bilancio finale della nostra campagna per Rosarno
10 febbraio 2013
Il paradosso di Rosarno. Per venti giorni tende vuote e africani nella baraccopoli
Per oltre venti giorni la seconda tendopoli del Ministero dell`Interno è rimasta...
19 gennaio 2013
L’altra Rosarno. La vita normale degli africani «equi»
Vive in appartamento, scrive poesie, usa il computer ed è residente a Treviso....
13 gennaio 2013
A Rosarno arriva chi ha perso il lavoro. In Veneto o in Libia
L’ennesima “emergenza” Rosarno è in buona parte frutto di una doppia crisi e del...




Inizio pagina
Home page  |  Mobile  |  Corsi  |  Video  |  Autori  |  Archivio  |  Mailing list  |  Contatti
Creative Commons License Copyright. Tutti i contenuti del sito sono pubblicati sotto Licenza Creative Commons
Questo sito non ha carattere di periodicita' non essendo aggiornato con intervalli regolari. P.IVA 02977070834
made by liotren.com Hosting Linux, CMS e applicazioni realizzate da Liotren.com