Nardò, lo sciopero dei braccianti immigrati

 

Nel Salento il primo sciopero spontaneo dei braccianti immigrati impegnati nella raccolta del pomodoro e delle angurie. E’ successo a Nardò, meta turistica dove in estate arrivano ogni anno anche centinaia di africani e maghrebini per raccogliere le angurie. Troppo basso il salario per la raccolta del pomodoro. I lavoratori sono aumentati anche per l’arrivo di tunisini dal campo di Manduria, l’occupazione è scesa drasticamente.

NARDO` (LE) – Hanno detto no allo sfruttamento nella raccolta del pomodoro e si sono rifiutati di lavorare. Poi hanno bloccato la strada e oggi pomeriggio terranno un’assemblea. E’ il primo sciopero spontaneo di braccianti stagionali immigrati. E’ successo questa mattina a Nardò, nel Salento, meta turistica dove in estate arrivano ogni anno anche centinaia di africani e maghrebini per raccogliere le angurie.

Fino a un anno fa dormivano sotto gli ulivi o in ripari di fortuna. Dall’estate 2010, per il secondo anno consecutivo,  sono ospitati nella Masseria Boncuri dalle associazioni di volontariato Finis Terrae e Brigata di Solidarietà Attiva, grazie alla ristrutturazione dello stabile effettuata dal comune. “Questa mattina alle sei i ragazzi sono tornati alla masseria dai campi, dove erano andati all’alba – racconta Gianluca Nigro di Finis Terrae – ci hanno raccontato di essersi rifiutati in massa di lavorare perché dovevano raccogliere pomodori a un prezzo molto basso. Poi hanno bloccato la strada, c’è stata una mediazione con la polizia e infine stasera faranno un’assemblea al campo e scriveranno un documento”.

A Nardò la situazione del lavoro nei campi è diventata più dura per la crisi del settore delle angurie, pagate molto poco o invendute. Questo ha portato molti produttori a lasciarle marcire nei campi e non raccoglierle. I lavoratori sono aumentati anche per l’arrivo di tunisini dal campo di Manduria, l’occupazione è scesa drasticamente.

Il lavoro nero è la soluzione che rimane ai più e soprattutto il reimpiego nella raccolta dei pomodori, con paghe molto basse. Uno sciopero in evoluzione e una lotta per i diritti di chi non conosce weekend e ferie, mentre poco distante i turisti affollano le spiagge salentine nell’ultimo sabato di luglio.